Che cos’è la cardio-oncologia?

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 Rischi cardiovascolari nelle terapie del cancro

La cardio-oncologia è un campo della cardiologia che si occupa di ridurre al minimo gli effetti della morbilità e mortalità cardiovascolare nei sopravvissuti al cancro, valutando nei pazienti il rischio di cardiotossicità e seguendoli sia durante sia dopo la chemioterapia, per scoprire eventuali segni o sintomi di malattie cardiovascolari.

Al lavoro c’è una squadra composta da cardiologi, oncologi ed ematologi che si occupano di prevenzione, diagnosi precoce e gestione delle malattie cardiovascolari nei pazienti oncologici in ogni fase della terapia del cancro e nel periodo di sopravvivenza.

L’obiettivo della cardio-oncologia è quindi definire i meccanismi di cardiotossicità dei comuni agenti chemioterapici associati a un aumento del rischio di disfunzione sistolica ventricolare sinistra, e quindi gestire i pazienti a rischio di cardiotossicità.

La tossicità della terapia antitumorale è legata al meccanismo d’azione dei farmaci, alle dosi, alle modalità di somministrazione e ai fattori quali condizioni cardiache, ereditarietà genetica ed età, e può manifestarsi subito o anche molti anni dopo il trattamento.

Complicanze cardiovascolari della terapia del cancro

Chemioterapia e radioterapia possono portare i pazienti a una varietà di complicazioni cardiovascolari, come insufficienza cardiaca, malattia coronarica, malattia vascolare periferica, tromboembolia, malattia pericardica e malattia cardiaca valvolare.

Cellule tumorali
© National Cancer Institute on Unsplash

I pazienti oncologici e cardiopatici sono attentamente monitorati durante e dopo il trattamento, grazie all’ecocardiografia che fornisce una diagnosi precoce di molte complicanze cardiache.

L’ecocardiografia è un esame non invasivo che può valutare in modo completo ogni fase del trattamento del cancro e rilevare complicanze miocardiche, coronariche, valvolari, ipertensive polmonari e pericardiche secondarie al regime terapeutico utilizzato (radioterapia e/o chemioterapia).

Possibili complicanze cardiovascolari dovute a chemioterapia e radioterapia sono:

  • Disfunzione miocardica e insufficienza cardiaca
  • Malattia coronarica
  • Cardiopatia valvolare
  • Aritmie – sindrome del QT lungo acquisita, fibrillazione atriale e blocchi atrioventricolari
  • Ipertensione arteriosa
  • Malattia tromboembolica
  • Malattia vascolare periferica e ictus
  • Ipertensione polmonare
  • Pericardite

La testimonianza del cardio oncologo

Il Dottor Francesco Vattimo è un cardiochirurgo e cardio-oncologo di Bergamo, già membro dell’equipe del Dottor Staffiere presso la Casa di cura San Francesco, oggi professionista presso Habilita.

In questa intervista, rilasciata per Bergamo News, il Dottor Vattimo racconta in prima persona la sua funzione ed il suo impegno per i malati oncologici.

Dal 2014 mi occupo di questa parte della medicina che unisce la cardiologia e l’oncologia – spiega Francesco Vattimo . Prima di intraprendere una cura chemioterapia, l’oncologo sottopone il paziente ad una visita dal cardiologo.

Come viene valutato il paziente cardio-oncologico?

Il primo passo che si segue, in una clinica cardio-oncologica, è stimare il rischio di cardiotossicità nel paziente prima di iniziare la chemioterapia.

La valutazione del rischio di cardiotossicità prevede 2 fattori da prendere in considerazione:

  1. Rischio associato alla chemioterapia specifica e/o alla radioterapia che riceverà il paziente.
  2. Rischio correlato ai fattori di rischio cardiaco coesistenti, età e sesso.

Per i pazienti ad alto rischio, prima di iniziare la chemioterapia, va presa in considerazione una terapia medica cardioprotettiva, mentre i pazienti a rischio intermedio dovranno conoscere i potenziali rischi rispetto ai benefici della terapia medica cardioprotettiva prima della chemioterapia.

Fattori di rischio nelle varie tipologie di pazienti

  • Pazienti pediatrici oncologici: i bambini sopravvissuti al cancro hanno un rischio di cardiotossicità di gran lunga superiore al normale.
  • Pazienti oncologici anziani: altro gruppo fra i più colpiti dalla cardiotossicità della terapia antitumorale, per lo più a causa della prevalenza dei fattori di rischio di malattie cardiovascolari o del diabete. Peggiorano la situazione malattie generali come la disfunzione renale o epatica.
  • Pazienti in gravidanza: non è ancora chiaro il rischio di cardiotossicità in donne in gravidanza, ma cambiamenti farmacocinetici e farmacodinamici e il sovraccarico circolatorio che si verificano durante la gravidanza possono portare a effetti tossici.

Il futuro della cardio-oncologia

Il campo di azione della cardio-oncologia è vasto e comprende non solo la prevenzione, l’individuazione, il monitoraggio e il trattamento della cardiotossicità legata alle terapie antitumorali, ma anche lo sviluppo di futuri nuovi trattamenti antitumorali che hanno un impatto minimo sulla salute cardiovascolare dei pazienti.

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