Tutti gli articoli di Noemi Maria Giorgiano

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Dottoressa in Medicina e Chirurgia specializzanda in chirurgia toracica - Appassionata di ricerca sperimentale e divulgativa

Osteosarcoma pediatrico e il primo vaccino italiano: MERAVAX

L’osteosarcoma (OSA) è il tumore osseo maligno primario più comune nei bambini e negli adolescenti. I trattamenti tradizionali sono cambiati poco dagli anni ’80 e prevedono la chirurgia e la chemioterapia aggressiva. Tuttavia, questi trattamenti sono inefficaci contro le metastasi e le recidive. Approcci innovativi di immunoterapia, come il vaccino anti-CSPG4, offrono nuove speranze. Una collaborazione italiana sta esplorando i vaccini a DNA, i cui primi studi suggeriscono un aumento dei tassi di sopravvivenza. Si cercano fondi e sostegno per continuare questa promettente ricerca.

L’importanza dell’aderenza per il controllo della dislipidemia

L’ipercolesterolemia può avere cause genetiche o legate allo stile di vita, che contribuiscono ad aumentare la probabilità di sviluppare la malattia aterosclerotica e gli eventi cardiovascolari. Il profilo lipidico complessivo, che comprende i livelli di colesterolo, trigliceridi e lipoproteine, può aiutare a diagnosticare e gestire questa condizione. Le opzioni terapeutiche dipendono dalle specifiche alterazioni lipidiche e possono prevedere approcci farmacologici o procedurali. Tuttavia, l’aderenza alla terapia rimane un problema significativo, con solo il 39,4% dei pazienti che si attengono al trattamento nel 2019, secondo i dati AIFA.

L’età è un fattore di rischio per la fibrillazione atriale ?

La fibrillazione atriale (FA) è un’aritmia cardiaca che colpisce il 25-30% di tutte le aritmie e il 44,8% dei soggetti anziani. Sebbene sia più diffusa negli adulti anziani, la fibrillazione atriale può insorgere a qualsiasi età, anche negli adolescenti. I fattori di rischio per la FA includono l’età, l’anamnesi familiare, lo stress fisico e diverse abitudini di vita. La FA è un importante fattore di rischio per l’ictus. Episodi rapidi di fibrillazione atriale possono provocare un’insufficienza cardiaca. La FA può anche essere associata a morte cardiaca improvvisa. L’individuazione precoce delle condizioni di rischio è essenziale. I test genetici svolgono un ruolo fondamentale nei pazienti con cardiomiopatie e sindromi aritmiche genetiche.

Conosci i tuoi numeri: le categorie del rischio cardiovascolare e gli obiettivi terapeutici per il colesterolo

Le malattie cardiovascolari e le coronaropatie sono le principali cause di morte prematura in Europa. L’abbassamento dei livelli di colesterolo LDL riduce significativamente il rischio di mortalità e di infarto. Le linee guida ESC/EAS 2021 suggeriscono di utilizzare il sistema di valutazione SCORE per l’identificazione del rischio, sottolineando in particolare il suo approccio multifattoriale. I pazienti ad alto rischio richiedono una gestione del trattamento per i fattori di rischio presenti.

Fattori di rischio e prevenzione della fibrillazione atriale: a cosa bisogna prestare attenzione

Tra i vari fattori di rischio per la fibrillazione atriale vi sono il colesterolo alto, l’ipertensione, il fumo, il consumo eccessivo di alcol, una dieta scorretta, l’apnea notturna, i difetti cardiaci congeniti, il diabete e l’età avanzata. Studi recenti hanno dimostrato che la prevenzione dell’infiammazione atriale e della fibrosi post-operatoria può aiutare a prevenire la FA. Biomarcatori come la troponina cardiaca e il fattore di crescita differenziante-15 sono associati a un rischio maggiore di emorragie maggiori legate agli anticoagulanti. L’obiettivo è una stratificazione accurata dei pazienti ad alto rischio.

Fibrillazione atriale ed elettrostimolazione

Fibrillazione atriale ed il modello ABC Palpitazioni, dolore toracico, astenia, dispnea, vertigini, confusione – Si tratta di una delle aritmie più citate in letteratura e che, nella sua definizione da diagnosi di ECG, come di un ritmo atriale rapido e irregolarmente irregolare, si presenta clinicamente col nome di fibrillazione atriale. Solo in Europa colpisce circa 6 milioni di adulti e quasi il 10% delle persone di età > 80 anni ne è […]

Terapia genica per le distrofie retiniche ereditarie

Nel 2019, autorizzati dall’AIFA, sono partiti i primi trattamenti su due bambini di 8 e 9 anni ipovedenti dalla nascita, che hanno potuto recuperare la vista grazie ad un’innovativa terapia genica. La strategia terapeutica è quella di fornire all’organismo una copia corretta del gene difettoso o un altro gene che possa compensarne il malfunzionamento nelle cellule colpite dalla malattia