Quali sono gli effetti delle microplastiche sulla salute dell’uomo?

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Conoscere gli effetti delle microplastiche è fondamentale per avere un controllo chiaro rispetto alla salute individuale. Perché il rischio è quello di ignorare o sottovalutare l’incidenza di questi elementi sulla salute personale. E delle persone che ci circondano.

Spesso effettuiamo delle scelte alimentari solo in funzione del proprio gusto, dei desideri e delle abitudini quotidiane. In altri casi – come è giusto che sia – stabiliamo una dieta adeguata alla condizione patologica. Ad esempio decidiamo di mangiare tanto pesce per prenderci cura della salute cardiovascolare. Ed è sicuramente una buona idea.

Ma quali sono, nel lungo periodo, gli effetti delle microplastiche che si trovano negli alimenti? Ed è una condizione forzata? Le assumiamo sempre,a  prescindere dal tipo di scelta che effettuiamo al supermercato o dal nostro fornitore di fiducia? Ecco cosa sapere per comprendere i rischi di questa forma di inquinamento tipica dell’epoca contemporanea.

Cosa sono le microplastiche, una definizione

Con il termine microplastiche intendiamo frammenti minuscoli di materiale plastico disperso nell’ambiente che entrano in contatto con la flora e la fauna. Per essere definiti come tali, almeno dal punto di vista scientifico, i pezzi devono essere inferiori ai 5 millimetri. 

Plastic debris can come in all shapes and sizes, but those that are less than five millimeters in length (or about the size of a sesame seed) are called “microplastics.”

Questa è la definizione che ci suggerisce il sito web del National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) che ci indica anche la provenienza: in parte le microplastiche sono determinate dallo sgretolamento di porzioni più grandi e consistenti di materiale.

Materiale che non si decompone ma rimane nell’ambiente polverizzandosi. Inoltre, una parte delle microplastiche derivano da polietilene aggiunto in prodotti di bellezza esfolianti o alcuni dentifrici. I quali non subiscono totalmente l’azione dei filtri che lasciano passare le particelle.

Perché le microplastiche sono pericolose

Anche se gli studi sull’incidenza delle microplastiche sulla salute dell’uomo e della natura sono ancora in corso, è opinione comune considerare questa condizione dannosa perché le particelle possono essere incorporate nei tessuti degli animali con ingestione o respirazione.

Entrando, così, a far parte della catena alimentare. Perché questi animali possono essere cibo per altri predatori e per l’essere umano. Tutto questo è pericoloso perché, come indica lo studio del 2020 pubblicato su ncbi.nlm.nih.gov sull’argomento micro e noanoplastiche:

“Microplastics carry toxic chemicals in the ecosystems, thus serving as vectors of transport, they are themselves, on the other hand, a cocktail of hazardous chemicals that are added voluntarily during their production as additives to increase polymer properties and prolong their life”.

Gli effetti delle microplastiche possono essere imprevedibili: trasportano sostanze chimiche tossiche negli ecosistemi, ma al tempo stesso sono già da sole un mix di sostanze chimiche pericolose che vengono aggiunte volontariamente durante la loro produzione industriale.

Non dimentichiamo che, nello specifico, nelle microplastiche troviamo additivi e materie prime polimeriche sostanze chimiche assorbite dall’ambiente. Quali sono i risultati?

Effetti delle microplastiche sull’organismo

L’uomo assuma microplastiche. Lo fa ingerendo alimenti, bevendo acqua e respirando aria. Resta però il dubbio rispetto agli effetti reali di questo meccanismo sul corpo umano:

“Their fate and effects are still controversial and not well known. Only microplastics smaller than 20 µm should be able to penetrate organs, and those with a size of about 10 µm should be able to access all organs”.

Sempre la ricerca del 2020, pubblicata su ncbi.nlm.nih.gov, sottolinea che gli effetti delle microplastiche sull’uomo sono ancora poco noti. E che solo le particelle più piccole (µm sta per micrometro, un millesimo di millimetro) possono attraversare le membrane cellulari. 

Photo by Karina Tess on Unsplash

Anche se ancora non abbiamo dati certi rispetto alla pericolosità ufficiale delle microplastiche, possiamo confermare la presenza di queste sostanze nell’intestino umano grazie a uno studio del 2018: pubs.ciphi.ca ricorda che sono stati trovati fino a nove diversi tipi di microplastiche nei campioni di feci di otto persone provenienti da diversi paesi.

Il futuro delle microplastiche

Una parte del problema dipende dall’inquinamento legato alla plastica coriandolizzata a causa dell’erosione. Un’altra area, invece, riguarda la produzione e la dispersione di polietilene pensato per essere così piccolo. E che poi si muove nei mari e nei fiumi.

Diventando così cibo per i pesci che noi mangiamo. Ecco perché è così importante valutare con cura gli effetti delle microplastiche e mettere in pratica tutti gli stratagemmi per evitarle. Purtroppo la diffusione di queste microplastiche è ormai capillare, non legate solo al pesce:

“Microplastics have also been detected in common table salt, tap water and up to 90% of bottled water. Scientists found on average 325 microplastic particles per litre of bottled water (…) Recently, microplastics have even been found to be present in the air and in household dust. Most of us are likely to breathe in microplastics on a day-to-day basis”. 

Secondo sciencelearn.org.nz sono state rilevate microplastiche nel sale da cucina comune, nell’acqua del rubinetto e in bottiglia. Anche nel miele e nella birra. Inoltre, è stata riscontrata la presenza di microplastiche nell’aria e nella polvere domestica. Respiriamo microplastiche quotidianamente. Ogni giorno, anche tra le mura della nostra abitazione privata.

Questa è una realtà: possiamo fare poco per impedire la completa assunzione di microplastiche anche se è utile mangiare pesci dal ciclo vitale breve, evitare i grandi predatori (come tonno, salmone, pesce spada) e ridurre il più possibile la plastica in cucina.

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