Giornata Mondiale Contro l’AIDS: ecco perché è così importante

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Il 1 dicembre di ogni anno si ricorda la Giornata Mondiale Contro l’AIDS, un appuntamento fondamentale per la medicina e la società. Il motivo è semplice: anche se oggi l’attenzione è rivolta alla pandemia da COVID-19, la diffusione del virus dell’HIV è ancora preoccupante.

L’obiettivo fondamentale di questa giornata mondiale, istituita per la prima volta nel 1988, è la continua sensibilizzazione nei confronti di un’epidemia che ha raggiunto il picco nel 2004, ma che ancora nel 2019 contava ben 690.000 vittime per malattie opportunistiche legate all’AIDS nel mondo (hiv.gov).

Numeri senz’altro in miglioramento e che lasciano sperare (seppur confrontandoli con il triste primato dei 1,1 milioni di decessi del 2010) ma che non possono ancora rappresentare la sconfitta definitiva del virus.
Sebbene la diffusione dei farmaci ha raggiunto altissimi livelli qualitativi quasi inimmaginabili solo fino a pochi anni fa – e lo stesso vale per la prevenzione – c’è sempre bisogno di mantenere alto il livello di attenzione.

La Giornata Mondiale contro l’AIDS serve proprio a questo: mantenere alta l’attenzione – tra i più giovani ma non solo – e puntare lo sguardo verso i problemi che riguardano la diffusione del virus nei paesi del Terzo Mondo, dove l’accesso alle cure è ancora più difficile.

Come e quando nasce la Giornata Mondiale Contro l’AIDS

Questo appuntamento è stato istituito nel 1988 e, come suggerisce il sito ufficiale, è stata la prima giornata mondiale dedicata alla salute ad essere stabilita a livello globale. Il suo scopo è quello di unire le persone e mobilitarle per combattere l’HIV in modi differenti. Ad esempio? In che modo?

Condividendo i principi della prevenzione, le storie di persone che oggi convivono con questa condizione, le opere per ricordare coloro che sono morti per malattie correlate. 

Il simbolo della Giornata Mondiale Contro l’AIDS è il fiocco rosso incrociato che nasce nel 1991 da un singolo nastro, sinonimo in linea generale della lotta contro l’HIV.

Perché è così importante la giornata mondiale dell’HIV?

In primo luogo perché deve ricordare a tutti che questa epidemia, anche se ha rallentato notevolmente la diffusione ed è più facile da contenere rispetto al passato, è ancora mortale.
O comunque impone numeri difficili da gestire per la sanità mondiale. Qualche esempio:

Photo by Jonathan Borba on Unsplash
  • 26 milioni di persone accedono alla terapia antiretrovirale (dato aggiornato al mese di giugno 2020).
  • Al 2019 circa 38 milioni di individui nel mondo convivevano con una diagnosi di positività al virus dell’HIV.
  • Soltanto nel 2019 sono state diagnosticate 1,7 milioni di nuove infezioni da HIV.
  • Dall’inizio dell’epidemia al 2019, circa 75,7 milioni hanno contratto l’AIDS.

Infine il dato più difficile da commentare: dal 1981 (anno in cui per la prima volta venne identificata la nuova patologia) fino alla fine del 2019, 32,7 milioni di persone sono morte per malattie opportunistiche legate all’AIDS. Anche per questi dati è giusto portare all’attenzione di tutti l’obbligo di seguire le giuste precauzioni. 

La situazione Africana

Altro aspetto fondamentale è l’importanza di ricordare la presenza quasi endemica del virus nei paesi socio economicamente meno sviluppati. L’Africa è oggi il continente più colpito al mondo da questa epidemia: circa il 60% di tutti i soggetti colpiti dalla malattia vive nel continente a fronte del 12% di popolazione mondiale.
La difficile condizione economica presente in molti Stati, unita alla diffidenza culturale presente in molti villaggi rurali riguardo i metodi di protezione dalla malattia (come l’utilizzo del profilattico), porta ancora oggi moltissime persone ad infettarsi, finanche a trasmettere la malattia ai propri figli al momento del parto.
L’alta circolazione del virus unito alla diffidenza per l’uso del profilattico ed alle scarse risorse economiche della popolazione (che, di fatto, ha difficoltà a potersi permettere le cure antiretrovirali oggi disponibili) rende il tasso di mortalità per AIDS in Africa il più alto del mondo.

Aumentare la conoscenza, mantenere alta la guardia

La Giornata Mondiale Contro l’AIDS ricorda al pubblico e alle istituzioni che l’HIV non è scomparso. Quindi c’è ancora bisogno di raccogliere fondi, aumentare la consapevolezza e l’attenzione. Non a caso in Italia affrontiamo un problema legato proprio a questo:

“Per circa il 35% delle nuove diagnosi di sieropositività all’HIV il successo delle terapie è fortemente compromesso dal ritardo con cui le persone decidono di sottoporsi al test. Sono dati che dimostrano quanto sia ancora impegnativa la battaglia contro il virus dell’HIV, per quanto la ricerca clinica stia andando avanti”.

aifa.gov.it

Questo è ciò che suggerisce www.aifa.gov.it. Senza dimenticare che un altro motivo che porta a considerare importante la Giornata Mondiale Contro l’AIDS è la discriminazione, la lotta a tutte le iniziative che spingono le persone che hanno contratto l’HIV in condizioni di subordinanza sul lavoro, nei luoghi pubblici e nella vita quotidiana.

Quali sono le iniziative per la Giornata Mondiale Contro l’AIDS?

In primo luogo ci sono diversi eventi di sensibilizzazione che, nella loro semplicità, aiutano a far crescere e rinforzare la necessità di un approccio sistemico alla lotta contro l’HIV che parte dalle attenzioni individuali. Quindi, in molti casi assistiamo all’illuminazione di luoghi pubblici con il colore rosso che ricorda, appunto, la simbologia della lotta all’AIDS.

Photo by sergey mikheev on Unsplash

D’altro canto questa è solo la punta dell’iceberg. L’aspetto più importante degli incontri legati alla Giornata Mondiale Contro l’AIDS riguarda i tanti appuntamenti che si susseguono nelle istituzioni pubbliche, anche a livello governativo e ministeriale, nelle scuole e nei luoghi della sanità per affrontare il tema dell’HIV attraverso prospettive differenti.

Mantenere alta la consapevolezza è oggi ancora più importante a causa della COVID-19.
La pandemia legata al Coronavirus ha catalizzato l’attenzione e gli sforzi, togliendo risorse ad altre condizioni problematiche. Chiaramente i servizi essenziali sono sempre garantiti ma non deve mai mancare l’attenzione a tutto il resto. Anche perché le recenti ricerche ci mostrano che:

“People infected with HIV are twice as likely to suffer from heart disease, research has found. Analysis of global figures reveals that HIV-associated cardiovascular disease has more than tripled in the past 20 years as more people are living longer with the virus”. Le persone con infezione da HIV hanno il doppio delle probabilità di soffrire di malattie cardiache. L’analisi dei dati rivela che le malattie cardiovascolari associate all’HIV sono più che triplicate negli ultimi 20 anni dato che le persone vivono più a lungo con il virus.

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