Coronavirus — Perché Agire Ora

Tra i tanti articoli, spesso purtroppo non veritieri, che stanno girando in questi giorni di emergenza sanitaria vi sono esempi di corretta divulgazione, scientifica e sociale, riguardo i dati in nostro possesso in questo momento.

Tomas Pueyo ha scritto un articolo molto apprezzato sull’argomento, chiamato appunto “coronavirus- perché agire ora”. Su medium è disponibile la versione italiana tradotta da Claudio Porta, che teniamo a condividere per dare informazioni dettagliate sul cosa fare, e sul quando.

Di seguito un estratto dalla pagina

Il coronavirus sta arrivando da te.
Sta arrivando a una velocità esponenziale: gradualmente e poi all’improvviso.
È questione di giorni. Forse una settimana o due.
Quando lo farà, il tuo sistema sanitario sarà sovraccarico di lavoro.
I tuoi concittadini saranno curati nei corridoi.
Gli operatori sanitari saranno esausti. Alcuni moriranno.
Dovranno decidere quale paziente dovrà l’ossigeno e quale morirà.
L’unico modo per impedire questo scenario è l’isolamento sociale oggi.

Non domani.

Oggi.

Le barre arancioni mostrano il numero ufficiale giornaliero di casi nella provincia di Hubei: quante persone sono state diagnosticate quel giorno.

Le barre blu mostrano i casi reali quotidiani di coronavirus. Il CDC cinese li ha ricavati chiedendo ai pazienti in cura quando sono iniziati i loro sintomi.

Fondamentalmente, questi i casi reali non erano noti al momento. Si possono scoprire solo guardando indietro: le autorità non sanno che qualcuno ha appena iniziato ad avere sintomi.Lo sanno solo quando qualcuno va dal medico e viene fatta la diagnosi.

Ciò significa che le barre arancioni mostrano ciò che le autorità sapevano e quelle grigie quello che stava realmente accadendo.

Il 21 gennaio, il numero di nuovi casi diagnosticati (arancione) aumenta enormemente: ci sono circa 100 nuovi casi. In realtà quel giorno ci furono 1.500 nuovi casi, in crescita esponenziale, anche se le autorità non lo sapevano. Quello che sapevano era che all’improvviso ci furono 100 nuovi casi di questa nuova malattia.

Due giorni dopo, le autorità hanno chiuso Wuhan. A quel punto, il numero di nuovi casi diagnostici giornalieri era nell’ordine di 400.

Nota quel numero: hanno deciso di chiudere la città con solo 400 nuovi casi in un giorno. In realtà quel giorno c’erano 2.500 nuovi casi, ma non lo sapevano.Il giorno dopo, altre 15 città di Hubei hanno chiuso.

Guarda il grafico blu fino al 23 Gennaio, quando la città di Wuhan è stata chiusa: sta crescendo in modo esponenziale. I veri casi quindi stavano esplodendo. Non appena Wuhan viene isolata, i casi rallentano.

Il 24 gennaio, quando altre 15 città vengono chiuse, il numero di casi reali (blu) si interrompe. Due giorni dopo viene raggiunto il numero massimo di casi reali e da allora diminuisce.

Nota che i casi arancioni (ufficiali) nelle stesso periodo preso in considerazione crescono ancora esponenzialmente: per altri 12 giorni quindi sembrava che l’infezione stesse ancora crescendo esponenzialmente. Ma non era così. L’aumento era dato dalle persone che, avendo sintomi più forti, andavano dal medico, e dal miglioramento dei sistemi di rilevamento del virus.

Il concetto di distinguere i casi ufficiali da quelli reali è importante e da tenere a mente per il seguito dell’articolo.

Il resto delle regioni cinesi sono state ben coordinate dal governo centrale, quindi hanno preso misure immediate e drastiche.

Continua a leggere l’articolo su medium.it

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