Tutti gli articoli di Francesco Cipollone

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Professore Ordinario di Medicina Interna, Università "G. D'Annunzio" Chieti-Pescara

GLP-1 RA: il ruolo dell’infiammazione nella riduzione del rischio cardiovascolare

Il rapporto tra infiammazione e rischio cardiovascolare continua ad animare la letteratura scientifica e affascina da tempo i ricercatori, lasciando un segno traslazionale anche nella pratica clinica. Parallelamente alla ricerca di base, infatti, anche lo sviluppo di nuove molecole terapeutiche rappresenta un possibile elemento d’intervento all’interno del legame infiammazione-aterosclerosi. In particolare, gli agonisti del recettore del GLP-1, il seguente articolo ne approfondisce benefici e criticità.

GLP-1 RA: da farmaci antidiabetici a terapia per l’aterosclerosi

I pazienti con diabete di tipo 2 hanno un rischio elevato di sviluppare malattie cardiovascolari. I nuovi agenti ipoglicemizzanti, gli SGLT2i (inibitori SGLT2) e i GLP-1 RA (agonisti del recettore del peptide glucagone-simile-1), hanno dimostrato una significativa riduzione degli eventi cardiovascolari avversi negli studi clinici. I GLP-1 RA hanno dimostrato una serie di benefici, tra cui la riduzione della pressione arteriosa, l’alterazione dei profili lipidici e la diminuzione dell’infiammazione, contribuendo ulteriormente alla riduzione del rischio.

Acido bempedoico ed outcome cardiovascolari nei pazienti intolleranti alle statine

Damiano D’Ardes, Ilaria Rossi, Alessia Cipollone, Riccardo Mattia Ricciardi, Francesco CipolloneIstituto di Clinica Medica, Università “G. d’Annunzio” Chieti Un recente articolo pubblicato sulla prestigiosa rivista del New England Journal of Medicine (1) ha provato a fare chiarezza sull’effetto dell’acido bempedoico sugli outcome cardiovascolari. I ricercatori autori del paper hanno condotto uno studio randomizzato coinvolgendo pazienti che non assumevano statine per riferita intolleranza ed erano però ad alto rischio cardiovascolare. I […]

Effetti della combinazione di acido bempedoico e ezetimibe

Le statine possono essere talvolta associate a un peggioramento del controllo glicemico. Alcune tipologie di pazienti dislipidemici con diabete mellito di tipo 2 potrebbero giovarsi di terapie non-statiniche per raggiungere gli obiettivi di riduzione del colesterolo LDL-C.
È recentemente apparsa una pubblicazione su uno studio riguardante l’impiego di acido bempedoico ed ezetimibe in una coorte di pazienti dislipidemici con diabete mellito di tipo II, non trattati con statine.

Semaglutide e obesità: un nuovo scenario terapeutico

L’obesità rappresenta uno dei principali problemi per la salute pubblica globale in quanto può portare ad insulino-resistenza, ipertensione arteriosa e dislipidemia. Con il programma globale di fase 3 “Semaglutide Treatment Effect in People with Obesity (STEP)”, è stata valutata l’efficacia e la sicurezza di Semaglutide somministrata in persone sovrappeso o obese, con o senza complicanze legate al peso.

Le statine e il loro impiego nella pandemia da Covid-19

La pandemia da COVID-19 ha certamente rivoluzionato le nostre vite e ha messo in discussione molte delle nostre certezze. Nei primi mesi di lotta al SARS-CoV-2 molti farmaci di comune impiego, come antipertensivi e statine, sono stati variamente associati a effetti benefici o detrimentali nei confronti della nuova infezione da coronavirus, senza però che ci fossero reali evidenze scientifiche a sostenere tali posizioni.

Il trattamento delle dislipidemie in Europa: novità dallo studio “Da Vinci”

Lo Studio “Da Vinci” è un trial osservazionale multicentrico che ha coinvolto 18 nazioni, tra cui l’Italia, con lo scopo di fornire dati contemporanei sull’attuazione delle raccomandazioni delle Linee Guida europee per la terapia ipolipemizzante in diversi contesti e popolazioni e valutare come questa possa essere efficace per raggiungere il target del colesterolo LDL