Cos’è l’aterosclerosi e come si previene

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In alcuni casi viene confusa con l’arteriosclerosi, in realtà fa parte di questa famiglia di patologie ma ha delle caratteristiche particolari. L’aterosclerosi, anche nota come aterosi, deve la sua caratteristica fondamentale al fatto che è causata da placche di grassi, proteine e tessuto fibroso che si accumulano nell’area profonda delle arterie. Quella che si trova a diretto contatto con il sangue.

Quali sono i rischi dell’aterosclerosi? 

Possiamo dire che l’aterosclerosi è una delle condizioni più pericolose e dannose per la salute dell’individuo. Anche perché le conseguenze possono essere anche molto gravi: 

  • Infarto.
  • Ischemia.
  • Aneurisma.

Quando si registrano i primi sintomi dell’aterosclerosi c’è già un problema da risolvere. C’è un aspetto positivo da valutare: l’aterosclerosi è curabile e c’è largo spazio per la prevenzione. Cosa sapere su questo aspetto? Ecco una serie di punti da valutare per avere qualche notizia in più sul tema.

Cos’è l’aterosclerosi, definizione e spiegazione

Con il termine aterosclerosi intendiamo un indurimento e perdita di elasticità delle pareti che compongono le arterie. Questo avviene a causa della formazione di placche aterosclerotiche, o ateromi, composte in primo luogo da lipoproteine ma anche materiale infiammatorio e fibrotico. 

Cosa significa questo? Che l’aterosclerosi è una malattia vascolare caratterizzata da una condizione cronica che deve essere monitorata e affrontata. Ignorare condizioni e cause vuol dire rischiare. 

Quando si sviluppa l’arteriosclerosi

Questa patologia tende a manifestarsi con l’avanzamento dell’età. Dopo i 40 anni abbiamo un aumento delle condizioni ma l’aterosclerosi si sviluppa molto prima. Secondo webmd.com:

“Atherosclerosis usually starts in the teens and 20s, and by the 30s we can see changes in most people (…). But over the years, this problem tends to slowly get worse. By the age of 40, about half of us have cholesterol deposits in our arteries”.

L’aterosclerosi inizia a svilupparsi a 20 anni e a 30 si manifestano i primi effetti. Dopo la soglia dei 40 anni ci sono già accumuli di placche aterosclerotiche nelle arterie che possono preoccupare. Non è un problema che si manifesta sempre e comunque ma l’avanzamento dell’età è un fattore importante.

Quali sono le cause del disturbo?

Oltre all’aumento dell’età, un fattore di rischio ingovernabile, ci sono delle condizioni che aumentano in modo preoccupante la presenza di placche aterosclerotiche nelle arterie. Certo, ci sono anche delle condizioni ereditarie che possono influenzare questa condizione ma nella maggior parte dei casi tutto riconduce a una serie di elementi ben noti. Il primo è quello delle dislipidemie, secondo Pubmed:

“Lipids, such as cholesterol or triglycerides, are absorbed from the intestines and are carried throughout the body via lipoproteins for energy, steroid production, or bile acid formation. Major contributors to these pathways are cholesterol, low-density lipoprotein cholesterol (LDL-C), triglycerides, and high-density lipoprotein (HDL). An imbalance of any of these factors, either from organic or nonorganic causes, can lead to dyslipidemia”.

Parliamo di una presenza alterata di grassi nel sangue – colesterolo delle lipoproteine a bassa densità (LDL-C), i trigliceridi e le lipoproteine ad alta densità (HDL) – che comportano un rischio elevato per l’aterosclerosi. Lo stesso vale per tutti gli elementi di uno stile di vita poco attento e virtuoso.

Come ad esempio fumo e abuso di alcol, vita sedentaria e sovrappeso. Tra i fattori non dipendenti troviamo anche il genere. Di solito gli uomini sono più soggetti a questo tipo di arteriosclerosi, sempre così dannosa, perché privi degli ormoni che evitano questo problema alle donne fino alla menopausa.

Sintomi dell’aterosclerosi

Questo è un problema evidente della malattia che stiamo affrontando: l’aterosclerosi non dà segnali lievi e sintomi fin quando l’arteria non è arrivata al punto da risultare quasi chiusa. Al punto da causare esiti infausti come trombi, infarti o ictus. Ecco perché è fondamentale la prevenzione, bisogna fare analisi mediche costanti e approfondite non per forza a età avanzata, ma già dopo i 30 anni.

Come prevenire questo disturbo

Photo by Janine Robinson on Unsplash

Può sembrare un problema serio e difficile da affrontare, se non altro perché porta a conseguenze molto gravi o addirittura mortali. Ma la prevenzione è relativamente semplice. Infatti si basa su una serie di fattori che riguardano solo ed esclusivamente uno stile di vita sono. Ad esempio bisogna:

  • Mangiare in modo equilibrato.
  • Eliminare fumo e alcolici.
  • Fare attività fisica con costanza.
  • Dimagrire e raggiungere un peso forma.
  • Eliminare fonti di stress.

Nello specifico, possiamo dire che bisogna seguire una dieta equilibrata basata su alimenti specifici ed eliminando altri. Ad esempio bisogna eliminare dal menu i cibi ricchi di grassi saturi, come quelli contenuti nella carne rossa o nel burro, e favorire il consumo di verdura e fibre. 

Cereali, frutta, legumi, carni bianche e pesce sono i benvenuti nella dieta che comunque deve essere gestita da un medico nutrizionista se deve combattere dei livelli di grassi nel sangue particolarmente importanti. Resta, comunque, la buona regola da seguire di evitare i cibi lavorati, gli insaccati, i dolciumi e gli alimenti preparati con fritture e condimenti abbondanti. 

Anche l’attività fisica fa la sua parte, come abbiamo visto è necessario mantenere un ritmo di allenamento che tocchi i tre appuntamenti a  settimana per almeno 30/45 minuti continuativi.

Un beneficio è dato anche da un cambio di regime rispetto al modo di vivere quotidiano: camminare e non prendere l’auto per fare brevi tratti, usare le scale al posto dell’ascensore e altri accorgimenti del genere possono migliorare la circolazione. In ogni caso, il parere di un medico è sempre necessario per stabilire una routine di allenamento per contrastare l’aterosclerosi e perdere peso.

Come curare l’aterosclerosi

Le parole del www.cdc.gov sono drammatiche: “Heart disease is the leading cause of death (…) in the United States. One person dies every 36 seconds in the United States from cardiovascular disease.About 655,000 Americans die from heart disease each year—that’s 1 in every 4 deaths”.

Una persona su quattro muore per problemi cardiovascolari. Perché sono legati alla nostra società, allo stile di vita dei paesi sviluppati. E quando si manifestano spesso è troppo tardi. 

Ci sono farmaci che possono aiutare contro i livelli di colesterolo elevato e interventi chirurgici che possono salvare la vita come il bypass o l’angioplastica che usa gli stent per dilatare il vaso. 

Ma ormai è ben chiaro che il modo migliore per affrontare questa sfida, dal punto di vista dell’impegno individuale, si riduce a due punti: controllo e prevenzione costante. Ecco perché lo stile di vita è sempre centrale nella cura delle patologie cardiache e che riguardano le arterie.

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