Qual è la differenza tra infarto e arresto cardiaco?

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Spesso si ignorano le differenze tra infarto e arresto cardiaco, utilizzando questi termini come sinonimi. Ciò avviene perché in entrambi i casi parliamo di eventi che abbracciano la sfera dei disturbi cardiovascolari con necessità di intervento rapido e specializzato. Ma non è corretto.

In realtà, per avere maggior chiarezza rispetto a questo tema c’è bisogno di approfondire i singoli avvenimenti che -lo ricordiamo- non sono sovrapponibili. Sono legati alla stessa area medica ma ci sono chiare differenze tra infarto e arresto cardiaco. Possiamo sintetizzare così:

“A heart attack is when one of the coronary arteries becomes blocked. The heart muscle is robbed of its vital blood supply and, if left untreated, will begin to die because it is not getting enough oxygen. A cardiac arrest is when a person’s heart stops pumping blood around their body and they stop breathing normally”.

L’attacco di cuore si manifesta quando una delle arterie coronarie si blocca. Quindi, come sottolinea la British Heart Foundation nel suo sito, bhf.org.uk, il muscolo cardiaco viene privato del giusto quantitativo di ossigeno. 

Un arresto cardiaco, invece, si registra quando il cuore smette di pompare sangue in tutto il corpo. Questo è importante per capire la distanza tra i due eventi. Però c’è sempre bisogno di approfondire. Cosa sapere in più rispetto alla differenza tra infarto e arresto cardiaco?

Cos’è un infarto, definizione

L’infarto – noto come infarto miocardico – può essere definito l’arresto di una coronaria, vale a dire un’arteria principale del muscolo cardiaco che porta ossigeno. Questa sospensione può essere totale o parziale e porta alla necrosi delle cellule cardiache. 

Questo blocco arterioso avviene a causa dei trombi, coaguli che si formano sulle pareti delle arterie colpite da una patologia molto nota e diffusa che porta il nome di aterosclerosi. 

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Photo by Nick Fewings on Unsplash

Cause dell’infarto

Le placche, note come ateromi, sono composte da lipidi e globuli bianchi. Questi elementi si staccano provocando, appunto, la formazione del coagulo che provoca il blocco dell’arteria coronarica. Con relativa necrosi dei tessuti del muscolo cardiaco interessato. 

Le cause che portano alla formazione delle placche si riscontrano, nella maggior parte dei casi, in una serie di cattive abitudini come una dieta ricca di grassi, fumo e alcool, eccesso di colesterolo nel sangue, diabete mellito e ipertensione arteriosa.

La tempestività dell’intervento

L’infarto necessita di cure immediate, anche se non appare subito grave. Le possibilità di sopravvivere all’evento cardiaco aumentano grazie alla velocità. Una velocità che riguarda la persona che registra i sintomi e l’arrivo dei sanitari chiamati con l’intervento rapido del 118. 

Ovviamente spesso il problema riguarda la non consapevolezza di avere un infarto perché non si riconoscono i sintomi, in altri invece si può confermare una tendenza a non chiamare i soccorsi per paura. Che adesso si collega anche al timore di essere contagiati da Covid-19:

“We were surprised to observe a significant reduction in the number of patients referred for coronary management of MI; this suggests that many patients may have stayed at home despite their symptoms of a heart attack,”

La Society for Cardiovascular Angiography and Interventions (SCAI) ha rivelano un calo del 70% dei pazienti che si presentano con infarto miocardico nel 2020 rispetto al 2019. 

Questo avviene perché molti pazienti rimangono a casa nonostante i sintomi. Vale a dire dolore al torace oppressivo, stanchezza, sudorazione fredda, fiato corto, vertigini e vomito. 

Cos’è un arresto cardiaco

Rispetto all’infarto, l’arresto cardiaco (nota anche come morte cardiaca improvvisa) si manifesta quando il cuore di un individuo smette di pompare sangue in tutto il corpo. Si assiste all’interruzione dell’attività cardiaca con relativo blocco di tutte le funzioni vitali. 

Questa condizione di chiusura dell’attività del cuore porta automaticamente a danni gravi agli organi principali e può provocare la morte di chi subisce l’arresto cardiaco. 

Quali sono le cause che portano a un arresto cardiaco? Nella maggior parte dei casi riguarda l’avvento di un’aritmia o di un infarto, in ogni caso i sintomi sono chiari:

  • Assenza di polso.
  • Perdita di conoscenza.
  • Assenza di respiro.
  • Collasso cardiocircolatorio.

Quindi, la differenze tra arresto cardiaco e infarto si definisce in primo luogo dall’immediatezza della condizione: la prima situazione appare immediatamente grave mentre la seconda può anche essere confusa con altre patologie meno preoccupanti. Ma in ogni caso bisogna sempre affrontare queste dinamiche con la giusta serietà.

Arresto cardiaco e infarto, come comportarsi

Photo by DESIGNECOLOGIST on Unsplash

Passiamo da un blocco immediato del cuore a un impedimento totale o parziale delle arterie che portano ossigeno al muscolo cardiaco. I due casi sono collegati da un possibile rapporto causa/effetto, dato che l’infarto può portare all’arresto cardiaco.

C’è da aggiungere che, in entrambi i casi, parliamo di circostanze che riguardano il cuore e devono essere affrontati con tempestività e serietà. Chiaramente l’arresto cardiaco richiama subito l’attenzione ed esige un intervento rapido ma anche l’infarto deve essere affrontato immediatamente. Senza tergiversare e aspettare che l’evento passi. Soprattutto se ci sono sintomi che possono diventare campanelli di allarme di una condizione preoccupante.

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