Cos’è il cuore d’atleta

Il cuore d’atleta è una condizione tipica delle persone con abitudini sportive particolarmente elevate.

Non è una malattia. Si tratta di un adattamento morfologico del muscolo cardiaco che, sottoposto a determinati stimoli, adegua il battito in modo da sopperire alle richieste imposte dallo sforzo fisico.

Il problema sostanziale è che si riportano sintomi simili a quelli di diverse problematiche cardiache, anche se lo stato di salute non è paragonabile. Infatti il cuore dell’atleta è una situazione che consente all’organo di pompare una quantità di sangue superiore, con relative conseguenze su una serie di valori. Ecco cosa sapere su questo argomento che necessita di notevoli chiarimenti.

Cos’è il cuore d’atleta, definizione

Con il concetto di cuore d’atleta intendiamo un adattamento del muscolo cardiaco alle stimolazioni imposte da un’attività sportiva costante e intensa. Le discipline che spesso impongono questa condizione sono quelle aerobiche e di resistenza dato che richiedono per diverso tempo l’aumento della gittata cardiaca, ovvero quanto sangue il cuore può pompare in un determinato periodo.

Perché si manifesta il cuore d’atleta

In primo luogo dobbiamo sottolineare che questa capacità adattiva del cuore non è considerata di base una preoccupazione medica e impone, in alcuni casi, delle modifiche minime. Che riguardano:

“Small increases in size both of the pumping chamber (ventricle) and filling chamber (atrium), as well as proportionate small increases in the thickness of the heart muscle. Newer studies also point to small increases in the width of the main blood vessel from the heart”.

Come sottolinea stanfordhealthcare.org, i cambiamenti legati al cuore d’atleta sono molto ridotti e includono aumenti delle dimensioni delle camere di pompaggio (ventricolo) e riempimento (atrio). 

Inoltre si manifesta la condizione nota come cardiomegalia, l’aumento dello spessore del muscolo cardiaco. Si presenta anche un incremento della larghezza dei vasi sanguigni principali  dal cuore. 

Anche se, ripetiamo, le modifiche sono adattive e riguardano la natura sportiva dell’individuo, è utile effettuare controlli per fare chiarezza rispetto alla reale natura delle evoluzioni cardiache. Dato che alcuni sintomi e conseguenze del cuore d’atleta somigliano ad alcune malattie del cuore.

Quali sono i sintomi e le conseguenze 

Cosa comporta il cuore d’atleta nell’organismo dell’individuo? In primo luogo abbiamo una situazione legata alla bradicardia, ovvero un’aritmia (comportamento anomalo del cuore) in cui il battito appare rallentato rispetto alla norma, solitamente 60 bpm al minuto per un individuo adulto. Altra circostanza del cuore d’atleta è la già citata cardiomegalia, ovvero l’aumento volumetrico del muscolo cardiaco. 

Spesso questa possibilità è legata a patologie differenti come la cardiomiopatia dilatativa o l’anemia, ma nel caso degli atleti il cuore ingrossato non è altro che il naturale adattamento alla condizione di continuo sforzo a cui viene sottoposto il muscolo. A tutto ciò è collegato anche un aumento del calibro delle arterie e del flusso ematico in corrispondenza dell’attività sportiva di resistenza o anaerobica.

In altre parole, lo sforzo fisico impone al corpo umano un adattamento del sistema cardiocircolatorio che riguarda sia apparati periferici (arterie, vene, capillari) sia centrali. Vale a dire il cuore umano.

Come diagnosticare il cuore dell’atleta

Gli sportivi di professione vengono sottoposti a controlli per monitorare questi sviluppi e scongiurare l’ipotesi che possano insorgere altri disturbi. Questa condizione resta, nella maggior parte dei casi, asintomatica e diventa parte della struttura individuale. Ma deve essere approfondita:

“Athlete’s heart is a diagnosis of exclusion; it must be distinguished from disorders that cause similar findings but are life threatening (eg, hypertrophic cardiomyopathy, dilated cardiomyopathy, ischemic heart disease, arrhythmogenic right ventricular dysplasia). Cardiac magnetic resonance (CMR) imaging may be helpful when findings from other diagnostic modalities are inconclusive”.

Come suggerisce msdmanuals.com, il cuore dell’atleta è una diagnosi di esclusione. Significa che questa caratteristica adattiva deve essere riconosciuta e distinta dai disturbi che causano sviluppi simili ma – a differenza dell’evoluzione sportiva del muscolo cardiaco – sono pericolosi per la vita. 

Ad esempio gli stessi sintomi del cuore d’atleta possono essere collegati a cardiomiopatia ipertrofica e dilatativa, cardiopatia ischemica, displasia aritmogena del ventricolo destro. Ma come approfondire?

In primo luogo bisogna fare una visita cardiaca di base, con esame fisico e analisi della storia individuale. Qui si analizzano eventuali morti cardiache in famiglia, soffi al cuore, dolori al torace e casi di palpitazione. Si procede con un ECG, elettrocardiogramma che individua l’attività elettrica cardiaca, e con la risonanza magnetica cardiaca (CMR) che può essere utile per approfondire.

Il cuore d’atleta può essere pericoloso?

Ricapitoliamo. Questa condizione cardiaca porta l’individuo ad avere un volume del muscolo superiore, pareti spesse, ritmo rallentato, camere cardiache più grandi. Tutto questo può essere pericoloso? Sempre msdmanuals.com lascia dei consigli molto chiari su questo tema:

“The main differences between athlete’s heart and an abnormal heart is that in athlete’s heart The heart and its valves function normally. The person does not have an increased risk of a heart attack or other heart disorder. The person has no symptoms. Doctors usually suspect athlete’s heart during routine screening or when the person is being evaluated for unrelated symptoms”.

La principale differenza tra il cuore di un individuo che fa sport e uno che presenta un funzionamento anormale? Semplice, nel primo caso il muscolo cardiaco e le valvole funzionano normalmente. 

La persona soggetta a questa condizione di adattamento non ha un rischio di infarto superiore o altri disturbi pericolosi. Inoltre non presentano sintomi rilevanti. Ecco perché il cuore dell’atleta, spesso, si manifesta durante screening di routine o quando si presentano sintomi non collegati.

In buona sintesi, il cuore dell’atleta non è pericoloso e non è la causa della morte cardiaca improvvisa durante o subito dopo un allenamento che si verifica principalmente a causa della cardiomiopatia ipertrofica, una malattia genetica. Non è richiesto alcun trattamento ma di sicuro è necessario monitorare la condizione per avere sempre sotto controllo eventuali sovrapposizioni di sintomi.