Claudio Ferri

21 articoli
Professore Ordinario di Medicina Interna, Università dell'Aquila - Membro del Board Scientifico SISMED

Acido bempedoico e trattamento dell’ipercolesterolemia familare eterozigote

   L’ipercolesterolemia familiare eterozigote (HeFH) è un disordine ereditario del metabolismo lipidico,  determinato generalmente da una mutazione allelica singola e caratterizzato da un incremento precoce e consistente del colesterolo circolante veicolato dalle lipoproteine a bassa densità (LDL) (1).     Le manifestazioni cliniche determinate dalla mutazione e, ne consegue, dall’elevazione della LDL colesterolemia sono estremamente rilevanti, con comparsa di malattia aterosclerotica – anche fatale […]

Una precisazione sull’ipertensione arteriosa

In Italia, risultando la prevalenza media di ipertensione arteriosa pari a circa il 31%, si può ipotizzare che esistano molto più dei quindici milioni di pazienti ipertesi cui, sovente, si fa riferimento. Soprattutto in considerazione del livello di controllo attualmente esistente è possibile dichiarare l’esistenza di un vero e proprio stato di allarme conseguente alla presenza di ipertensione.

Scarsa aderenza alla terapia statinica: acido bempedoico è la risposta

Fino a pochi anni fa, il classico armamentario contro l’ipercolesterolemia era costituito dai soli inibitori della idrossimetilglutaril-coenzima A (HMG-CoA) reduttasi, più noti come statine, nonché da ezetimibe e, residualmente, dalle resine sequestranti gli acidi biliari. Ad oggi possiamo contare anche sugli inibitori della proproteina convertasi subtilisina/kexina tipo 9 (PCSK9) e su molecole in fase avanzata di valutazione, pertanto prossimi alla commercializzazione: inclisiran, evinacumab ed acido bempedoico.

È tempo di cambiare: rivisitazione dello studio DECLARE-TIMI 58

Nello studio DECLARE-TIMI-58 sono stati studiati 17.160 pazienti affetti da diabete mellito di tipo 2, di cui 10.186 senza malattia vascolare accertata, seguiti per una mediana di 4.2 anni. È di particolare interesse speculativo la rivisitazione pre-specificata dello studio, in cui i pazienti sono stati categorizzati in accordo al filtrato glomerulare , il rapporto albuminuria/creatininuria ed il punteggio per malattia renale cronica ottenuto usando i parametri precedenti

Vaccino per il COVID-19 e fenomeni trombotici

In una recentissima disamina è stato preso in considerazione un enorme database, relativo a soggetti vaccinati contro il COVID-19. Gli eventi avversi sono risultati numericamente molto modesti e, peraltro, nettamente sopravanzati dalla capacità del vaccino di prevenire la malattia, almeno nella sua forma severa.

La prevenzione è possibile: lo studio Prospective Urban Rural Epidemiology (PURE)

Lo studio PURE è un grande studio osservazionale mirante ad investigare le correlazioni esistenti tra stile di vita e fattori di rischio modificabili ed insorgenza di eventi cardiovascolari fatali e non fatali e morte per tutte le cause. Lo studio è condotto in 21 Paesi (5 continenti) tra loro assai differenti per composizione etnica, cultura e livello socio-economico, localizzati in aree geograficamente caratterizzate per essere sia urbane che non-urbane.

Il sonno e le malattie cardiovascolari

Il corretto alternarsi tra un fisiologico sonno ed una sana veglia influenza marcatamente molti sistemi neuro-endocrini, tutti profondamente coinvolti nell’omeostasi cardiovascolare e metabolica. Ne consegue ovviamente, che i disturbi sia qualitativi che quantitativi del sonno influiscono negativamente sul metabolismo e sull’apparato cardiovascolare, incrementando il rischio cardiometabolico globale

Gestione ottimale della dislipidemia nei pazienti in prevenzione secondaria

La presenza di elevati livelli di colesterolo LDL rappresenta una rilevante causa di malattia vascolare su base aterosclerotica pertanto è necessario abbassare durevolmente il colesterolo LDL e ridurre il rischio.
Al fine di illustrare l’applicazione delle attuali linee guida in vari contesti clinici si è voluto sintetizzare l’evidenza disponibile per gli agenti ipolipemizzanti tradizionali ed emergenti.

Acido bempedoico: una sintesi dello stato dell’arte

L’acido bempedoico è un nuovo farmaco ipolipemizzante non statinico che inibisce la biosintesi epatica di colesterolo a livello dell’ATP-citrato liasi, due passaggi a monte del bersaglio delle statine (l’enzima HMG-CoA reduttasi) (Figura 1). Somministrato come profarmaco, l’acido bempedoico viene convertito in forma attiva da un enzima presenti solo nel fegato, ma non nei muscoli striati. La mancanza del metabolita attivo […]

Sanguinamento gengivale e pressione arteriosa elevata

L’ipertensione arteriosa rappresenta un determinante cruciale della morbilità e mortalità cardiovascolare. Nonostante le raccomandazioni delle più recenti Linee Guida europee sul tema, la vasta gamma di farmaci a disposizione e le misure relative allo stile di vita intraprese da diverse nazioni, il raggiungimento dell’obiettivo pressorio desiderabile è rimasto nettamente minoritario rispetto alla immensa quantità di pazienti ipertesi (circa un terzo […]

Acido bempedoico e colesterolo LDL

Nell’era successiva a quella delle statine, i più potenti farmaci ipolipemizzanti usciti sul mercato sono rappresentati dagli anticorpi monoclonali. Questi monoclonali, infatti, sono in grado di ridurre il colesterolo LDL dal 45% al ​​64% quando aggiunti a statina+ezetimibe, risultando per altro efficaci anche quando usati in monoterapia.