4 Febbraio, giornata mondiale contro il cancro

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Il 4 febbraio, come ogni anno, si celebra la giornata mondiale contro il cancro per sensibilizzare la popolazione e portare alla luce non solo i problemi legati alle malattie tumorali, ma anche le giuste pratiche per prevenire e limitare l’insorgenza del cancro. Come sottolinea il Ministero della Salute, questo male si può battere. 

Battere il cancro è una battaglia che si combatte principalmente nei laboratori di ricerca e nei reparti di ospedali, ma passa anche grazie attraverso la comunicazione e la diffusione delle informazioni.
Perché una diagnosi precoce aiuta a ridurre i rischi e lo stesso vale per tutte le pratiche legate a uno stile di vita virtuoso.

La giornata mondiale contro il cancro serve anche a questo.

Come è nata la giornata contro il cancro

La giornata mondiale contro il cancro è stata istituita il 4 febbraio del 2000 a seguito di un vertice mondiale che si è tenuto a Parigi e che è stato dedicato a questo tema.
Gli obiettivi: 

  • Promuovere la ricerca.
  • Prevenire il cancro.
  • Migliorare i servizi ai pazienti.
  • Sensibilizzare la comunità. 

Tutti questi valori sono confluiti nella giornata mondiale contro il cancro che ha appena superato il suo ventennale e oggi è un appuntamento consolidato in tutte le Agende sanitarie internazionali. 

Organizzatore globale della giornata mondiale contro il cancro è l’UICC, Union for International Cancer Control, nota organizzazione internazionale sul cancro.

Le disuguaglianze del 2022

Da ormai quasi due anni la giornata mondiale contro il Cancro assume una sfumatura diversa per via della pandemia da Covid-19. L’emergenza sanitaria ha infatti generato un ampio bacino di utenti che non ha potuto avere accesso agli screening regolari organizzati dalle varie aziende del Servizio Sanitario Nazionale.

La conseguenza delle chiusure dei reparti e dello stop delle visite ambulatoriali è stata una sensibile diminuzione delle diagnosi: soltanto nel 2020, sostiene l’Associazione Italiana Oncologia Medica (aiom), è stato diagnosticato l’11% in meno di neoplasie nell’intero territorio nazionale. Questa diminuzione statistica investirà quasi sicuramente anche l’anno 2021, per cui non è ancora possibile avere dati ufficiali proprio per l’emergenza pandemica in corso.

Il rischio nel futuro prossimo è che si possa generare l’effetto pandemia al termine della pandemia attuale, ossia un forte aumento delle nuove diagnosi di cancro arrivate tutte assieme e, cosa ancora più grave, in stati già avanzati proprio per la mancanza di regolarità nei controlli.

“Per favorire il recupero delle prestazioni diagnostiche e terapeutiche, il Ministero della Salute ha promosso un finanziamento straordinario di circa mezzo miliardo, mettendolo a disposizione delle Regioni. Nel decreto legge sostegni-bis la durata di tale intervento è stata estesa per tutto il 2021. È solo un primo passo. Serviranno ancora altre risorse.”

Questa la dichiarazione del Ministro della Salute Roberto Speranza rilasciata nella prefazione della pubblicazione “I numeri del Cancro” edito dalla AIOM.

Le disuguaglianze nel mondo

Al di fuori dei confini nazionali il tema delle disuguaglianze assume poi un significato più ampio e viene determinato dalle diverse situazioni geografiche. “Chi siamo e come viviamo può fare la differenza tra vivere e morire” recita il sito internet del world cancer day.

Nel mondo, infatti, ogni anno 10 milioni di persone muoiono a causa di malattie oncologiche. Questi numeri, purtroppo, sono soltanto stime in difetto, considerato che più della metà della popolazione mondiale non ha accesso a cure adeguate e screening preventivi.

Non a caso tema del 2022 per la giornata mondiale sul Cancro è #closethecaregap (chiudi il divario di assistenza), e vuole diminuire il divario sanitario esistente tra i paesi ricchi ed i paesi poveri.

Il tema del 2021

Per il triennio 2019/2021 si era invece deciso, con la coordinazione dell’UICC e dell’OMS, di dedicare le giornate mondiali contro il cancro a un concetto fondamentale che rivolge l’attenzione proprio al bisogno di comunicare speranza e prospettive favorevoli: #IAmAndIWill. Vale a dire io sono e io lo farò.

