eSports e Salute – Un semplice Hobby o anche allenamento

Praticare uno sport e mantenere uno stile di vita sano è da sempre un binomio imprescindibile.
Specie in periodi come questi, in cui la società odierna vive la necessità di trovare svaghi e stimoli che allenino il corpo e possano distendere la mente e per farlo, praticare uno sport può aiutare a sostenere i ritmi frenetici e lo stress di tutti i giorni.

Il parallelismo che unisce l’allenamento ad una attività fisica, tuttavia, da qualche anno sembra essere messo in discussione da una realtà sempre più presente specialmente tra i più giovani, gli eSports.

Cosa sono gli eSports

Con l’apertura nel 2019 di Kit McConnel, sport director del Comitato Olimpico, al settore dei videogiochi competitivi, il mondo dello sport si è detto entusiasta di abbracciare un nuovo concetto di competizione, probabilmente meno fisica ma molto dispendiosa in termini di energie mentali.
Gli eSports sono emulazioni e simulazioni di sfide, che possono comprendere le più svariate pratiche come tattici o guerra simulata, simulazione sportiva, strategici e sparatutto, attraverso l’utilizzo di sistemi elettronici ed informatici. Dunque videogiochi praticati da giocatori a livello professionistico.
Per dare una cifra dell’importanza che tali eventi stanno rivestendo a livello globale, basti pensare che tra il 22 al 24 luglio di quest’anno, a margine delle cerimonie ufficiali per l’apertura delle Olimpiadi di sarebbero state previste competizioni e spettacoli riguardanti il settore (poi rinviate a causa della pandemia).

Spesso con campionati che si svolgono per l’intero corso dell’anno per culminare con un grande evento finale, o addirittura con dei Mondiali, gli eSports vedono intere squadre di professionisti competere per montepremi che toccano i milioni di dollari e la fama di milioni di fans in tutto il mondo.

eSports e Salute: seduti non vuol dire sani

Nonostante praticare eSports all’apparenza possa sembrare innocuo e difficilmente soggetto a infortuni o malesseri fisici, ci sono eventi che dimostrano come il settore non sia privo di rischi per la salute, fisica e mentale, di chi li pratica.

Photo by Florian Olivo on Unsplash

Il giocatore Ray membro del team Cloud9 (realtà competitiva presente in più titoli nel settore dei videogiochi) durante l’evento Summer Split del 2017 ha apertamente parlato della sua depressione data dai ritmi incessanti di allenamento e dallo stress portato dalla competizione; il suo ex compagno di squadra Hai Lam ha riportato invece diverse problematiche ai polsi causate dall’alto mantenimento di performance durante le competizioni.

Non va poi dimenticato che la condizione sedentaria spesso imposta dalla pratica di queste attività conduce irrimediabilmente ad effetti negativi sulla salute.
Uno studio effettuato dal New York Institute of Technology College of Osteopathic Medicine su alcuni giocatori, ha riscontrato che chi pratica a livello professionistico un eSports  è maggiormente soggetto a lesioni o complicanze muscolo-scheletriche (specialmente alla colonna cervicale e lombare e degli arti superiori, 42%).
Come riportato dalla testimonianza precedente, non vanno poi dimenticate le problematiche che rivestono la sfera della salute mentale (quali depressione, disturbi metabolici e del ritmo circadiano e alessitimia) che possono manifestarsi durante la carriera di un atleta di eSports.

Passare ad un altro livello per risolvere il problema

Con il dilagare del fenomeno -specialmente nella fascia tra i 15 ed i 25 anni- ed un’attenzione mediatica sempre più incalzante e scrupolosa, i team che desiderano gareggiare a livello professionistico hanno dovuto sempre più prestare attenzione al benessere dei propri atleti per assicurare loro di poter dare il meglio lungo tutto il loro percorso.

Per prevenire infortuni e stati di malessere, sempre più squadre e atleti si sottopongono a costanti ed intensi allenamenti sia fisici che psicologici ed a programmi che comprendono:

  • Alimentazione sana
  • Un giusto ritmo sonno/veglia
  • Assistenza psicologica
  • Attività all’aria aperta

Non solo, molte realtà agonistiche spingono i componenti della formazione a condividere persino gli stessi ambienti domestici attraverso delle gaming house, dove rispettare delle tabelle di marcia ben stabilite ed essere seguiti costantemente dal proprio personal trainer.

Photo by Luis Quintero on Unsplash

È stato ormai ampiamente documentato, infatti, come il detto latino “mens sana in corpore sano” sia un’affermazione ancora più che attuale ed il mondo degli sport elettronici non fa eccezione; laddove è vero che chi pratica eSports in un certo senso allena la mente ed ha una maggiore tendenza a sviluppare capacità attentive e riflessi cognitivi per l’alta mole di input generata da queste competizioni, è altrettanto vero che uno scorretto stile di vita sia dal punto di vista alimentare sia dal punto di vista dell’esercizio fisico sottrae qualità alle future prestazioni.

GG! Un “gioco” da due miliardi di dollari

Come molti dei principali eventi e manifestazioni sportive, anche le competizioni eSports tengono in piedi un impianto economico ed un giro di introiti da milioni e milioni di dollari. Nel 2018 il settore degli sport elettronici ha mosso un capitale di 906 milioni di dollari con una percentuale di spettatori pari al 79%, numeri vicini a quelli della NBA e della NFL.
Secondo una ricerca della Goldman Sachs, nel 2021 i numeri toccheranno quote elevatissime, un giro d’affari di 2.3 miliardi di dollari ed un numero di spettatori su Twitch (principale piattaforma di streaming per eventi eSports ndr) durante gli eventi superiore alle principali piattaforme streaming quali Netflix e HBO; con una rilevanza mediatica sempre più grande e premi da milioni di dollari l’interesse da parte delle principali multinazionali e sponsor di tutto il mondo era inevitabile.
La previsione infatti è che di questo gigantesco flusso economico il 42% dei ricavi derivi da azioni di sponsorizzazione frutto dell’interesse di main sponsor quali Coca-Cola, Red Bull, Logitech, Samsung, Mercedes, Gillette, Toyota, McDonald’s e tanti altri. Jurre Pannekeet, analista del sito Newzoo sostiene infatti:

Se nel 2017 gli investimenti di marchi extra settore hanno costituito il 67% delle entrate complessive degli eSports, nei primi 3 mesi del 2018 erano già oltre il 68%. Si tratta di sponsorizzazioni di alto livello, con budget molto più consistenti di quelli delle aziende cosiddette endemiche

Assicurando quindi un benessere economico al settore destinato a crescere esponenzialmente in breve tempo.

Conclusioni: giocando si impara

Quella degli sport elettronici sembra essere una realtà destinata a crescere investendo molte delle nostre abitudini nel pensare allo sport e dagli sviluppi interessanti.

Gli investimenti e l’attenzione nel settore da parte di molte grandi aziende fanno credere ad una progettualità che sembra essere solo all’inizio; l’assistenza medica e la ricerca scientifica nell’ambito sportivo si sono dimostrate di significativo e fondamentale impatto per la pratica agonistica e non, e la prevenzione a tutela della salute degli atleti in tutti gli sport. Nasce spontanea e doverosa una considerazione su quanto questo apporto non possa rivelarsi altrettanto utile anche nell’approccio ad un nuovo mondo come quello degli eSports e quanto ancora la ricerca medico/scientifica debba svelare su questo argomento, come su le applicazioni di una realtà simile per soggetti con gravi danni motori ed i benefici alla capacità di reazione e dell’attenzione.


Claudio Giulio Catena

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