Tutti gli articoli di Alberto Corsini

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Professore Ordinario di Farmacologia, Università degli Studi di Milano

Profilo di sicurezza dell’acido bempedoico: i risultati dello studio CLEAR outcome

L’acido bempedoico, sintetizzato chimicamente e approvato negli Stati Uniti, nell’UE, nel Regno Unito e in Svizzera, tratta efficacemente l’ipercolesterolemia. Viene assunto per via orale come pro farmaco, quindi attivato enzimaticamente, principalmente nel fegato. La sua approvazione si è basata sui risultati positivi di quattro studi di fase 3. L’acido bempedoico riduce l’LDL-C del 21,1% e gli eventi cardiovascolari avversi maggiori del 13%. Gli effetti collaterali includono modeste variazioni dei livelli ematici di creatinina e acido urico e una maggiore incidenza di calcoli biliari, probabilmente dovuta all’azione inibitoria sui trasportatori renali ed epatici.

Lipoproteina (a): considerazioni biochimiche e analisi degli studi

Quanto incide la Lipoproteina(a) sul rischio cardiovascolare? Identificata da Kare Berg all’inizio degli anni Sessanta, la lipoproteina(a) è una glicoproteina simile al plasminogeno e sintetizzata dal fegato. È costituita dal legame tra l’apolipoproteina (apo)B e la glicoproteina apo(a) ed ha una bassa densità simile a quella della lipoproteina LDL, dalla quale si differenzia appunto per la presenza di apo(a). Apo(a) è caratterizzata da ripetizioni di una struttura insolita detta ‘kringle’ […]

Terapia anti infiammatoria e prevenzione cardiovascolare

Recenti studi suggeriscono che l’inibizione farmacologica di IL-6 possa ridurre l’incidenza non solo di infarto miocardico e ictus, ma anche dell’aneurisma dell’aorta addominale, complicanze post-PCI e potenzialmente l’arteriopatia periferica. Nonostante ciò, la sicurezza e l’efficacia dell’inibizione della IL-6 in pazienti ad alto rischio aterosclerotico rimangono ancora da definire. Il recente studio di fase II RESCUE ha previsto l’utilizzo di un anticorpo monoclonale umano diretto contro la IL-6 ad oggi in via di sviluppo per la patologia aterotrombotica.

Terapie anti RNA per il trattamento delle dislipidemie

Ci sono voluti molti anni di ricerca e di modificazioni chimiche per poter rendere clinicamente disponibili le terapie anti #RNA; esse si dividono essenzialmente in due tipologie: gli ASO e i piccoli RNA interferenti (siRNA). Queste terapie anti RNA sono potenzialmente applicabili a qualsiasi bersaglio farmacologico ma nell’ambito delle dislipidemie hanno portato all’approvazione di due nuovi farmaci (inclisiran e volanesorsen) e potranno fornire le basi per ulteriori opzioni terapeutiche per la prevenzione e la cura della patologia aterosclerotica.

Pemafibrato: il primo attivatore selettivo del PPAR-α

I fibrati attivano i PPAR-α, recettori ormonali nucleari epatici, che fungono da fattori trascrizionali regolati anche da acidi grassi e loro derivati. L’attivazione dei PPAR-α (i) aumenta la produzione della lipasi lipoproteica e dell’apolipoproteina A-V e diminuisce i livelli plasmatici di apoCIII. I PPAR-α possono anche essere coinvolti nell’omeostasi glucidica, nell’infiammazione, e nella funzione vascolare

Sicurezza ed efficacia dell’acido bempedoico

Approvato con il nome di Nexletol (negli Stati Uniti) e Nilemdo (in Unione Europea), l’acido bempedoico è un nuovo farmaco che regola i livelli di colesterolemia LDL agendo sulla stessa via biosintetica del colesterolo. Sia FDA che EMA hanno anche approvato la forma farmaceutica in associazione con ezetimibe (180 mg/die + 10 mg), con la denominazione di Nexlizet (negli Stati Uniti) e Nustendi (in Unione Europea). Attualmente l’acido bempedoico è commercializzato negli Stati […]