Cause e conseguenze della depressione senile

La depressione senile è una patologia che colpisce gli anziani e, troppo spesso, non viene valutata con la giusta attenzione. Anzi, in alcuni casi si ignora la condizione di sofferenza. 

Il motivo è semplice e riguarda la tipica situazione di chi è in avanti con l’età: spesso si confonde il tutto con la tipica stanchezza degli anni che scorrono. Quindi si dà poco peso a dei segnali che, invece, dovrebbero allertare conviventi, figli, parenti e responsabili.

Questo è ancora più giusto nel momento in cui si tiene in considerazione il fatto che la depressione senile può aprire le porte ad altri disturbi e aggravare il quadro clinico di chi ha già diversi problemi. Ecco cosa sapere su questa condizione troppo spesso sottovalutata.

Cos’è la demenza senile, una definizione chiara

Si tratta di un disturbo della sfera umorale che influenza le persone che superano i 65 anni di età. Questa condizione psicofisica intacca diverse routine anche indispensabili come l’alimentazione, il sonno e lo svolgimento delle attività quotidiane. Viene definita a tutti gli effetti una malattia che necessita di cure e non si tratta di semplice stanchezza o tristezza.

Ovvero condizioni che spesso sono ricorrenti tra gli anziani ed è per questo motivo che, sovente, la depressione geriatrica viene ignorata. O comunque passa inosservata nonostante i dati allarmanti. Ad esempio, secondo il portale mhanational.org: “More than two million of the 34 million Americans age 65 and older suffer from some form of depression”.

Bisogna ricordare che questa condizione non è una parte normale dell’invecchiamento, essere anziani non vuol dire per forza ammalarsi di tristezza e addirittura di depressione. 

Anche perché le co-occorrenze che portano a condizioni di sofferenza di diversi organi passano anche da una possibile depressione senile. Che bisogna scoprire e curare.

Come diagnosticare la depressione senile

Spesso questo disturbo non viene diagnosticato a causa dei tratti tipici della depressione come la tristezza, la voglia di non alzarsi dal letto e l’assenza di interessi verso gli impegni.

Ma in che modo la depressione nelle persone anziane si differenzia da quella dei giovani e degli adulti? C’è un tratto minore di negativizzazione dell’esperienza emotiva ma una somatizzazione in segnali fisici che devono essere ben interpretati dal medico curante:

  • Dolori al corpo.
  • Problemi gastrointestinali.
  • Difficoltà a dormire.
  • Perdita dell’appetito.
  • Problemi della memoria.

Chiaramente, anche nel caso della depressione senile si possono registrare le tendenze tipiche di questa malattia dell’umore come la conseguenza più grave, il suicidio.

“Depression also raises the risk of suicide, especially in older white men. The suicide rate in people ages 80 to 84 is more than twice that of the general population”.

Come suggerisce il portale www.webmd.com, la depressione dei soggetti anziani tende ad aumentare anche il rischio di suicidio, in particolar modo negli uomini bianchi più anziani. 

Il tasso di suicidi nelle persone tra 80 e 84 anni è più del doppio di quello della popolazione generale. Il National Institute of Mental Health – Istituto Nazionale di Salute Mentale, uno dei 27 istituti che compongono gli Istituti Nazionali di Salute in USA –  considera la depressione nelle persone di età pari o superiore a 65 anni un grave problema di salute pubblica.

Come riconoscere e curare la depressione senile?

In primo luogo bisogna ricordare che, in quanto malattia importante dell’umore, la depressione deve essere sempre curata e mai sottovalutata o svilita con frasi di circostanza. 

Però è giusto evidenziare che negli anziani questa condizione acquista un valore negativo ulteriore perché riduce le capacità di guarigione e riabilitazione. Inoltre può essere un elemento aggravante di altre patologie. Questo a prescindere dall’età del paziente:

“Depression produces the greatest decrement in health compared with the chronic diseases angina, arthritis, asthma, and diabetes. The comorbid state of depression incrementally worsens health compared with depression alone, with any of the chronic diseases alone, and with any combination of chronic diseases”.

Secondo questa ricerca pubblicata su Pubmed, la depressione si ripercuote negativamente su malattie croniche come artrite, asma e diabete. Senza dimenticare che c’è una forte relazione tra infarto e depressione. Ma anche con la demenza come sottolinea lo studio pubblicato su www.nature.com in cui si precisa: la depressione è un fattore di rischio accettato per la demenza, ma non è chiaro se questa relazione sia causale.

“Older men with the history of depression are at increased risk of developing dementia, although depression in later life is more likely to be a marker of incipient dementia than a truly modifiable risk factor. Older people with depression may be better viewed as potential targets of indicated prevention strategies”.

Gli uomini anziani soggetti a depressione sono maggiormente a rischio di sviluppare demenza e questo disturbo dell’umore può essere considerato un campanello d’allarme da valutare con attenzione. E da utilizzare come riferimento per terapie adeguate.

Si può affrontare la depressione senile?

Esistono terapie specifiche che si possono concordare con il proprio geriatra di fiducia insieme a uno psicoterapeuta specializzato. La concordanza di queste figure è importante perché condividere con una situazione critica è difficile ma la depressione tende a peggiorare la salute di chi ne è colpito. Il vero problema è che spesso le cause e gli effetti si rincorrono dato che tra le cause principali della depressione senile troviamo anche malattie gravi, disabilità, dolore, rischio di ricadute, amputazioni e interventi chirurgici invadenti.

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