Diagnosi precoce per curare l’Alzheimer, quanto è importante? Ecco le nuove frontiere

La diagnosi precoce per l’Alzheimer è una risorsa centrale per ottenere dei risultati vantaggiosi. E cercare di affrontare questa malattia nel miglior modo possibile. 

Anche perché, come suggerisce centroalzheimer.org, non stiamo più parlando di un male che non può essere affrontato e non lascia spiragli. Ci sono delle cure che possono mantenere attive le attività neurologiche per tempi maggiori. Ma c’è la necessità di affrontare questo problema in tempo. Così da poter somministrare precocemente:

“Interventi farmacologici con farmaci attivi sull’acetilcolina volti a mantenere integre le funzioni cognitive per un periodo di tempo fino ad un anno superiore a quanto accadrebbe lasciando il malato a sé stesso e a ritardare l’esordio della disabilità”. 

Tutto questo avviene se c’è la possibilità di fare una diagnosi precoce per l’Alzheimer. Da dove inizia questo percorso? Ecco come procedere e perché anticipare i tempi è sempre una buona idea in medicina. Ma anche e soprattutto quando si parla di Alzheimer.

Cos’è l’Alzheimer e perché è così pericolosa

Il morbo di Alzheimer è una malattia degenerativa e progressiva, quindi peggiora negli anni, che porta alla perdita della memoria e delle altre funzioni intellettive del soggetto affetto.

L’Alzheimer rappresenta una buona percentuale delle forme di demenza (si asseta tra il 50% e l’80% secondo alz.org) e non fa parte del normale processo di invecchiamento. Anche se, ovviamente, la terza età rappresenta il comune denominatore della popolazione affetta da Alzheimer dato che nella maggior parte dei casi il soggetto ha più di 65 anni.

Oggi ill morbo di Alzheimer  non è curabile. Però gli esperti concordano sul fatto che, nella stragrande maggioranza dei casi, l’Alzheimer è il risultato di complesse interazioni tra molteplici fattori, tra cui età, genetica, ambiente, stile di vita e condizioni mediche coesistenti. 

“Although some risk factors — such as age or genes — cannot be changed, other risk factors — such as high blood pressure and lack of exercise — usually can be changed to help reduce risk. Research in these areas may lead to new ways to detect those at highest risk”.

Sebbene alcuni fattori di rischio, come l’età o i geni, non possano essere modificati, altri come l’ipertensione e la mancanza di esercizio fisico, possono contribuire a ridurre il rischio.

Perché la diagnosi precoce è importante?

Una diagnosi precoce dell’Alzheimer offre una serie di vantaggi per le persone a cui viene diagnosticata. Ma anche per i parenti che devono affrontare il percorso medico del proprio caro. I vantaggi per chi si muove in anticipo sono medici, economici e psicologici.

In primo luogo dobbiamo sottolineare che una diagnosi precoce dell’Alzheimer consente di poter ottenere una spiegazione chiara alla persona che sta vivendo questa condizione. 

Questo passaggio può aiutare le persone che vivono l’Alzheimer – in prima persona o come accompagnatori – a prendere il controllo della condizione, vivere più a lungo e mantenere una buona qualità di vita che può essere mantenuta per diversi anni. D’altro canto tutto questo non riguarda solo l’aspetto sociale ed emotivo. Ci sono anche dei vantaggi medici quando si affronta l’Alzheimer in anticipo. Ecco cosa suggerisce ncbi.nlm.nih.gov:

“Recognition and management of risk for Alzheimer’s disease earlier in adult life is important to have the greatest impact. At this stage, lifestyle changes can be made that will slow or prevent the development of future disease. Vascular disease and dementia syndromes have many shared risk factors including hypertension, type 2 diabetes, smoking and poor diet and exercise habits”. 

Il riconoscimento e la gestione della malattia di Alzheimer nelle prime fasi è importante per avere un impatto maggiore sulle proprie condizioni. Noi sappiamo che questo morbo spesso è causato da una serie di cause concomitanti, sia impossibili da modificare che mutabili.

Cosa fare quando c’è stata la diagnosi precoce?

In primo luogo non bisogna lasciare che lo sconforto prenda il sopravvento. La prospettiva dell’Alzheimer non è facile da affrontare ma la diagnosi precoce consente di affrontare il problema con le giuste cure farmacologiche. Ma non solo, i vantaggi sono differenti.

Con una diagnosi precoce possiamo intervenire e cambiare lo stile di vita in modo da rallentare o impedire lo sviluppo delle condizioni peggiori. Ad esempio, le malattie vascolari e le sindromi da demenza hanno molti fattori di rischio condivisi tra cui ipertensione, diabete di tipo 2, fumo di sigarette, abitudini alimentari scorrette e assenza di esercizio fisico. 

Perché è così difficile fare diagnosi precoce dell’Alzheimer?

Il motivo è chiaro: questo tipo di malattia tende a essere confusa con altre condizioni tipiche dell’avanzare degli anni. Quindi è importante fare attenzione a una serie di segnali:

  • Perdita della memoria.
  • Difficoltà a pianificare.
  • Incapacità di problem solving.
  • Confusione tra tempi e luoghi.
  • Compiti domestici diventano complessi.
  • Perdita di oggetti e capacità di linguaggio.
  • Cambi di umore e personalità

Questi punti caratterizzano l’avanzare delle condizioni di allarme per poi procedere con la diagnosi precoce dell’Alzheimer. Diagnosi che non è semplice e procede su itinerari diversi:

In primo luogo, ricorda il sito di riferimento alz.org, c’è l’anamnesi della famiglia, poi si procede con un esame neurologico e diversi test per valutare la memoria e il pensiero. 

Il tutto si completa con analisi del sangue e imaging del cervello. Questa è la procedura per avere una diagnosi della possibile malattia di Alzheimer ma tutto deve partire da campanelli d’allarme che devono allertare il soggetto e i parenti per iniziare il percorso. 

Nuove evoluzioni della diagnosi precoce

La ricerca medica per affrontare l’Alzheimer è sempre in movimento. Uno degli ultimi passi avanti è stato fatto dall’Università di Bath (UK) che ha studiato e messo a punto Fastball, un nuovo metodo EEG per la misurazione passiva e oggettiva della memoria di riconoscimento, che non richiede risposta di memoria comportamentale o comprensione del compito.

In sintesi, questo metodo oggettivo individua e registra le onde cerebrali attraverso una cuffia con elettrodi. Nel frattempo il soggetto guarda delle immagini. Il punto di forza di questo metodo per effettuare una diagnosi precoce dell’Alzheimer? Dura 3 minuti: l’EEG valuta la capacità di differenziare le immagini in base all’esposizione e il paziente non deve fornire alcun dato, tutto viene rilevato in automatico estromettendo eventuali errori soggettivi. 

Questo metodo, ovviamente, è ancora in fase di studio ma ci permette di guardare con fiducia verso le evoluzioni della scienza per ottenere in tempi minimi la valutazione necessaria per una diagnosi rapida dell’Alzheimer. In modo da poter intervenire subito.