Fibrillazione atriale, quando preoccuparsi?

image_pdfSalva in PDF

Questa è la domanda che si pongono molti pazienti affetti dalla patologia in questione: quando la fibrillazione atriale diventa pericolosa? Lo è sempre? Noi sappiamo che si tratta di un battito del cuore irregolare. E nella maggior parte dei casi si registra un’accelerazione del ritmo cardiaco.

Ciò porta a un relativo affaticamento del cuore con palpitazioni cardiache che portano a uno scompenso, in alcuni casi, importante e debilitante. Curare questo evento è importante perché ignorarne i sintomi può portare a conseguenze importanti. Come ad esempio casi di ictus. 

Tutto questo allarma sicuramente le persone interessate che vogliono trovare una soluzione. Fortunatamente le cure esistono e funzionano, ma prima bisogna monitorare l’andamento dello scompenso e capire quando la fibrillazione atriale diventa pericolosa per l’uomo.

Cos’è la fibrillazione atriale, definizione

Abbiamo già approfondito il tema della fibrillazione atriale, ma se vogliamo affrontare la sua reale pericolosità dobbiamo dare una definizione. Si tratta di un’aritmia cardiaca (dal greco antico: a privativa e ῥυθμός che significa mancanza di ritmo) che provoca un disfunzionamento tra atri e ventricoli. Con relativo malfunzionamento del pompaggio del sangue. Ci sono tre tipi di fibrillazione:

  • Parossistica.
  • Persistente.
  • Permanente.

La differenza riguarda la dinamica con la quale si manifesta il problema. La prima opzione contempla una fibrillazione che dura un tempo limitato e scompare da sola. La seconda dura di più, oltre una settimana, e deve essere interrotta dall’uso di farmaci o comunque da una cura. Quella permanente non può essere riportata alla normalità, il paziente è portato a convivere con il problema.

Perché la fibrillazione atriale diventa pericolosa?

Si tratta di una condizione che spesso non viene monitorata, rimane nascosta al paziente. Al tempo stesso è molto diffusa soprattutto nella popolazione anziana. Ed è probabile che, almeno negli stati Uniti secondo jamanetwork.com, il numero di pazienti aumenti di 2,5 volte durante i prossimi 50 anni.

La fibrillazione atriale diventa un problema quando si prolunga nel tempo, sia come durata dell’evento che come patologia, ma anche nel momento in cui non viene percepita dal paziente perché il rischio di raggiungere un danno permanente e mortale sussiste anche nei casi apparentemente minori.

Quali sono i pericoli della fibrillazione atriale?

Il vero problema è la frequenza cardiaca. Nella fibrillazione atriale può variare dai 100 ai 175 battiti al minuto. L’intervallo normale per una frequenza cardiaca è compreso tra 60 e 100 battiti al minuto e questa differenza può causare diversi problemi. Come sottolinea www.mayoclinic.org:

“In atrial fibrillation, the signals in the upper chambers of your heart are chaotic. As a result, they quiver. The AV node — the electrical connection between the atria and the ventricles — is bombarded with impulses trying to get through to the ventricles”.

Durante la fibrillazione atriale, le due camere superiori del cuore (gli atri) battono in modo veloce ma non solo. C’è anche irregolarità, non coordinazione con le due camere inferiori (i ventricoli) del cuore. 

La fibrillazione atriale porta alla morte?

Il punto da sottolineare: di base la fibrillazione atriale non è pericolosa per il paziente, lo sono le conseguenze che possono avere i suoi effetti sul cuore. In realtà questo disturbo, nei casi più lievi, viene diagnosticato in ritardo o addirittura ignorato. Però nelle condizioni evidenti porta a fiato corto, sensazione di oppressione sul petto e, ovviamente, disagio legato a un ritmo del cuore alterato.

Questi sono i sintomi. Ma gli effetti a fibrillazione atriale possono essere legati alla morte. Infatti tra le complicanze legate a questa condizione abbiamo una delle cause principali di decessi. Ovvero?

Parliamo dell’ictus, un danno cerebrale che si verifica quando si blocca l’afflusso di sangue diretto al cervello. D’altro canto esiste anche un’altra fonte di pericolo, vale a dire l’insufficienza cardiaca.

Collegamento tra ictus e fibrillazione atriale

Il problema è legato al ritmo cardiaco caotico. Questa condizione può causare un ristagno di sangue nelle camere superiori del cuore, gli atri, e formare coaguli. Vale a dire agglomerati di materia organica che potrebbero staccarsi dal cuore e raggiungere il cervello bloccando il flusso sanguigno.

Collegamento tra insufficienza e fibrillazione atriale

Se non viene controllata, la fibrillazione atriale può indebolire il cuore e portare a insufficienza cardiaca. Vale a dire una condizione in cui il muscolo cardiaco non riesce a far circolare la giusta quantità di sangue per soddisfare le esigenze del tuo corpo. Questo comporta una riduzione del flusso ematico e accumulo di sangue nelle vene e nei polmoni. Senza dimenticare altre aree.

Quando la fibrillazione atriale diventa pericolosa?

Il controllo di un’eventuale fibrillazione atriale dovrebbero essere azioni da intraprendere subito, appena si identificano i sintomi. Anche se è vero che la fibrillazione non è un segnale di pericolo imminente, il protrarsi della condizione di scompenso cardiaco e aritmia può portare alla morte.

Quindi ci sono effetti gravi sulla salute dell’individuo. Questo è ancora più evidente quando si accumulano alcuni fattori di rischio che aumentano la pericolosità della fibrillazione atriale:

  • Età avanzata.
  • Pressione alta.
  • Diabete.
  • Obesità.
  • Malattie pregresse del cuore.
  • Fumo e alcol.

Questi punti possono essere fattori che aumentano la pericolosità e che ne amplificano gli effetti. Ed ecco quando la fibrillazione atriale diventa pericolosa: nel momento che si sommano questi elementi con una frequenza e una durata elevata. In ogni caso non bisogna mai sottovalutarla.

Si guarisce da questa aritmia cardiaca?

Molto dipende dalla condizione in cui si trova la patologia. La terapia farmacologica contempla l’assunzione di medicine in grado di tenere sotto controllo la frequenza cardiaca accelerata e il ritmo. Poi bisogna evitare i coaguli nel sangue, quindi si somministrano degli anticoagulanti e se necessario si procede con cardioversione elettrica per la regolarizzazione o intervento chirurgico. Ogni soluzione deve essere sempre valutata con cura da un medico professionista e specializzato.

In ogni caso tutto questo rappresenta la cura, bisogna anche valutare tutto ciò che riguarda la prevenzione. E come sempre, quando si ragiona intorno alla buona salute del cuore, c’è da valutare con attenzione lo stile di vita. Anche se il fattore più importante che influenza questa patologia è l’età avanzata (che non si può fermare) bisogna dare un contributo seguendo queste buone regole:

  • Smettere di fumare.
  • Fare attività fisica.
  • Evitare abusi di alcool.
  • Mangiare in modo equilibrato.

Avere il peso sotto controllo è uno dei modo migliori per essere protagonista di un processo virtuoso in vista di una cura completa per evitare che la fibrillazione atriali diventi pericolosa per l’uomo.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:

Questo sito utilizza cookies di profilazione. Continuando nella navigazione accetti l'utilizzo dei cookies esclusivamente per finalità statistiche. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi