Gabriele Catena

14 articoli
Presidente Nazionale SISMED - Direttore Cardiologia Ambulatoriale ASL4 Teramo

Il lungo percorso della riduzione della malattia aterosclerotica

La vasta pubblicazione di studi epidemiologici, la possibilità di interventi emodinamici più precoci e la disponibilità di terapie farmacologiche sempre più efficaci hanno permesso le migliori strategie sia nella riduzione degli eventi secondari che in prevenzione primaria cardiovascolare. Ciò nonostante, le malattie cardiovascolari rappresentano ancora la principale causa di morte nel nostro paese, con il 44% dei decessi che possono essere riconducibili a cause ad esse connesse.

Statine e Demenza

Numerosi studi hanno suggerito un ruolo protettivo delle statine nei confronti dell’Alzheimer; altri, viceversa, hanno negato eventuali correlazioni positive con l’incidenza della patologia.
Vi sono però alcuni studi che cercano di fare chiarezza sull’effetto pleiotropico delle statine in ambito neurologico.

Guida alle Linee Guida ESC/EAS 2019 per il management delle dislipidemie

Ogni anno, in Europa le malattie cardiovascolari sono responsabili di oltre quattro milioni di decessi. L’aumento di C-LDL è una causa prevalente di atherosclerotic cardiovascular disease e, parimenti, la riduzione degli eventi cardiovascolari correla linearmente con la riduzione dei livelli di colesterolo LDL, senza una soglia inferiore (almeno fino a 35 mg/dl)

Io mi vaccino

L’infodemia unita alla pandemia ha creato un effetto distopico capace di generare ansia ed apprensione. Oggi, finalmente, è possibile scorgere uno spiraglio di un ritorno alla normalità. Questa speranza si chiama vaccinazione

Utilizzo degli anticoagulanti orali diretti in differenti scenari clinici

I pazienti con fibrillazione atriale e insufficienza renale cronica sono a più alto rischio di stroke, sanguinamento e mortalità rispetto a quelli con funzione renale conservata. In questi pazienti la gestione della terapia anticoagulante richiede un monitoraggio clinico attento e costante nel tempo dal momento che il volume di filtrazione glomerulare tende a peggiorare nel tempo.