“L’iniziativa infatti ricorda l’importanza dell’agire individuale e dell’impegno in prima persona sulla prevenzione dei tumori e migliorare l’accesso agli screening oncologici. L’obiettivo è quello di cercare di salvare vite, aumentando la consapevolezza sulla malattia in modo che le persone riconoscano meglio i sintomi, facciano prevenzione, evitino i comportamenti a rischio”.

Nella spiegazione del Ministero della Salute rintracciamo i pilastri che sostengono le iniziative legate alla giornata mondiale contro il cancro. Al centro c’è l’individuo perché se è vero che il sistema sanitario nazionale ha l’obbligo di garantire le migliori cure possibili (anche in un’epoca influenzata dal Covid) c’è grande attenzione sulle singole responsabilità.

Partecipare alla giornata mondiale contro il cancro

La giornata mondiale contro il cancro vuole aumentare la consapevolezza e l’educazione sul cancro e spingendo i governi e le persone in tutto il mondo ad agire contro la malattia.

Per lavorare su questo punto, gli organizzatori offrono diverse soluzioni. Nella sezione del sito web ufficiale – www.worldcancerday.org/take-action – edicata alla partecipazione attiva puoi scegliere il tuo impegno personale in base al tempo e alle risorse che vuoi investire.

Dalla piccola donazione alla creazione di un post da pubblicare sui social fino alla sensibilizzazione delle istituzioni politiche per spingere all’istituzione di un appuntamento ufficiale: decidi quanto puoi dedicare alla causa e diventa parte del cambiamento.

Un percorso che inizia nel 2019

La  campagna pluriennale è stata pensata per creare un impatto superiore, importante ma anche duraturo. Aumentando l’esposizione del tema e l’impegno nei confronti del pubblico. 

C’è bisogno di creare consapevolezza globale e impatto forte su argomenti importanti come la prevenzione, il controllo, l’alimentazione. Il 2019, primo anno della campagna, è stato usato per riflettere su cosa il singolo può fare per ridurre il rischio di sviluppare un cancro. 

Il 2020 invece è stato l’anniversario che ha permesso di fare il punto, cosa è stato fatto e cosa fare. Per il 2021, invece, c’è un focus particolare all’interno del tema I Am And I Will: l’importanza della cooperazione e dell’azione collettiva. L’unione tra le varie realtà – associazioni, paesi, organizzazioni, individui – porta a risultati superiori.

Come possiamo prevenire il cancro 

Difficile dare una risposta netta, di sicuro parliamo di una condizione che i medici stanno ancora studiando. E non è facile capire le connessioni precise, ma di sicuro ci sono delle azioni che possono diminuire le probabilità di dover ricorrere a terapie invasive

Ad esempio? In primo luogo bisogna eliminare completamente le pratiche che provocano un danno diretto come, ad esempio, il tabagismo. Smettere di fumare è il primo passo per ridurre il rischio di cancro, anche perché “People who smoke cigarettes are 15 to 30 times more likely to get lung cancer or die from lung cancer” (i fumatori hanno dalle 15 alle 30 volte un incremento di probabilità di poter sviluppare il cancro ai polmoni e morire per questo). Poi c’è la fase del controllo:

“Fare diagnosi precoce significa individuare un tumore in fase iniziale, quando ancora non si è diffuso in altri organi tramite metastasi. (…) Gli interventi chirurgici possono essere più circoscritti e le terapie farmacologiche meno pesanti”.

Come suggerisce il sito dell’AIRC è importante fare le giuste analisi per anticipare i possibili rischi di incorrere in malattie tumorali come ad esempio a seno, colon o collo dell’utero.

A volte la diagnosi precoce è casuale, in altri casi invece viene effettuata grazie allo screening di popolazione: l’invito è quello di sottoporsi alle analisi senza rimandare. 

Così come è importante seguire le regole alimentari già note a chi ha anche problemi cardiaci. Ad esempio è importante limitare carni rosse e, soprattutto, i prodotti derivati da una lavorazione perché, riprendendo il sito dell’Organizzazione Mondiale della Sanità:

“Processed meat was classified as Group 1, carcinogenic to humans. (…) This category is used when there is sufficient evidence of carcinogenicity in humans. In other words, there is convincing evidence that the agent causes cancer”.

In sintesi, ci sono prove convincenti di un collegamento tra uso eccessivo di cibi basati su carni rosse lavorate e cancro. Tutto questo senza dimenticare la presenza in molti alimenti di questa categoria di grassi saturi che sono alla base delle malattie cardiovascolari.

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