Embolia polmonare: cause, sintomi, terapie

image_pdf

Per embolia polmonare si intende il blocco del flusso sanguigno in una delle arterie polmonari, causato da un coagulo di sangue formatosi in un vaso sanguigno (spesso nella gamba). Raramente si sviluppa dalle vene pelviche, renali, degli arti superiori o negli atri e ventricoli destri, prendendo in quel caso il nome di trombosi venosa profonda.

Se non si interviene tempestivamente, l’embolia polmonare può essere rischiosa per la vita. Infatti una parte del polmone viene deprivata di sangue dal blocco e può degenerare (infarto polmonare), rendendo difficoltoso fornire ossigeno al resto del corpo.

Sintomi

In base alla gravità dell’embolia (dimensioni del trombo, ma anche eventuali malattie polmonari o cardiache sottostanti del paziente) i sintomi variano. I più comuni sono:

  • Dolore al petto: si verifica specialmente durante un respiro profondo, ma anche tossendo o piegandosi.
  • Presenza di sangue nell’espettorato quando si tossisce.
  • Mancanza di respiro.
  • Aritmia.
  • Bassa pressione sanguigna.
  • Dolore o gonfiore alle gambe.
  • Febbre.
  • Vertigini.
  • Sudorazione eccessiva.

Cause dell’embolia polmonare

Abbiamo accennato al coagulo di sangue (trombo) che blocca un’arteria nei polmoni, ma anche altro materiale può creare un’embolia polmonare, come masse di tessuto tumorale, grasso dal midollo di un osso fratturato, liquido amniotico o anche bolle d’aria.

Ma perché si formano coaguli di sangue?

La coagulazione previene il sanguinamento, quindi è normale che si formino coaguli, anche se l’organismo dovrebbe poi scomporli. Ma in alcuni casi potrebbe non riuscirci.

I coaguli venosi si verificano più spesso nelle vene delle gambe, portando alla trombosi venosa profonda, più comune dell’embolia polmonare.

Altre cause dell’embolia polmonare sono danni alle vene dovuti a una frattura o a un intervento chirurgico (soprattutto nel bacino, nell’anca, nel ginocchio o nella gamba) o come conseguenza di malattie cardiovascolari (per esempio insufficienza cardiaca congestizia, fibrillazione atriale e infarto) o ictus.

Fattori di rischio

Condizioni e trattamenti medici e una prolungata immobilità aumentano il rischio di avere un’embolia polmonare.

Riguardo alle condizioni mediche, i pazienti cardiopatici, specialmente con malattie cardiovascolari, in particolare l’insufficienza cardiaca, hanno maggiori probabilità di avere un’embolia polmonare.

Tumori del cervello, delle ovaie, dello stomaco, dei polmoni, del colon, del pancreas e dei reni possono aumentare il rischio di coaguli di sangue e la chemioterapia lo aumenta ulteriormente.

Gli interventi chirurgici rappresentano una delle cause principali di formazione di coaguli sanguigni: per questo motivo prima e dopo un intervento chirurgico sono somministrati farmaci per prevenire la formazione di coaguli.

Anche chi ha sviluppato gravi sintomi da COVID-19 ha un aumentato rischio di embolia polmonare.

L’immobilità prolungata – lunghe degenze per interventi chirurgici, per esempio – rende più vulnerabili ai coaguli sanguigni, poiché il flusso di sangue venoso rallenta e il sangue può accumularsi nelle gambe, provocando a volte coaguli di sangue.

Embolia polmonare e malattie cardiache

Esiste una connessione fra l’embolia polmonare e le malattie cardiache?

Il coagulo sanguigno ha un ruolo importante nell’infarto. Nelle arterie si possono sviluppare placche formate da accumuli di colesterolo, tessuti fibrosi e cellule infiammatorie (aterosclerosi).

Con il tempo le placche possono fratturarsi provocando la formazione di un coagulo di sangue, che può bloccare l’arteria coronaria, privando il cuore di ossigeno e sostanze nutritive e causando un infarto.

I coaguli di sangue entrano in gioco anche nell’ictus. Nella fibrillazione atriale il sangue si può accumulare negli atri e questo può portare alla coagulazione. I coaguli possono entrare in circolo nell’organismo e, se raggiungono le arterie al cervello, possono causare un ictus.

Terapie per l’embolia polmonare

Anticoagulanti: farmaci (come warfarin ed eparina) che riducono la capacità del sangue di coagularsi, impedendo sia l’aumento di dimensioni di un coagulo sia la formazione di nuovi coaguli. Gli esempi includono warfarin ed eparina.

Filtro della vena cava inferiore: piccolo dispositivo metallico posizionato nella vena cava (il grande vaso sanguigno che restituisce il sangue dal corpo al cuore) utilizzato per impedire ai coaguli di raggiungere i polmoni.

Embolectomia polmonare: è un intervento chirurgico raro eseguito qualora non fosse efficace la terapia anticoagulante.

Terapia fibrinolitica: farmaci somministrati per via endovenosa per abbattere il coagulo e usati soltanto se in situazioni gravi.

Trombectomia percutanea: catetere inserito attraverso il vaso sanguigno fino al sito dell’embolia guidata dai raggi X e utilizzato per rompere l’embolia, estrarla o dissolverla usando la medicina trombolitica.

Ictus

Ictus: sintomi, cause e prevenzione

Un ictus si verifica quando in una parte del cervello viene a mancare l’afflusso di sangue per un blocco o per la rottura di un vaso sanguigno: ciò impedisce al tessuto cerebrale di ricevere ossigeno e sostanze nutritive. Le cellule cerebrali iniziano a morire in pochi minuti.

Please accept [renew_consent]%cookie_types[/renew_consent] cookies to watch this video.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: