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Raggiungere il Target LDL: quanti ostacoli?

Uno chef di 67 anni, con ipertensione, in trattamento con ACE-inibitori da cinque anni, è stato sottoposto a visita medica a causa di un dolore toracico. Gli è stato diagnosticato uno STEMI anteriore ed è stato dimesso con i farmaci prescritti. Nonostante le modifiche apportate al regime farmacologico per diversi mesi, i risultati non sono stati raggiunti. Il medico ha deciso di provare la somministrazione di acido bempedoico al posto di ezetimibe.

Paziente diabetico e Acido bempedoico: un caso clinico

Una donna di 65 anni con ipertensione sistemica, diabete di tipo 2, obesità e un’anamnesi familiare di diabete e ipertensione, è in trattamento con diversi farmaci. A causa di alcuni effetti collaterali, i farmaci sono stati modificati, introducendo rosuvastatina ed ezetimibe. L’aggiunta dell’acido bempedoico alla sua terapia, a causa dei risultati scoraggianti degli esami, ha mostrato evidenti miglioramenti nel giro di tre mesi.

Acido Bempedoico per paziente a rischio cardiovascolare

Un paziente maschio di 55 anni, affetto da ipertensione e dislipidemia mista, è stato trattato con ramipril, amlodipina e un integratore contenente monacolina K. Precedenti trattamenti con rosuvastatina/ezetimibe e altre statine hanno causato dolore alle cosce e crampi ai polpacci. In seguito è stato utilizzato l’acido bempedoico e non sono stati segnalati nuovi sintomi dopo due mesi di trattamento.

Una donna con STEMI e cefalee

Una donna di 81 anni, ricoverata per la prima volta nel 2015 per STEMI anteriore, è riuscita a raggiungere il benessere clinico dopo il ricovero. Tuttavia, ha interrotto l’assunzione di atorvastatina a causa di mal di testa e successivamente ha presentato livelli elevati di LDL. Un cambio di terapia ha portato a un miglioramento dei livelli di LDL e a una buona compliance al regime terapeutico.

Cardiopatia aterosclerotica e rischio cardiovascolare residuo

Il paziente, un uomo di 52 anni moderatamente iperteso, con uno stile di vita sedentario e una precedente anamnesi di infarto del miocardio, è stato ricoverato in ospedale e trattato con diversi farmaci. Nonostante sia stato sottoposto a diverse procedure mediche, le sue condizioni di salute sono peggiorate con ulteriori complicazioni, che hanno richiesto l’inizio della terapia con acido bempedoico.

Il paziente cardiopatico ischemico

Un paziente maschio di 67 anni con anamnesi di ipertensione e insufficienza respiratoria è stato sottoposto a PCI per STEMI e 2 DES nel 2019. In una recente visita di controllo, gli sono stati somministrati diversi farmaci per il cuore e gli è stato chiesto di sottoporsi a una tc cardio controllata. Gli esami del sangue hanno mostrato miglioramenti promettenti dopo tre mesi di trattamento, in particolare nei livelli di colesterolo e trigliceridi, anche se al paziente è stato consigliato un monitoraggio regolare.

Strategie terapeutiche e sfide cardiovascolari in un paziente anziano

Un uomo di 79 anni con un’anamnesi di infarto miocardico, rivascolarizzazione miocardica, angina da sforzo e ipertensione, tra le altre cose, mostra tolleranza alla terapia con acido bempedoico, finalizzata a mantenere le LDL sotto i 55 mg/dl. Nonostante l’intolleranza ad alcuni trattamenti, i suoi dati clinici indicano un significativo margine di miglioramento.

I benefici e le sfide delle diete a base vegetale attraverso gli studi sui gemelli

Uno studio pubblicato su JAMA indica che il passaggio a una dieta vegana può migliorare la salute cardiovascolare in soli due mesi. Lo studio ha utilizzato 22 coppie di gemelli identici, uno dei quali ha adottato una dieta vegana e l’altro una dieta onnivora. I risultati hanno mostrato miglioramenti significativi nei livelli di colesterolo LDL e di insulina a digiuno dei partecipanti vegani e una perdita di peso. I soggetti non presentavano malattie cardiovascolari preesistenti. Tuttavia, il gruppo vegano ha percepito la propria dieta come restrittiva e poco varia. Non sono state rilevate differenze significative nei livelli di vitamina B12 tra i gruppi.

Cos’è la mononucleosi? Sintomi e cure

La mononucleosi è una malattia infettiva causata dal virus Epstein-Barr (EBV) della famiglia herpes virus. Non ha una stagionalità ben precisa e neanche una platea delineata. Colpisce grandi e piccoli, in ogni angolo del mondo, e ha un decorso che va dai 30 ai 45 giorni. Si viene infettati dallo scambio di saliva – da qui il nome “malattia del bacio” – o dal contatto con oggetti precedentemente toccati da una persona già infetta.

Il cioccolato fa bene al cuore: ecco quale scegliere e perché

Spesso, si tende a demonizzare il cacao a causa del suo apporto calorico. In effetti, il cacao è uno dei nutrimenti più gustosi, ma anche più calorici che si possano trovare sulla nostra tavola. Tuttavia, è anche giusto ricordare che il cacao ed il cioccolato ricco in cacao (almeno il 70%) può fare bene al cuore ed al metabolismo. Ciò venne dimostrato dal grande ricercatore Norman Hollenberg, che dimostro come […]

Sindrome di Guillain-Barré

La sindrome di Guillain-Barré è un disturbo neurologico in cui il sistema immunitario colpisce il sistema nervoso. I primi sintomi sono debolezza muscolare, perdita di riflessi e formicolio alle mani e ai piedi. Leggi i sintomi, le cause e i trattamenti.

La sindrome del “crepacuore”

Esistono casi in cui lo stress o il colpo emotivo è talmente forte da provocare una cardiomiopatia da stress, talvolta anche fatale.
Il nostro vocabolario riporta il termine “crepacuore”, ma i clinici chiamano questa condizione con un altro nome: sindrome di tako-tsubo

Dipendenza da nicotina

Che cos’è di preciso la dipendenza da nicotina?

Con questa espressione si intende un forte bisogno di assumere nicotina, una sostanza chimica del tabacco consumata principalmente inalando il fumo delle sigarette e che dà assuefazione, provocando un temporaneo senso di appagamento e piacere.