Fake News e Salute: Prevenire è meglio che curare

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Nell’era dei social e della condivisione digitale, ci troviamo sempre più davanti la necessità di imparare a distinguere quelle che sono informazioni o articoli di rilevanza culturale e quali invece riportano notizie viziate o addirittura inventate di sana pianta. Uno dei fenomeni più significativi è quello delle Fake News, ovvero false notizie mascherate da scoop scientifici e che spesso vengono proposte come segreti svelati da illustri personaggi del mondo medico/scientifico. Presentate da titoli accattivanti e piene di riferimenti dalla dubbia autorevolezza scientifica, quasi nessuno si prende la briga di verificarne la veridicità e, senza dubbio, sono uno dei peggiori nemici della medicina e della divulgazione scientifica.
Tra gli esempi più famosi ci sono notizie che riportano come i vaccini siano causa di autismo, o come alcuni piatti precotti aumenterebbero il rischio di cancro, fino ad alcune sostanze (come lo zenzero) che avrebbero proprietà curative migliori della chemioterapia.

Proprio su questo tema, si è sviluppata un’indagine della NBC News, che ha analizzato alcune delle fake news che circolano sul web, prendendo in esame principalmente le notizie in grado di generare un cospicuo numero di click, a partire dai 50 articoli che da soli hanno generato oltre 12 milioni di commenti e condivisioni.
Da questi dati emerge infatti che gran parte dell’utenza di internet, usa questo canale per cercare informazioni ed aggiornarsi autonomamente sulla salute; secondo questa indagine la maggior parte delle notizie finte prodotte, vengono pubblicate e condivise attraverso i Social Media (in particolare Facebook) con l’obiettivo di generare clickbait (ovvero il fenomeno che consente di avere un elevato numero di click traendone profitto) e, di conseguenza, speculare sul flusso di utenza portato dall’articolo al fine di produrre guadagni con notizie fasulle o senza alcun fondamento.
Il risultato finale di un simile metodo è tuttavia, quello di creare allarmismo e confusione in maniera infondata nella popolazione, che spesso non ha armi culturali o di conoscenza per verificarne la fonte o autenticarne le informazioni. Articoli con analisi fittizie dei danni derivanti dall’uso di alcuni farmaci in relazione allo loro composizione chimica ad esempio, senza poterne appurare la concretezza e spingendo ad un utilizzo maggiore di palliativi naturali.

Senza entrare specificatamente nel merito della questione, giova sottolineare come per molti prodotti il fatto di essere “naturali” non significa al tempo stesso essere “salutari” ed anche in questi casi andrebbero accertate le fonti e le ricerche svolte.
A tal proposito ad esempio si potrebbe parlare della presenza di quantità elevate di citrinina (prodotto nefro/geno tossico) in molte confezioni di riso rosso utilizzato per “combattere” il colesterolo.
Oppure, alcune eclatanti fake news riguardanti miracolose proprietà di alcune piante, come “Lo zenzero è 10.000 volte più efficace nell’uccidere il cancro rispetto alla chemio”, come recitava il titolo di un articolo che ha avuto oltre 800mila condivisioni tra le piattaforme digitali e, che non ha alcun fondamento scientifico. Questi, solo alcuni esempi di come ciclicamente compaiano sul web informazioni che pubblicizzano proprietà o capacità curative derivate da piante (aglio, papaia, fiore di sambuco etc.).
Nessuna di queste notizie risulta essere suffragata da un qualche lavoro scientifico.  

Come per gli esempi riportati, ve ne sono altri che “colpiscono” con inopportuna aggressività settori primari per la salute pubblica. Tra questi ci sono tutti gli articoli di scarsa o inesistente validità che riguardano i vaccini, un presidio fondamentale per proteggere la comunità da malattie epidemiche, considerata sicura dalla comunità medica e scientifica di tutto il mondo. Molti gruppi o movimenti anti-vax, verosimilmente con interessi specifici e senza alcuna provata formazione medico/scientifica hanno allarmato la popolazione, accusando attraverso una campagna di disinformazione ben articolata, i vaccini di procurare gravi danni, sino a portare alla morte.

