Cellule Staminali

Cosa sono le cellule staminali e a cosa servono

Le cellule staminali rappresentano, da sempre, un tema fondamentale per la medicina contemporanea, perché hanno delle proprietà specifiche che le rendono una risorsa per combattere determinate malattie. Come, ad esempio, alcune forme di tumore del sangue.

Chiaramente rappresenta, ancora oggi, una frontiera difficile da decifrare: non sappiamo come e in che modo sfruttare pienamente il potere delle cellule staminali. Ma un punto è ormai chiaro, rappresentano un potenziale infinito per la cura del corpo umano.

Cosa sono le cellule staminali

Sono cellule non specializzate che hanno la capacità di trasformarsi in altri tipi di cellule. Due grandi caratteristiche che rendono le cellule staminali fondamentali per il lavoro di ricerca e cura del corpo umano: autorinnovamento e pluripotenza. Di cosa stiamo parlando?

Con il concetto di autorinnovamento intendiamo la capacità di compiere un numero infinito di cicli replicativi mantenendo però sempre la propria natura. Con quello di pluripotenza, invece, ci riferiamo alla tendenza di replicare cellule in forme differenti:

  • Totipotenti.
  • Multipotenti.
  • Unipotenti.

Nel primo caso parliamo di cellule staminali in grado di replicare qualsiasi tipo di cellula, nel secondo un numero limitato, nel terzo solo un tipo di cellula. Queste caratteristiche ci permettono di capire quanto siano duttili e preziose le cellule staminali per la ricerca.

Dove si trovano queste cellule

Le cellule staminali vengono classificate in base alla derivazione rispetto al corpo umano. Quindi si possono trovare in organi differenti. Ad esempio parliamo di cellule staminali:

  • Placentare: sono quelle che si trovano nella placenta delle mamme. Sono molto preziose perché hanno una grande versatilità e possono essere usate già oggi per affrontare diversi problemi come quelli dell’apparato visivo dell’uomo.
  • Amniotiche: si trovano nel liquido amniotico che contiene il feto della placenta. Possono essere preziose alleate nel combattere un buon numero di malattie.
  • Cordonali: come suggerisce il nome, queste sono le cellule staminali del cordone ombelicale. Come suggerisce Airc, la fondazione per la ricerca sul cancro in Italia, le cellule che si trovano nel sangue di questo organo sono molto preziose. Perché possono essere usate per combattere i tumori del sangue e non solo.

Ovviamente ci sono anche altre fonti per le cellule staminali nel corpo umano, come ad esempio il midollo osseo – reperibili anche in individui adulti e usate per replicare altre cellule come quelle epatiche, neurali, muscolari, renali e follicolari – o l’embrione.

L’uso delle cellule staminali in medicina

La principale frontiera applicativa delle cellule staminali è quella della medicina rigenerativa. Vale a dire la capacità di replicare organi e tessuti per sostituirli con quelli malfunzionanti.

“The field of regenerative medicine encompasses numerous strategies, including the use of materials and de novo generated cells, as well as various combinations thereof, to take the place of missing tissue, effectively replacing it both structurally and functionally, or to contribute to tissue healing”.

Come suggerisce www.ncbi.nlm.nih.gov, il campo della medicina rigenerativa comprende numerose strategie per sostituire l’elemento mancante o danneggiato. Ad esempio si ipotizza l’uso cellule generate de novo comprese eventuali combinazioni per contribuire alla guarigione (o la completa sostituzione) dei tessuti e degli organi. Nello specifico:

Le cellule staminali ematopoietiche sono state utilizzate per trattare la leucemia e vengono utilizzate per affrontare danni cardiaci da infarto miocardico, malattie autoimmuni ed ereditarie del sangue. Tutto questo, però, non può sorvolare sulla necessità di conservazione delle cellule staminali, argomento molto discusso e delicato.

Esiste la possibilità, dopo il parto, di conservare le cellule del cordone e della placenta. Il tutto avviene senza rischi per la mamma e per il bambino e si può decidere di donare presso banche pubbliche o di scegliere quelle private. D’altro canto ricordiamo che:

“In Italia non è consentita la conservazione per uso autologo cioè personale del sangue del cordone ombelicale, tranne nei casi di patologie, tra i consanguinei del nascituro, per cui è riconosciuto clinicamente valido ed appropriato l’utilizzo terapeutico delle cellule staminali del sangue da cordone ombelicale”.

La legge permette di esportare in una banca estera il sangue del cordone prelevato al momento della nascita del proprio figlio e conservarlo ad uso personale. Viene considerata, però, una pratica poco convincente dato che ancora non sono evidenti i vantaggi scientifici.

Quali sono le ricerche e gli sviluppi futuri?

Chiaramente, date le caratteristiche base del concetto stesso di cellula staminale, possiamo parlare di una costante e vibrante attività di ricerca intorno a questo argomento. 

L’idea stessa di poter sfruttare delle cellule in grado di replicarsi e di aiutare a combattere un determinato problema o una malattia potenzialmente mortale è affascinante. Inoltre:

“Dato che le cellule staminali embrionali si riproducono molto velocemente, sono anche usate come modello per studiare i geni coinvolti nella proliferazione cellulare”.

L’Airc sottolinea un altro aspetto della ricerca sulle cellule staminali, vale a dire la capacità di proliferazione. Dato che le malattie tumorali si basano proprio sulla replicazione delle cellule nefaste per l’organismo, in modo incontrollato, capire come si attivano questi processi può essere particolarmente utile. Soprattutto alla luce del fatto che molte malattie sono legate alla riattivazione di cellule collegate alla fase embrionale della vita umana.

D’altro canto numerose entità mediche si muovono in questa direzione, ovvero verso l’attivazione di ricerche legate allo sviluppo di terapie contro i tumori grazie alle cellule staminali. Ad esempio, una delle ultime notizie riguarda il nuovo laboratorio di biologia cellulare e citofluorimetria per la ricerca sulle cellule staminali tumorali dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana. Le dichiarazioni del dottor Cristian Scatena:

“Verranno allestite colture cellulari primarie, il che significa studiare la biologia del cancro a partire dai pazienti che si rivolgono all’ospedale. È per questo che considero il laboratorio (…) un luogo di ricerca applicata all’assistenza in cui interessi scientifici comuni tra noi e altri gruppi di studio possano dar vita a collaborazioni”.

Come accade in questi casi, bisogna valutare con grande attenzione i benefici delle nuove terapie per accogliere gli sviluppi virtuosi degli studi che possono portare reali benefici.

Credits Foto: Ufficio Comunicazione, Azienda Ospedaliera SS. Antonio e Biagio e Cesare Arrigo, Alessandria, Biblioteca Biomedica Centro di Documentazione (wikimedia commons)