Cachessia, cos’è? Cause e sintomi

La cachessia è una condizione che si riscontra spesso nei pazienti affetti da gravi patologie come i tumori, malattie metaboliche, AIDS o tubercolosi.

È bene, però, chiarire sin da subito che la cachessia non riguarda il semplice dimagrimento o perdita di peso: si tratta di un grave indebolimento, che può talvolta influenzare l’esito della malattia fino a implicare il decesso del paziente.

Definizione: cos’è la cachessia?

La cachessia (dal greco καχεξία, cattivo e condizione) è una situazione di profondo deperimento del paziente, che porta a una notevole riduzione del peso, con perdita delle masse adipose e muscolari. Le ripercussioni però, si verificano anche a livello psichico, come continua immobilità e stanchezza o la comparsa di debolezza cronica.

Gli esiti possono portare ad un indebolimento tale da impedire il normale movimento del paziente, arrivando talvolta, all’immobilizzazione. Tuttavia, è la drastica inappetenza ad innescare un processo di denutrizione, anche fatale se non si interviene prontamente.

Quali sono le cause che portano a questa malattia?

L’insorgere di questo profondo deperimento dell’organismo può innescarsi in molteplici situazioni, in particolare in soggetti che affrontano:

  • Malattie autoimmuni.
  • Alcuni tipi di tumori.
  • Tossicodipendenze.
  • Anoressia nervosa.
  • Disturbi endocrini.
  • Denutrizione.
  • Episodi depressivi maggiori.

Tuttavia, anche altre malattie più comuni possono portare alla comparsa di cachessia come: cirrosi epatica, epatite C e D, scorbuto, sepsi, fibrosi epatica, tumori cardiaci e del colon.

Rispetto ai tumori, sono soprattutto quelli dell’apparato digerente (esofago e stomaco) a portare una situazione di deperimento del fisico tale da scatenare la cachessia. Questa, dunque, rappresenta una condizione molto seria poiché, come indica il sito web della Pfizer:

“When compounded by cachexia, chronic illnesses become even more difficult to treat and can be more devastating for patients. Cachexia is associated with disability and poor survival, and patients with chronic diseases who also have cachexia have a much worse prognosis than individuals with the same chronic diseases who are weight stable. In addition, cachexia can affect patients’ ability to tolerate treatment for their underlying disease”.

Le malattie croniche diventano ancora più difficili da trattare se si registra un caso di deperimento grave dovuto dalla cachessia. Gli esiti possono essere impegnativi per i pazienti perché questo stato è associato a forte disabilità e scarsa sopravvivenza.

Non solo, la cachessia può influenzare la capacità dei pazienti di tollerare il trattamento. Questo è particolarmente grave (e anche difficile da prevedere in anticipo) nel momento in cui il paziente cachettico è affetto da cancro pancreatico e gastrico.

Quali sono i sintomi della cachessia?

I segnali evidenti della cachessia sono molteplici, questi vanno dalla diminuzione dell’appetito all’anoressia, con perdita di peso che supera il 5% o più del peso corporeo in 12 mesi (fonte Pfizer). Inoltre, si registra una riduzione della forza e della funzione muscolare e affaticamento.

L’aspetto fondamentale che caratterizza quella che viene definita come sindrome del deperimento è la capacità di non invertire la sua condizione nel momento in cui si effettua un aumento delle calorie. Ecco cosa sottolineano Janna Baker Rogers e Kunzah Syed, autori di uno studio sull’argomento:

“Cachexia is characterized by a persistent increase in basal metabolic rate that is not compensated by increased caloric/protein intake. Factors involved in this abnormal metabolic cascade include digestive factors, tumor factors and hormonal responses to the primary disease”.

Nella cachessia si riscontra un aumento persistente del metabolismo basale che non è compensato da un miglioramento dell’apporto calorico/proteico. I fattori in questa cascata metabolica anomala includono fattori digestivi, tumorali e ormonali della malattia primaria.

Come si combatte questa patologia?

La diagnosi della cachessia resta fondamentale per affrontare questo problema anche se vi è sempre il rischio di sottovalutare la situazione o di tralasciare i segnali. Il rischio, in questi casi è quello di arrivare ad una diagnosi tardiva e di conseguenza, un trattamento inefficace. In ogni caso, uno dei sintomi fondamentali che permettono di diagnosticare il problema è sicuramente la perdita di peso non preventivata.

La cura per la cachessia dipende molto dalla causa e dalla malattia scatenante. D’altro canto, come ricorda il Cancer Research UK, con l’aumento del peso corporeo e della massa corporea si assiste anche al miglioramento degli altri sintomi. Di conseguenza è buona condizione lavorare sull’apporto nutritivo, proponendo una dieta capace di sostenere il recupero fisico del paziente.

Nei casi più gravi si procede con la somministrazione di medicinali come corticosteroidi, FANS, cannabinoidi per stimolare dell’appetito o in extremis con l’alimentazione attraverso sonda. Una particolare attenzione, inoltre, deve essere posta alla cachessia correlata a una qualche forma di cancro:

“The needs of nutritional support in cancer patients during tumor progression and the role of TPN in cancer surgery, chemotherapy, and radiotherapy should be considered at several different levels”.

Secondo Holland-Frei nel testo Cancer Medicine, 6a edizione, bisogna valutare con estrema attenzione le esigenze di supporto nutrizionale nei pazienti che combattono contro una forma tumorale, considerando in ogni caso la progressione del cancro.

Ma anche il ruolo della nutrizione parenterale totale – introduzione degli elementi nutritivi nel flusso circolatorio – nella chirurgia oncologica, nella chemioterapia e nella radioterapia quando si registra un caso di cachessia che può complicare il quadro clinico del paziente.