Aderenza alla terapia ipolipemizzante nel raggiungimento del target lipidico

Seppure da molti anni sia ben noto l’impatto negativo di alti livelli circolanti di colesterolo legato alle lipoproteine a bassa densità (C-LDL) sulla progressione dell’aterosclerosi, il loro controllo terapeutico non è ancora ottimale soprattutto nei pazienti ad alto rischio cardiovascolare. I margini di intervento su cui è possibile agire sono essenzialmente l’approccio farmacologico basato su agenti ipolipemizzanti e il miglioramento dell’aderenza. La necessità di mantenere i livelli di C-LDL quanto più bassi possibile, fino al dimezzamento rispetto ai valori di partenza, è stata chiaramente espressa nelle ultime linee-guida redatte congiuntamente dalle Società Europee di Cardiologia (ESC) e Aterosclerosi (EAS) del 2019, in particolare nei soggetti con rischio di mortalità cardiovascolare molto elevato per la presenza di fattori quali diabete, precedente storia clinica di eventi cardiovascolari/cerebrovascolari, insufficienza renale cronica, rivascolarizzazione coronarica. In questo contesto, l’aderenza terapeutica rappresenta un fattore chiave.

All’ultimo congresso ANMCO 2022, sono stati presentati i risultati di una recente analisi real-world sull'impatto dell'aderenza ai farmaci ipolipemizzanti nel raggiungimento del target lipidico in Italia. Tale analisi è stata condotta da CliCon S.r.l. Società Benefit attraverso l’integrazione dei database amministrativi e di laboratorio di enti distribuiti sul territorio nazionale per un campione di assistibili pari a circa il 10% della popolazione italiana. Sono stati inclusi tutti i pazienti che avevano almeno una misurazione di C-LDL tra 2012 e il 2019, sotto terapia ipolipemizzante nei 6 mesi precedenti l’ultima misurazione di C-LDL (data-indice). L'aderenza terapeutica è stata espressa come PDC (proportion of days covered, ovvero la proporzione di giorni coperti dalla terapia nei 6 mesi precedenti la data-indice) ed i pazienti stratificati in base ai valori di PDC: bassa aderenza (PDC=0-39%), moderata aderenza (PDC=40-79%), aderenza (PDC ≥80%). L’analisi ha incluso diverse categorie di pazienti, focalizzandosi inizialmente su quelli con ipercolesterolemia familiare (meno dell’1% degli inclusi), e poi su coloro che avevano una precedente storia clinica di eventi cardiovascolari/cerebrovascolari (28%), sui diabetici (21%) ed infine sul restante 50% in prevenzione primaria.

I risultati dell'analisi

In tutti i gruppi, si è evidenziata una stretta correlazione tra l'aumento dell'aderenza e un maggiore raggiungimento del target di C-LDL (Figura 1). Inoltre, mentre nei pazienti con diabete e in prevenzione primaria rispettivamente l'80% e l'86% degli aderenti aveva i livelli di C-LDL sotto controllo, nei gruppi con ipercolesterolemia familiare e con pregressi eventi cardiovascolari solo il 46% dei pazienti aderenti raggiungeva il target lipidico.

Dura Lex sed Lex - Accesso riservato

Questa pagina è visualizzabile solo da personale medico…. La norma prescrive che vi sia un filtro per le pagine contenenti dati su cure, indicazioni terapeutiche o contenuti simili. Iscriviti gratuitamente oppure, se già iscritto effettua il log in per leggere il resto del contenuto. Se questo messaggio dovesse apparire anche dopo aver effettuato il login, sarà semplicemente necessario aggiornare la pagina e sarà completamente visibile