Che cos’è la cardiopatia strutturale ?

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Con questo termine si descrivono difetti o disturbi nella struttura del tessuto cardiaco o delle valvole, che possono essere sia congeniti, quindi presenti alla nascita, sia derivare dall’invecchiamento o da malattie che provocano danni al cuore – come l’aterosclerosi, l’ipertensione, un’infezione, la febbre reumatica o l’endocardite batterica (un’infezione dello strato interno del cuore e delle valvole).

Tipi di malattie cardiache strutturali

Si riconoscono le seguenti condizioni cardiache che rientrano nel campo delle malattie cardiache strutturali:

  • Cardiomiopatia: termine usato per descrivere i cambiamenti nel muscolo cardiaco. Nella maggior parte dei casi il muscolo diventa rigido e ingrossato.
  • Difetto del setto interatriale e forame ovale pervio: sono 2 tipi di fori o difetti che possono verificarsi tra le due camere superiori del cuore.
  • Ipertrofia ventricolare sinistra: la parete muscolare del ventricolo sinistro si ispessisce.
  • Malattia della valvola cardiaca: si sviluppa quando una o più valvole nel cuore sono danneggiate, causando problemi con il flusso sanguigno.
  • Miocardite: infiammazione del muscolo cardiaco.
  • Rigurgito della valvola mitrale: la valvola mitrale (che separa la camera in alto a sinistra dalla camera in basso a sinistra) lascia fluire il sangue all’indietro nel cuore.
  • Sindrome di Marfan: interessa il tessuto connettivo del corpo e può causare la formazione di un aneurisma nell’aorta o causare problemi alla valvola mitrale.
  • Stenosi della valvola aortica: si verifica quando la valvola aortica si restringe e non può aprirsi completamente, bloccando il flusso sanguigno.

In che modo la cardiopatia strutturale influisce sul cuore?

In un cuore sano tutte e 4 le valvole cardiache (aortica, mitrale, tricuspide e polmonare) si aprono e chiudono per far scorrere correttamente il sangue verso i polmoni e gli organi vitali. 

Se una valvola cardiaca non si apre bene, il sangue non può fluire facilmente; se una valvola può rigurgitare, cioè non si chiude completamente, il sangue inizia a fluire nella direzione sbagliata. In questi casi il cuore non funziona in modo efficiente e può portare a gravi complicazioni di salute.

Cause della cardiopatia strutturale

Abbiamo parlato di difetti congeniti. Ma anche di alcune malattie che possono provocare la cardiopatia strutturale:

  • Aterosclerosi: le arterie che forniscono sangue al cuore sono ostruite o ristrette, riducendo la quantità di ossigeno che riceve il cuore e indebolendo il muscolo. Possono anche causare un infarto che lascia tessuto cicatriziale sul cuore, non permettendo quindi al cuore di pompare in modo efficace.
  • Ipertensione: o alta pressione sanguigna. Quando la pressione aumenta, aumenta anche la resistenza contro cui il cuore deve pompare, che col tempo può logorare il cuore e portare allo scompenso cardiaco.
  • Problemi alle valvole cardiache: quando sono danneggiate, possono non aprirsi e chiudere correttamente, portando al riflusso del sangue o limitando il flusso sanguigno. Difetti congeniti (difetti presenti alla nascita) e infezioni come la febbre reumatica possono causare problemi alle valvole cardiache, che interferiscono con la capacità del cuore di pompare il sangue in modo efficace.

Tuttavia esistono anche altre cause, non strettamente legate a una malattia, come:

  • Trattamenti contro il cancro: anche se raramente, alcuni trattamenti contro il cancro possono danneggiare il cuore.
  • Abuso di alcool: l’assunzione cronica ed eccessiva di alcol può indebolire gravemente le pareti muscolari del cuore.
  • Uso di droga: cocaina o anfetamine possono danneggiare il cuore. L’uso improprio di alcuni medicinali soggetti a prescrizione medica può anche causare insufficienza cardiaca.

Come diagnosticare i difetti cardiaci strutturali

Nella fase iniziale della cardiopatia strutturale potrebbero non apparire dei sintomi. Tuttavia, man mano che il disturbo progredisce si possono manifestare i seguenti sintomi:

  • Battito cardiaco irregolare
  • Attacco ischemico transitorio
  • Coronaropatia
  • Dolore al petto
  • Gonfiore dell’addome, delle caviglie o dei piedi
  • Ipertensione
  • Vertigini o svenimento
  • Affaticamento
  • Affanno
  • Disfunzione renale

Non è facile rilevare in età adulta una cardiopatia strutturale. Ci sono comunque degli esami clinici che permettono di diagnosticarla, come un ecocardiogramma e/o una risonanza magnetica del cuore, una radiografia del torace per osservare la forma del cuore e un elettrocardiogramma per valutare il ritmo cardiaco.

Ma anche una cateterizzazione per identificare i punti in cui i vasi sanguigni sono bloccati o ristretti.

Trattamenti e prevenzione

Probabilmente al paziente non sarà prescritto alcun trattamento per la malattia cardiaca strutturale, ma il medico di sicuro consiglierà visite e test per monitorare il disturbo.

Quando sono richiesti dei trattamenti, in alcuni casi gravi, è necessaria una complicata sostituzione della valvola, un trapianto di cuore o un intervento chirurgico a cuore aperto.

Per quanto riguarda la prevenzione, se si sviluppa dopo la nascita ci sono dei comportamenti che possono prevenire il disturbo cardiaco strutturale:

  • Prevenire l’aterosclerosi o l’ostruzione delle arterie con cambiamenti nello stile di vita, come mangiare cibi più sani e fare attività fisica regolare.
  • Gestire l’ipertensione evitando il sodio e prendendo i farmaci prescritti.
  • Limitare il consumo di alcol.
  • Evitare le droghe.
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