Attacchi di panico ed infarto, quale relazione c’è?

Il punto di contatto tra attacchi di panico ed infarto non deve essere sottovalutato da coloro che presentano dei sintomi che possono riguardare queste condizioni. Infatti, chi soffre di malattie collegabili a stati di ansia elevata, può talvolta manifestare anche sudorazione, tremore, forte agitazione ed un battito cardiaco non usuale, accelerato.

Gli attacchi di panico possono, per queste ragioni, essere confusi con la sintomatologia infartuale, a maggior ragione se il paziente è in una situazione particolarmente stressante. Anche nel caso opposto, c’è la possibilità di registrare un evento cardiaco devastante a causa di una situazione emotivamente difficile per il paziente. Ecco perché le relazioni tra attacco di panico ed infarto devono essere definite con cura, per comprenderne i legami profondi che le possono legare.

Il collegamento tra attacchi di panico ed infarto

La definizione di infarto è stata più volte analizzata e chiarita negli articoli precedentemente pubblicati sul nostro magazine. Per rinfrescare però la memoria, si può approfondite l’articolo differenza tra infarto e arresto cardiaco che offre un quadro chiaro della patologia.

Ma cos’è, invece, un attacco di panico? Partiamo da questa definizione:

“A panic attack is a brief period of extreme distress, anxiety, or fear that begins suddenly and is accompanied by physical and/or emotional symptoms. Panic disorder involves recurrent panic attacks that lead to excessive worry about future attacks and/or behavior changes intended to avoid situations that might trigger an attack”.

Prendendo come riferimento MSD manual, possiamo comprendere come l’attacco di panico sia un breve periodo di estrema angoscia, ansia o paura che inizia improvvisamente ed è spesso accompagnato da sintomi fisici e/o emotivi.

Tutto ciò rientra nei disturbi di panico che includono attacchi ricorrenti spesso causati dalla preoccupazione stessa di attacchi futuri e/o cambiamenti di comportamento volti ad evitare situazioni potrebbero innescare un attacco. In pratica, si vive in un costante timore rispetto all’eventualità di poter vivere un attacco di panico.

Spesso tutto questo si intreccia pericolosamente con condizioni di grave sofferenza, come avviene, ad esempio, con l’infarto del miocardio. Nello specifico, possiamo dire che la connessione tra quest’ultima condizione riguarda sia la relazione tra causa ed effetto, sia il rischio di confondere le due condizioni con difficoltà nell’affrontare la giusta cura.

“When someone is anxious, their body reacts in ways that can put an extra strain on their heart. The physical symptoms of anxiety can be especially damaging among individuals with existing cardiac disease”.

Infatti, come ci ricorda il gruppo John Hopkins Medicine, quando una persona è vittima di uno stato di ansia, il corpo reagisce in modi che possono mettere a dura prova il suo cuore. I sintomi fisici dell’ansia – tachicardia, aumento della pressione arteriosa, ecc – possono essere dannosi per i soggetti con patologie cardiache già esistenti. Il tutto, può portare un indebolimento del cuore e aumento il rischio di arresto cardiaco improvviso.

Il rischio di confondere attacchi di panico e infarto

Come riconoscere un infarto? I segnali sono evidenti e chiari: dolore al petto, sudorazione, respiro corto, nausea, vomito, tachicardia, vertigini, sensazione di stordimento e dolori in diverse parti del corpo tipo le braccia, il collo, la mascella e le spalle.

Purtroppo, la similitudine tra questi segnali e i sintomi degli attacchi di panico sono estremamente simili. Tuttavia, le due condizioni sono profondamente diverse, dato che gli attacchi di panico sono collegabili, in molti casi, a stress mentale o condizioni emotive molto impegnative. Gli attacchi di cuore, invece, si manifestano quando viene meno l’afflusso di sangue e i muscoli cardiaci iniziano a danneggiarsi o addirittura morire.

La possibilità di confondere i due episodi è estremamente comune. Un attacco di cuore si manifesta, di solito, con un dolore molto forte al petto chesi irradia e rimane continuo, non scompare. Mentre l’attacco di panico ha una durata limitata e tende a sparire con i relativi sintomi e nasce spesso da una causa scatenante come, ad esempio, una condizione che ci fa cadere nello stato di ansia. In ogni caso è sempre consigliato chiamare i soccorsi il prima possibile.

Come affrontare attacchi di panico e infarto

Come si può facilmente intuire, l’attacco di panico e l’infarto del miocardio sono due episodi che possono avere una relazione in termini di causa ed effetto. Ma come possiamo prevedere e scongiurare gli esiti negativi? In primo luogo curando possibili eventi scatenanti e riducendo i rischi, questo significa muoversi in due direzioni differenti.

In primo luogo, è importante chiarire che i problemi di ansia sono risolvibili. Come? Con una terapia seguita da uno psicoterapeuta in grado indicare la soluzione giusta per le singole esigenze.

In alcuni casi si usa la farmacoterapia, in altri è sufficiente un percorso di psicoterapia coadiuvato da respirazione. Anche meditazione, ginnastica e dieta equilibrata che – secondo il National Health Service scozzese – possono aiutare a controllare le proprie emozioni.

Inoltre, è consigliato prendersi cura del proprio cuore in modo da ridurre i rischi di infarto. Il metodo? Già conosciamo la giusta prevenzione: controlli periodici, controllo del peso, cucina salutare, un taglio alle cattive abitudini, stop alla vita sedentaria e il giusto livello di sport.