Digiunare fa bene alla salute? E al cuore?

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In molti casi si leggono dichiarazioni e opinioni che riguardano i vantaggi di un periodo più o meno lungo di totale assenza di cibo dalla tavola. Digiunare fa bene alla salute, vero o falso? Di sicuro sappiamo che prestare attenzione alla dieta è importante perché:

You should limit both total fat and saturated fat. No more than 25 to 35 percent of your daily calories should come from dietary fats, and less than 7 percent of your daily calories should come from saturated fat” – medlineplus.gov

Dovresti limitare i grassi, soprattutto se hai problemi di colesterolo e trigliceridi. Non più del 25-35% delle calorie giornaliere dovrebbe arrivare dai grassi alimentari e meno del 7% da quelli saturi che sono un vero problema per la salute del cuore. Si trovano nel burro, nella margarina e in molti formaggi ma anche nelle carni grasse come la salsiccia. Il problema?

Questi grassi si accumulano nel sangue, aumentano il colesterolo cattivo (LDL) e provocano un peggioramento delle condizioni cardiovascolari. Ma questo è solo uno dei tanti motivi per cui la dieta è il primo cardine di ogni attività preventiva. Sia per le persone con particolari rischi, sia per quelle che godono di buona salute.

Ciò potrebbe giustificare il digiuno?

Digiuno tra moda e tradizione

Digiunare per dimagrire. Questa è una delle idee più inflazionate da chi rincorre l’idea di poter perdere peso velocemente e ritrovare la propria forma in tempi minimi. Eliminare la fonte del problema, il cibo, diventa la soluzione per dimagrire: la sofferenza è massima ma per un tempo minimo. Seguire una dieta equilibrata, invece, comporta costanza e sacrificio.

Per questo viene rilanciata l’idea del digiuno, una pratica che ha anche alcuni risvolti religiosi in alcune culture ma che viene usata oggi per tagliare drasticamente le calorie assunte. Soprattutto per promuove la perdita di peso a breve termine. Ma è un’opzione valida?

“Studies in humans, almost across the board, have shown that intermittent fasting is safe and incredibly effective, but really no more effective than any other diet. In addition, many people find it difficult to fast”.

Secondo www.health.harvard.edu gli studi sugli esseri umani hanno dimostrato che la dieta a intermittenza è sicura e efficace, ma in realtà non più efficace di qualsiasi altra dieta. Inoltre, molte persone hanno difficoltà a digiunare e a mantenere dei ritmi adeguati.

Quindi a portare avanti questo regime nel tempo. Quando si definisce una strategia alimentare bisogna valutare anche la sua applicabilità. E il digiuno non sempre è applicabile a tutte le fasce della popolazione. Anche perché possono esserci diverse controindicazioni. Ma i vantaggi non riguardano solo la perdita del peso e l’equilibrio dei grassi corporei.

I vantaggi della dieta del digiuno

Diversi studi hanno confermato un punto: un digiuno a intermittenza, controllato e ben strutturato può avere diversi vantaggi sul corpo umano. Ecco cosa sottolinea il corposo articolo pubblicato su www.ncbi.nlm.nih.gov rispetto al tema del dgiuno intermittente:

“Animal models and human trials suggest that intermittent fasting  may have beneficial effects on weight, body composition, cardiovascular biomarkers, and aging. At the cellular level,  intermittent fasting  may also increase resistance against oxidative stress, decrease inflammation, and promote longevity”.

Studi sugli animali e sull’uomo suggeriscono che il digiuno intermittente può avere effetti benefici su diversi aspetti come peso, biomarcatori cardiovascolari e invecchiamento. 

A livello cellulare, può anche aumentare la resistenza contro lo stress ossidativo, diminuire l’infiammazione e promuovere la longevità. A tal proposito è utile leggere le dichiarazioni di Mark Mattson, uno dei più grandi studiosi dei benefici legati al digiuno intermittente:

“Nerve cells possess an innate ability to adapt to intermittent dietary challenges in ways that help them perform better and counteract the adversities of aging, thereby potentially delaying the development of neurodegenerative diseases of aging like Alzheimer’s and Parkinson’s,”

Le cellule nervose, secondo nia.nih.gov, sono in grado di adattarsi alle sfide dietetiche che propongono periodi di digiuno intermittente: consentono di contrastare le avversità dell’invecchiamento, ritardando potenzialmente lo sviluppo di malattie neurodegenerative.

Ci sono dei benefici per il cuore?

I dati a disposizione rispetto ai vantaggi di una dieta basata sul digiuno sono limitati, riguardano soprattutto gli studi sugli animali che però lasciano dei dati positivi. 

Una ricerca interessante è quella che prende in esame i membri della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni nello Utah: questa comunità, dedita al digiuno come routine religiosa, mostra una mortalità cardiaca inferiore rispetto agli altri abitanti degli Utah. 

Per adesso, però, i dati raccolti (https://europepmc.org/article/med/18805103) sono ancora esili per poter parlare di una correlazione diretta tra digiuno e benefici verso malattie cardiovascolari. Anche se, indirettamente, un regime alimentare rigoroso resta fondamentale per tenere sotto controllo le cause che portano ai tipici problemi del cuore e delle arterie.

Il digiuno conviene sempre?

Chiaramente siamo su un territorio che rischia di cadere facilmente verso i rischi che si possono immaginare senza tanti problemi. Il corpo ha bisogno dei giusti nutrimenti e  un digiuno prolungato, senza la giusta idratazione e intervalli per l’apporto di cibo, rischia di diventare pericoloso. Anche per le conseguenze sulla psiche e sull’equilibrio sociale.

Senza dimenticare che ci sono persone – donne incinte o che allattano, chi convive con una malattia cronica, diabetici, anziani e bambini – che non dovrebbero proprio considerare questa opzione. Già per avere un buon regime alimentare è sempre consigliabile consultare medico curante e nutrizionista: questa nota vale ancora di più nel momento in cui si dovesse pensare, in qualche modo, di considerare il digiuno intermittente come opzione. 

In alcuni casi può aiutare. Ma spesso diventa difficile da sostenere nel lungo periodo e una buona dieta, costante e di mantenimento, può dare effetti altrettanto validi e più sostenibili. In ogni caso, come sempre, la decisione rispetto al regime alimentare spetta al medico.

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