Sulla fibrillazione atriale e come prevenire i relativi problemi

La fibrillazione atriale è un’alterazione del ritmo che caratterizza il cuore. In linea di massima si tratta di un cambiamento verso un battito irregolare, di solito accelerato.

Date queste premesse, è normale inserire i sintomi della fibrillazione atriale in un quadro di allarme e pericolo. In effetti è proprio così: quest’anomalia del battito cardiaco può essere dannosa per cuore e ventricoli a tal punto da causare danni importanti fino alle conseguenze peggiori: insufficienza cardiaca, coaguli, ictus. 

C’è da aggiungere che la fibrillazione atriale può essere riconosciuta, studiata e curata. E ci sono anche modi per prevenire il problema. Cosa devi sapere sul tema?

Cos’è la fibrillazione atriale, definizione

Il modo migliore per iniziare la giusta analisi di questo problema cardiaco è attraverso una definizione chiara. Di cosa si tratta? Un disfunzionamento del cuore che ha come oggetto gli atri. Vale a dire due cavità che si trovano nell’area superiore del cuore, in posizione dominante rispetto ai ventricoli.

Atrio destro e sinistro hanno un ritmo di apertura e chiusura ben definito per gestire il flusso di sangue, e la fibrillazione atriale rappresenta un’aritmia cardiaca che comporta un rapido aumento del battito in modo non regolare. Le cause?

Un ritmo di esecuzione abbastanza elevato. Come sottolineano Daniel Limmer e Micheal F. O’Keefe autori del libro Emergency Care giunto ormai alla decima edizione, la frequenza cardiaca di un uomo adulto a riposo è compresa tra i 60 e i 90 battiti al minuto ma con questa patologia si raggiungono soglie che superano la soglia dei 100 battiti al minuto senza un impegno fisico correlato.

Tipi di fibrillazione atriale registrati

Esistono diverse tipologie divise in base alla ripetizione dell’evento nel tempo. La fibrillazione atriale è una patologia che per anni può rimanere nascosta, presentarsi in modo occasionale o accompagnare la vita delle persone. Per questo si divide in:

  • Parossistica: il disturbo ha durata incerta ma si risolve in autonomia.
  • Persistente: deve essere curata, non passa spontaneamente.
  • Permanente: anche se curato, il disturbo persiste.

La prima opzione ha il carattere più incisivo, con picchi di frequenza cardiaca elevati, ma si tratta di una condizione che tende a scomparire senza il contributo medico. Le altre forme sono sicuramente più gravi e pretendono l’uso di cure specifiche per limitare i danni di un’aritmia permanente.

Cause di questo disturbo cardiaco

Perché siamo colpiti da fibrillazione atriale? Domanda complessa, la risposta deve essere vaga in questa sede perché solo un’attenta visita può dare una risposta che comunque resta complessa da definire. Il motivo è semplice: ci possono essere tante cause. Spesso la fibrillazione atriale è legata a una malattia cardiaca differente, 

Come una patologia congenita del cuore o un infarto. Oppure si tratta del semplice invecchiamento che porta disfunzioni agli atri. Diabete e malattie dei polmoni possono causare problemi di aritmia che è collegata ad alcuni farmaci.

C’è da aggiungere, però, che se è molto difficile arrivare a una causa certa di una fibrillazione atriale senza un’accurata visita presso un cardiologo, è vero che esistono abitudini individuali che si contraddistinguono come fattori di rischio:

  • Fumo.
  • Alcol.
  • Vita sedentaria.
  • Obesità.
  • Colesterolo alto.
  • Diabete.
  • Caffeina.
  • Droghe.
  • Abuso di farmaci.

Alcuni fattori sono impossibili da controllare – ad esempio l’età avanzata e alcune terapie chemioterapiche possono portare disturbi – altre invece sì. Di sicuro c’è una correlazione evidente tra fibrillazione atriale, alimentazione e malattie cardiovascolari come l’infarto, l’insufficienza cardiaca, l’ostruzione delle arterie, l’ictus 

Quali sono i sintomi della fibrillazione atriale?

Aspetto particolare di questa condizione: può anche non presentare sintomi ma essere presente nell’individuo. Però, nella maggior parte dei casi, questa è la sintomatologia più diffusa nelle persone che presentano una fibrillazione atriale:

  • Battito accelerato.
  • Dolore al torace.
  • Affaticamento.
  • Debolezza.

I risultati di una fibrillazione atriale prolungata possono essere più gravi, come la perdita di conoscenza. Per questo non bisogna mai sottovalutare i primi segni.

Come curare e prevenire la fibrillazione atriale

Il trattamento di questo disturbo deve prevedere un’analisi attenta della condizione di partenza e della storia individuale. In linea di massima possiamo elencare farmaci che consentono di ripristinare il normale battito cardiaco e quelli che aiutano a mantenerlo stabile nel tempo. A questo si aggiungono le medicine di prevenzione.

Sono quelle che aiutano ad anticipare gli effetti indesiderati della fibrillazione atriale e la cardioversione elettrica che risolve l’aritmia con una scarica del defibrillatore. Se tutto questo non ha effetto e il paziente continua a presentare condizioni critiche si procede con l’operazione chirurgica che prende il nome di ablazione transcatetere. Ma ci sono altre soluzioni da aggiungere alla lista?

I farmaci sono importanti ma non bisogna scaricare le responsabilità solo sulle prescrizioni mediche. Per combattere prevenire la fibrillazione atriale bisogna rispettare le regole del vivere sano e limitare ciò che può incidere sulla salute dell’intero apparato cardiovascolare. Questo significa, in buona sintesi:

  • Rispettare una dieta equilibrata e povera di grassi.
  • Fare attenzione a colesterolo alto e diabete.
  • Eliminare fumo di sigarette e droghe varie.
  • Ridurre al minimo gli alcolici (soprattutto i superalcolici).
  • Evitare uno stile di vita sedentario.
  • Rispettare le somministrazioni dei farmaci indicati dal medico.
  • Praticare sport e attività fisica in modo controllato.

A proposito di quest’ultimo punto, l’Istituto Superiore di Sanità ricorda che ci sono pareri contrastanti rispetto alla classica equazione tra sport e malattie del cuore:

“Maggiore è la frequenza, la durata e l’intensità di attività fisica, maggiori sono i benefici sulla malattia (…). Anche se dai dati raccolti non è possibile stabilire la relazione di causa/effetto tra attività fisica e fibrillazione atriale, questo risultato ci suggerisce che l’attività fisica è un fattore di protezione verso gli episodi di Fa”.

Questo è un motivo in più per seguire unos tile di vita sano. Ma anche per valutare ogni azione per combattere la fibrillazione atriale insieme a un medico specializzato, senza mai sottovalutare gli effetti sia della disfunzione che delle cure improvvisate.

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