Acido Bempedoico per paziente a rischio cardiovascolare

Un caso clinico

Dottor Massimo R. Mannarino, Dipartimento di Medicina e Chirurgia, Università degli Studi di Perugia.


Un uomo di 55 anni, fumatore con una storia familiare di diabete e ipertrigliceridemia, combatte contro l'ipertensione arteriosa con una terapia basata su Ramipril e Amlodipina, e una dislipidemia mista identificata già a 45 anni, con un livello di LDL-C pre-trattamento di 185 mg/dL. La sua attuale terapia include Ezetimibe e un integratore con Monacolina K, dopo aver interrotto l'uso di Rosuvastatina/Ezetimibe (10/10 mg al giorno) a causa di mialgie e crampi notturni, sintomi emersi un mese dopo l'inizio del trattamento e scomparsi con la sua sospensione. Esperienze simili con altre statine avevano portato alla stessa sintomatologia, con un picco di CPK a 628 UI/L durante il trattamento.

Data la tolleranza ai farmaci precedenti, si è optato per l'introduzione dell'Acido Bempedoico nella gestione del suo quadro clinico. Dopo due mesi da questa nuova terapia, il paziente non ha segnalato la comparsa di nuovi sintomi, suggerendo una buona tolleranza al trattamento. Questo cambio di strategia rappresenta un adattamento significativo nella cura del paziente, mirando a controllare efficacemente i suoi livelli di colesterolo senza causare effetti collaterali invalidanti, e offrendo una soluzione personalizzata al suo specifico profilo di tollerabilità.

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