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Fibrillazione atriale: prevenzione primaria e secondaria

La Fibrillazione Atriale (FA) è la più comune aritmia sostenuta. Essa si presenta come un’alterazione del ritmo che caratterizza il cuore, in linea di massima verso un irregolare, di solito accelerato.  Gli atri cardiaci hanno infatti un ritmo di apertura e chiusura ben definito per gestire il flusso di sangue, e la fibrillazione atriale comporta un rapido aumento del battito in modo non regolare.

Tipi di fibrillazione atriale

Esistono diverse tipologie divise in base alla ripetizione dell’evento nel tempo. La fibrillazione atriale è una patologia che per anni può rimanere nascosta, presentarsi in modo occasionale o accompagnare la vita delle persone. Per questo si divide in:

  • Parossistica: il disturbo ha durata incerta ma si risolve in autonomia.
  • Persistente: deve essere curata, non passa spontaneamente.
  • Permanente: anche se curato, il disturbo persiste.

Incidenza sulla popolazione

Nello Studio ATRIA condotto nella fine degli anni 90 si riportava una prevalenza intorno allo 0.95%; la percezione che tale dato fosse sottostimato è stata confermata da dati epidemiologici più recenti (Studio ISAF), che hanno calcolato una prevalenza dell’FA nella popolazione italiana dell’1,85% .

L’incidenza però aumenta con l’aumentare dell’età, per cui ogni 10 anni l’incidenza raddoppia. A 85 anni si attesta intorno al 18%, sopra i 90 anni al 22%.   
Se analizziamo i dati dell’INCIDENZA si può evincere che la mediana di età è di 75anni, vale a dire che oltre il 50% dei soggetti con FA ha più di 75anni.

Le stesse considerazioni valgono per la PREVALENZA della malattia. Essa aumenta con l’invecchiamento tanto per il genere maschile che per il femminile. I pazienti con FA sono spesso fragili e compromessi dal punto di vista clinico.
Per la maggior parte infatti sono anziani, con cardiopatia e con un alto tasso di comorbidità.

Le comorbidità che si associano più frequentemente alla FA:

Prevenzione primaria

La prevenzione primaria si riferisce agli sforzi volti a prevenire la comparsa della fibrillazione atriale (FA) in persone che non hanno ancora sviluppato la condizione. Come abbiamo avuto modo di leggere, infatti, l’incidenza della FA aumenta all’aumentare dell’età, ed è pertanto importante ostacolare l’insorgenza della malattia combattendo le cause e i fattori predisponenti. Alcune misure che possono essere adottate includono:

  • Controllo del battito: come riporta il sito salute.org “controlla ogni tanto, con l’aiuto del medico curante […], la frequenza e il ritmo dei battiti del tuo cuore, per facilitare l’eventuale diagnosi precoce di FA.
  • Stile di vita sano: Adottare uno stile di vita sano, che comprende una dieta equilibrata, l’esercizio fisico regolare, il controllo del peso e l’evitare il fumo, può aiutare a ridurre il rischio di sviluppare FA.
  • Gestione delle malattie croniche: Controllare le condizioni di salute sottostanti come l’ipertensione, il diabete, l’obesità e le malattie cardiache può ridurre il rischio di sviluppare FA.
  • Riduzione del consumo di alcol: Il consumo eccessivo di alcol può aumentare il rischio di FA. Limitare il consumo di alcol secondo le linee guida raccomandate può contribuire alla prevenzione.
  • Praticare sport e attività fisica in modo controllato.

A proposito di quest’ultimo punto, l’Istituto Superiore di Sanità ricorda che ci sono pareri contrastanti rispetto alla classica equazione tra sport e malattie del cuore:

“Maggiore è la frequenza, la durata e l’intensità di attività fisica, maggiori sono i benefici sulla malattia (…). Anche se dai dati raccolti non è possibile stabilire la relazione di causa/effetto tra attività fisica e fibrillazione atriale, questo risultato ci suggerisce che l’attività fisica è un fattore di protezione verso gli episodi di Fa”.

Prevenzione secondaria

La prevenzione secondaria si riferisce alla gestione della fibrillazione atriale in pazienti che hanno già ricevuto una diagnosi precedente. L’obiettivo principale è ridurre il rischio di complicanze associate alla FA, come ictus, insufficienza cardiaca e altre aritmie. Alcune strategie utilizzate includono:

  • Anticoagulazione: Gli anticoagulanti come warfarin o i più recenti farmaci anticoagulanti orali diretti (DOAC) sono prescritti per ridurre il rischio di coaguli di sangue e ictus nei pazienti con FA ad alto rischio di tromboembolia.
  • Controllo del ritmo: L’obiettivo è ripristinare e mantenere un ritmo cardiaco regolare. Ciò può essere fatto attraverso l’uso di farmaci antiaritmici o procedure come la cardioversione e l’ablazione atriale.
  • Controllo della frequenza cardiaca: In alcuni pazienti, è preferibile controllare la frequenza cardiaca invece di cercare di ripristinare il ritmo sinusale. Farmaci beta-bloccanti, calcio-antagonisti o digossina possono essere utilizzati per controllare la frequenza cardiaca.

Gestione dei fattori di rischio: La gestione dei fattori di rischio come l’ipertensione, il diabete, l’obesità e l’apnea ostruttiva del sonno è importante per migliorare il controllo della FA e ridurre il rischio di complicanze.

Principali farmaci utilizzati per la gestione della fibrillazione atriale:

  • Anticoagulanti: Warfarin, dabigatran, rivaroxaban, apixaban ed edoxaban sono esempi di farmaci anticoagulanti utilizzati per ridurre il rischio di coaguli di sangue e ictus nei pazienti con FA ad alto rischio di tromboembolia.
  • Farmaci antiaritmici: Amiodarone, propafenone, flecainide, dofetilide e sotalolo sono alcuni dei farmaci antiaritmici che possono essere utilizzati per ripristinare e mantenere un ritmo cardiaco normale nei pazienti con FA.
  • Beta-bloccanti: Farmaci come il metoprololo, il propranololo e l’atenololo possono essere prescritti per controllare la frequenza cardiaca e ridurre i sintomi associati alla fibrillazione atriale.
  • Calcio-antagonisti: Verapamil e diltiazem sono esempi di farmaci calcio-antagonisti utilizzati per controllare la frequenza cardiaca nella FA.

Conclusioni

È importante sottolineare che la gestione della fibrillazione atriale è un processo complesso che richiede una valutazione e una consulenza medica individualizzata. Il trattamento farmacologico e le strategie di prevenzione possono variare a seconda dei fattori di rischio, delle condizioni di salute del paziente e delle preferenze personali.

Si consiglia sempre di consultare un medico per una valutazione adeguata e un piano di trattamento appropriato.