Contenzione: tipologie, quando si applica e alternative possibili

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Che cosa si intende per contenzione e quando si applica questa misura in ambiente ospedaliero?

La contenzione è una restrizione del paziente, misura utilizzata per limitare l’attività o controllare il comportamento di una persona o di una parte del suo corpo. È una misura precauzionale per prevenire gravi danni fisici al paziente o a un’altra persona, applicata in situazioni di emergenza.

Si riconoscono 3 tipi di contenzione, in base ai mezzi usati:

  1. Ambientale: si limita l’area geografica disponibile per controllare la mobilità del paziente.
  2. Meccanico/fisico: si limita il movimento del paziente o di una parte del suo corpo con tecniche di qualsiasi tecnica, dispositivi o meccanismi.
  3. Chimico: si controlla in modo specifico il comportamento del paziente con un farmaco psicoattivo.

La contenzione si applica con cinture, giubbotti, giacche e guanti per le mani del paziente o con dispositivi che impediscono al paziente di muovere gomiti, ginocchia, polsi e caviglie. Altri modi per trattenere un paziente includono:

  • Un assistente che trattiene il paziente per limitarne i movimenti
  • Farmaci che ne limitano i loro movimenti
  • Ambienti chiusi in cui il paziente non è libero di uscire

Chi può autorizzare la contenzione?

Come sostiene il giurista Luca Benci1, da quando, con la legge 180 del 1978, sono stati chiusi i manicomi, «sono spariti gli unici riferimenti normativi all’unica tipologia di contenzione regolamentata nel nostro ordinamento: la contenzione fisica o meccanica (limitata al settore psichiatrico)».

La normativa dei manicomi, infatti, prevedeva la restrizione dei pazienti in via eccezionale, che doveva essere autorizzata dal direttore o dal medico dell’istituto, indicando natura e durata dei mezzi utilizzati.

Come funziona oggi la contenzione e chi è autorizzato ad applicarla?

Le misure precauzionali di restrizione dei pazienti sono atti medici prescrittivi di natura terapeutica, quindi ricadono nelle competenze del medico o, se questi fosse assente o in casi di emergenza, dell’infermiere, che dovrà comunque documentare modalità e motivazioni della contenzione nel diario infermieristico.

Il medico, prima di applicare una qualsiasi misura contenzionale, deve aver vagliato altre possibili soluzioni e valutato eventuali effetti collaterali. La contenzione è, dunque, l’extrema ratio delle misure precauzionali.

L’atto medico relativo alla contenzione riporta la motivazione, la tipologia e la durata (limitata nel tempo) della restrizione. 

Riguardo alla durata dobbiamo specificare alcune limitazioni:

  • La contenzione non può superare le 24 ore
  • Va prescritta soltanto in seguito a un episodio che la richieda
  • Va rimossa se il paziente modifica il proprio comportamento durante la prescrizione

Quando si applica la contenzione?

Prima di tutto dobbiamo specificare che le restrizioni, di qualsiasi tipo, sono assolutamente vietate come sostituti dell’assistenza infermieristica, come metodi di convenienza per gli operatori sanitari o come punizione.

Gli ambiti dell’applicazione di questa misura sono vari. Per esempio, si applica la contenzione per mantenere un paziente in una certa posizione per eseguire particolari medicazioni o visite mediche, o per prevenire movimenti o cadute durante un intervento chirurgico o mentre il paziente è su una barella.

Ma la contenzione è anche usata per controllare o prevenire comportamenti dannosi:

  • Evitare che il paziente si gratti una ferita medicata o si strappi una benda
  • Evitare che rimuova cateteri o tubi di drenaggio o flebo
  • Evitare che si alzi dal letto e cada
  • Evitare comportamenti aggressivi verso se stesso, il personale, i familiari o gli assistenti

Alternative alla contenzione

Potenziali alternative alla restrizione del paziente includono

  • Cambiamenti nell’ambiente, che aumentino la sicurezza dei pazienti (pavimenti antisdrucciolevoli, porte chiuse a chiave, barriere, miglioramenti della visibilità, accessi facilitati a zone sicure
  • Sicurezza nella degenza, miglioramenti nel letto per assicurare comodità e comfort al paziente, attutire eventuali cadute, ecc.
  • Assistenza psicosociale del paziente
  • Allarmi per controllare i pazienti

Sviluppi futuri

La contenzione è uno degli argomenti che saranno trattati nel nuovo Tavolo di lavoro tecnico sulla salute mentale che si terrà presso la Direzione Generale della prevenzione sanitaria del ministero della Salute, istituito dalla Sottosegretaria di Stato alla Salute Sandra Zampa, con il decreto del 26 gennaio 2021.

Si legge infatti nei compiti del Tavolo:

“proporre azioni operative e normative per favorire l’attuazione dei più appropriati modelli di intervento per la diagnosi, la cura e la riabilitazione psicosociale dei portatori di disagio psichico, finalizzati alla riduzione dei trattamenti sanitari obbligatori (TSO) e volontari, la contenzione meccanica e quella farmacologica/chimica.”

1 “Legare i pazienti? Liceità e illiceità giuridica e deontologica della contenzione” in Quotidianosanità.it. Quotidiano online d’informazione sanitaria. 5 maggio 2019.

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