Depressione e problemi cardiaci: quale correlazione?

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Non tutti sanno che c’è un collegamento tra depressione e problemi cardiaci. Purtroppo questa relazione, per molto tempo, è stata sottovalutata a favore di altri collegamenti ben più noti e definiti. 

Come l’alimentazione basata su grassi saturi. C’è anche un altro punto che viene pesato con maggior attenzione, vale a dire il fumo. 

Ma spesso i problemi dell’umore possono incidere su quelli cardiovascolari. Il punto di riferimento è che tra queste due realtà esiste un vero e proprio collegamento: la salute del cuore influenza quella dell’umore e viceversa. Cosa dobbiamo sapere su questo punto? Ecco una riflessione per collegare depressione e problemi cardiaci.

Come si presenta uno stato depressivo?

In parte può essere complesso stabilire i limiti di una malattia depressiva, spesso viene confusa con perdita di stima o momentaneo sconforto per una determinata situazione. Il termine in questione – depressione – viene usato a sproposito con molta facilità.

Il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, però, definisce dei punti chiari per riconoscere uno stato depressivo che, comunque, deve essere definito solo da uno psicologo professionista. Quali sono i sintomi più evidenti per riconoscere una depressione nel tempo?

  • Insonnia o ipersonnia.
  • Eccesso di peso o dimagrimento.
  • Scarsa energia.
  • Assenza di piacere e interesse.

Come si può ben immaginare, parametri del genere possono essere facilmente riconducibili ad altre condizioni. Ecco perché è importante non improvvisare nelle diagnosi e consultare uno psicologo per anticipare anche i potenziali pericoli cardiaci che sono collegati.

Perché la depressione fa male al cuore?

La relazione tra cuore e psiche, quindi anche tra depressione e problemi cardiaci, è già nota da molti anni. Non a caso lo Studio Interheart che ha abbracciato 52 paesi, nel 2004, ha dimostrato un punto essenziale:

“Lo stress psicosociale, assieme al fumo ed a tassi sanguigni sfavorevoli dei lipidi (colesterolo) è risultato nelle posizioni di testa, ancor prima dell’ipertensione arteriosa, del diabete e del sovrappeso”.

Chiaramente questo dato non vuole mettere in ombra l’importanza di fattori come il peso eccessivo nella scala dei rischi per il cuore, ma bisogna prendere in considerazione anche altri elementi. Soprattutto se ci troviamo di fronte a una tara ereditaria con i problemi cardiovascolari.

L’aspetto importante della ricerca è la sua capacità di mettere in risalto fattori psichici e sociali come la paura di perdere il lavoro, tensioni nella vita privata, esaurimento, assenza di relazioni sociali e depressione. Ma la relazione tra problemi legati alla salute cardiovascolari e depressione tocca aspetti più profondi,come sottolinea la ricerca di www.nature.com:

“Risk factors for CHD (coronary heart disease) such as hyperlipidaemia, hypertension, diabetes and inflammatory markers are associated with risk of depression. These findings indicate that CHD and depression may have shared mechanisms”.

Fattori di rischio per le malattie cardiache come iperlipidemia, ipertensione, diabete e marcatori infiammatori sono associati al rischio di depressione. Questi risultati indicano che le malattie del sistema cardiovascolare e depressione possono avere meccanismi condivisi.

Sintomi della depressione e problemi del cuore

Spesso tutto ciò che comporta la depressione influenza il buon funzionamento del sistema cardiaco. Quel che, ad esempio, rientra nei disturbi alimentari collegati alla depressione (inappetenza, cattiva gestione della dieta, abuso di cibi grassi e alcolici) può influenzare il rischio cardiaco. Stesso discorso riguarda l’eccesso di sigarette.

Aggiungiamo all’insieme l’immobilità, la necessità che spesso si riscontra negli stati depressivi di abbandonare le attività quotidiane come ad esempio lo sport e le buone abitudini che aiutano a stare bene.

Questo è un altro segnale di allarme che può amplificare il rischio di registrare disturbi di cuore e arterie. La sintesi è chiara: la depressione può aumentare le probabilità di infarto sia in modo diretto che indiretto, 

Chi ha problemi di cuore rischia la depressione

Photo by Kelly Sikkema on Unsplash

L’aspetto inverso del problema: chi ha già avuto infarti o altre disfunzioni del sistema cardiovascolare è a rischio depressione. La depressione può raggiungere l’infartuato con una probabilità del 20-30% e in tempi minimi, nelle prime due-quattro settimane (sportellocuore.it).

Questo aspetto pone ancora maggiore attenzione a un punto essenziale: la cura del proprio cuore e del sistema arterioso passa anche dalla salute mentale, dal benessere psichico. Chi soffre di depressione, riconosciuta da un professionista del settore, deve essere tutelato anche da problemi fisici che riguardano la salute del cuore. E viceversa.

Eventuali infarti possono essere il punto di inizio per uno stato depressivo dovuto alla condizione subita. Per questo la cura di entrambe le sfere (quella cardiaca e psichica) può fare la differenza. E salvare vite.

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