Photo by Max Muselmann on Unsplash

In tal specifico caso, a guidare nel 2019 questa vasta, complessa e poi diventata virale (proprio come le malattie che certi speculatori assicurano di poter miracolosamente curare NdR) campagna di disinformazione su i vaccini ci sono stati siti come: “Natural News” (che conta più di 3 milioni di iscritti solo sulla sua pagina Facebook), “Children’s Health Defense” (un’organizzazione guidata dall’attivista anti-vax Robert Kennedy Jr) e “Stop Mandatory Vaccination”, un sito web guidato dall’attivista Larry Cook. Ovviamente anche nel nostro Paese si sono palesati personaggi di varia e poco credibile cultura scientifica, portando il loro sostegno alla causa e che speculando su tali argomenti, hanno generato una corte di “Ultras” della battaglia no-vax.

Conseguenze e Soluzioni

Immancabilmente l’impatto generato dalla pubblicazione incontrollata di certe notizie sulla salute del cittadino, può avere conseguenze catastrofiche nel breve e soprattutto nel lungo periodo (pensiamo alla mancata vaccinazione dei bambini), se consideriamo che solo nel 2012 in Italia si è riscontrata una sensibile decrescita nelle vaccinazioni. Dopo una ricerca in tal senso, si è conseguentemente scoperto che proprio quell’anno molti utenti del web, attraverso Google avevano cercato la correlazione fra i vaccini e autismo e, avevano trovato quasi esclusivamente risposte solo da fonti no-vax. Per combattere efficacemente tale disinformazione è necessario un maggiore controllo, ad oggi assolutamente inadeguato, di quanto pubblicato e condiviso sui vari social e più in generale nel web. La disinformazione sulla salute è purtroppo un problema in crescita specialmente quando, senza alcun filtro, chiunque può informarsi autonomamente senza essere guidato o saggiamente instradato. Proprio per arginare questo fenomeno, di fronte alle pressioni del mondo medico e politico, molti social media stanno apportando profonde modifiche al fine di vietare o limitare la diffusione di informazioni false, oltre ad un maggiore impegno da parte delle Istituzioni predisposte nel generare una corretta comunicazione scientifica ed avvantaggiare la fruizione da parte dell’utenza di una compassata informazione.

Proprio per queste ragioni, per far chiarezza sui tanti dubbi venutisi a creare ed agevolare una migliore acquisizione di informazioni veritiere, l’Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato un “fact checking” che interviene in maniera puntuale su diversi aspetti legati alle malattie ed alle vaccinazioni ad esse correlate. Di questa pagina riportiamo alcune informazioni rilevanti

E’ falso che:

• I vaccini possono indebolire il sistema immunitario e portare alla comparsa di malattie autoimmuni. 
• I vaccini, in particolare quello contro Morbillo, Parotite e Rosolia (MPR), causano l’autismo. Dai numerosi studi effettuati non emerge alcuna correlazione tra il vaccino MPR e l’autismo. Lo studio che riportava il legame è stato dimostrato fraudolento e l’autore è stato radiato dall’albo dei medici del Regno Unito.

È vero che:

• L’attuale riduzione delle coperture vaccinali ha provocato la recrudescenza di alcune malattie come il morbillo.
• Il morbillo può essere causa di gravi complicanze e danneggiare temporaneamente le difese immunitarie. 
• L’Italia è uno dei 14 Paesi dove il morbillo è ancora endemico ed è nella “top ten” dei paesi che hanno segnalato più casi a livello mondiale da Novembre 2016 ad Aprile 2017. Dall’inizio del 2017 sono stati notificati oltre 3.500 casi, molte complicanze gravi inclusi casi di polmonite, 2 casi di encefalite e 2 decessi. Il 40% circa dei casi è stato ricoverato in ospedale, a conferma della gravità della malattia. Il 35% circa dei casi ha riportato almeno una complicanza.

Claudio Giulio Catena

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