Man Holding Heart Stent In Hand

Il trattamento anticoagulante nei pazienti comorbilici

Individualizzazione e rivisitazione in base alle situazioni cliniche subentranti: non tutti i NAO sono uguali

Un caso clinico

Paziente affetto da cardiopatia ischemica cronica sottoposto ad angioplastica su tronco comune nel 2014 e affetto da epatopatopatia di entità lieve con transaminasi normali. Seguito in follow up semestrale presso il nostro ambulatorio di cardiologia presenta Emoglobina 11/12 mg/dl e Creatiniemia 0,9/1,1 mg/dl

Sei mesi dopo l’apposizione dello stent sul tronco comune il paziente ha cominciato ha lamentare parossismi di FAP per cui si e’ iniziata una terapia con sotalolo titolato a dosi crescenti fino 80 mg x 3, parzialmente efficace al mantenimento del ritmo sinusale, rivaroxaban 20 mg (il paziente edotto delle possibilità esistenti preferiva un farmaco in monosomministrazione rispetto a un bis in die per la numerosità dei farmaci assunti. In quel periodo storico erano in commercio esclusivamente dabigatran e rivaroxaban).

Vista la cormobilità epatica ed in seguito ad un test ergometrico negativo, dopo 12 mesi dall’apposizione dello stent, veniva sospesa la cardioaspirina, in considerazione anche della progressiva riduzione delle piastrine fino a 60000 U/cm3 e del progressivo peggioramento della funzione epatica con transaminasi in crescita

Dura Lex sed Lex - Accesso riservato

Questa pagina è visualizzabile solo da personale medico…. La norma prescrive che vi sia un filtro per le pagine contenenti dati su cure, indicazioni terapeutiche o contenuti simili. Iscriviti gratuitamente oppure, se già iscritto effettua il log in per leggere il resto del contenuto.

Please accept [renew_consent]%cookie_types[/renew_consent] cookies to watch this video.