Covid-19 e cure: l’ozonoterapia nel trattamento della SARS-CoV-2

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Premessa

Prima di tutto è il caso di fare una netta distinzione tra cura e vaccini.
Il vaccino è un intervento preventivo, serve cioè a sviluppare la memoria immunologica e rispondere velocemente all’attacco di un micro organismo. La cura è invece un meccanismo di difesa successivo ad un’infezione, serve cioè a limitare i danni ed attenuare i sintomi di una malattia, ma viene somministrata soltanto dopo aver sviluppato la stessa.

Nel caso della pandemia da Covid-19 che stiamo vivendo, SISMED raccomanda fortemente di vaccinarsi contro il virus da Sars-CoV-2. Per maggiori informazioni abbiamo parlato approfonditamente di vaccini qui.

In questo articolo tratteremo invece dell’interesse nato nei riguardi dell’ozonoterapia nel trattamento (quindi cura) del COVID-19. L’ozonoterapia riveste una proposta terapeutica in fase di applicazione in molti centri ospedalieri ed i cui risultati sono in corso di pubblicazione; fra le varie possibili terapie per la polmonite SARS-CoV-2, sembrerebbe infatti svolgere un ruolo immunologico per la modulazione delle citochine e degli interferoni.

Perché l’ozono?

L’ozono esercita un’attività antivirale con l’inibizione della replicazione virale e l’inattivazione diretta dei virus; è inoltre un potenziatore di farmaci antivirali. È stato applicato a diverse possibili concentrazioni in vari settori medici, come odontoiatria, dermatologia, malattie infettive acute e croniche e pneumologia.

Il trattamento combinato di ozono e antivirali ha dimostrato una riduzione dell’infiammazione e del danno polmonare. Le vie di somministrazione dell’ozono sono endovenose dirette, autoemoterapia maggiore e ossigenazione-ozonizzazione extravascolare del sangue.

Che cos’è l’ozonoterapia

È una pratica di medicina alternativa che utilizza l’ozono per combattere le malattie. Negli ultimi anni l’ozonoterapia è stata utilizzata per vari scopi:

  • trattamento dell’artrite, della cardiopatia ischemica, trattamento della degenerazione maculare e del cancro
  • contro le malattie virali, come l’HIV e la SARS
  • disinfezione delle ferite
  • attivazione del sistema immunitario

Ozonoterapia e coronavirus

La molecola dell’ozono potrebbe svolgere un’azione antivirale interferendo con la fase di replicazione del virus, grazie alla capacità dell’ozono di ossidare i residui di cisteina con la formazione di ponti di solfuro presenti nelle strutture del virus stesso in quantità elevate.

I coronavirus, incluso il SARS-CoV-2, sono ricchi di cisteina e questi residui devono essere intatti per l’attività virale. L’ozono agisce ossidando e rendendo inattivi i recettori virali specifici utilizzati per la creazione della struttura di legame della membrana cellulare, inibendo quindi la penetrazione cellulare.

L’ozono agisce direttamente sul fattore di trascrizione nucleare eritroide-2 (Nrf2), un meccanismo fisiologico che potrebbe bloccare la replicazione endogena del COVID-19 prevenendo il contatto con i recettori SARS-CoV-2.

Diversi paesi stanno utilizzando con successo l’ozonoterapia contro il COVID-19, fra cui Italia, Cina, Spagna e Stati Uniti. L’Italia ha prodotto il maggior numero di ricerche con 16 ospedali segnalati (4 in Lombardia, 2 in Piemonte, 1 in Emilia Romagna, 3 nelle Marche, 1 in Abruzzo, 1 in Puglia, 3 in Sardegna e 1 in Sicilia) che utilizzano l’ozonoterapia contro il COVID-19.

Che cosa fa l’ozonoterapia contro il coronavirus?

  • Blocca la capacità del virus di replicarsi bilanciando lo stato redox cellulare
  • Attiva e modula il sistema immunitario per impedire al virus di sfuggire al controllo immunitario
  • Migliora l’ossigenazione per prevenire la cicatrizzazione dei polmoni e proteggere gli organi vitali dai danni virali

L’ozonoterapia nel trattamento dell’infezione da SARS-CoV-2

Photo by Samuel Ramos on Unsplash

La Sioot (Società Scientifica di Ossigeno-Ozono Terapia) è stata la prima associazione al mondo a creare dei protocolli per il trattamento contro il COVID-19 con ossigeno ozonoterapia, vista la sua utilità a creare un’inattivazione del virus, a ridurre i processi d’infiammazione, favorire le vie molecolari dello stress antiossidativo e correggere l’ipossia prevenendo problemi vascolari.

L’ozono interviene sulle fasi viremica e immunopatologica dell’infezione, impedendo l’ingresso del virus.

Attività antivirale dell’ozono

L’ossidazione creata dall’ozono rende vulnerabili i coronavirus, ricchi di cisteina. Grazie all’ozono si assiste a una riduzione dell’infettività virale, che impedisce al virus di attaccare il ricettore cellulare e di replicarsi.

Attività immunitaria dell’ozono

Poiché l’organismo umano produce ozono in via endogena, grazie agli anticorpi del sistema immunitario e alle cellule neutrofile, come protezione dalle infezioni, la sua azione antiossidante distrugge le pareti cellulari di virus e batteri.

Attività antinfiammatoria dell’ozono

L’ozono ha una duplice capacità antiossidante e antinfiammatoria, che interviene nella seconda fase dell’infezione da SARS-CoV-2, quella immunopatologica.

Saturazione dell’ossigeno

Durante l’infezione da SARS-CoV-2 si riducono gli scambi gassosi a causa della forte infiammazione, con conseguente riduzione dell’ossigenazione del sangue. Con il trattamento dell’ozono nel sangue, quindi con una reinfusione di sangue ozonizzato, si ha così un aumento dell’ossigenazione.

Attenzione: Questo articolo fa parte della raccolta a tema Covid-19 curata dalla SISMED.
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