Giornata Mondiale contro la discriminazione

image_pdfSalva in PDF

La Giornata Mondiale contro la discriminazione si celebra ogni anno l’1 marzo.

La storia di questa giornata risale all’1 marzo 2014, quando l’ONU accolse la campagna contro la discriminazione nella Giornata mondiale contro l’AIDS , lanciata da UNAIDS (un programma delle Nazioni Unite sull’HIV e sull’AIDS), nel dicembre 2013.

L’intenzione fu di estendere la lotta alla discriminazione: non più soltanto a favore dei malati di AIDS, ma anche a quanti ogni giorno vengono discriminati per motivi razziali e religiosi o anche in base al sesso, all’orientamento sessuale, all’età, fino ad arrivare ai fenomeni di bullismo nelle scuole o negli ambienti di lavoro.

“E se…”: il tema del 2018 come guida contro la discriminazione

Nel 2018 il tema era un semplice “what if…”, che riassumeva comunque il senso e lo spirito di questa giornata. Con quel semplice “E se…” venivano messe in evidenza situazioni quotidiane in cui si possono verificare casi di discriminazione.

  • E se la persona che ti serve il caffè fosse un rifugiato, torneresti in quel bar?
  • E se la persona che ti ha venduto la verdura fosse affetta da HIV, compreresti ancora del cibo?
  • E se il tuo vicino avesse la tubercolosi, ti fermeresti a chiacchierare?
  • E se un amico di tuo figlio vivesse con una persona affetta da HIV, li lasceresti giocare insieme?
  • E se il tuo vicino avesse una religione diversa dalla tua, l’accoglieresti ancora a casa tua?
  • E se il tuo collega fosse omosessuale, lavoreresti ancora con lui?

Un invito a riflettere, dunque.

Cosa si propone la Giornata Mondiale contro la discriminazione

Il significato universale di questa giornata sta nel diritto di ognuno di vivere con dignità la propria vita, senza subire discriminazioni a causa dell’età, sesso, genere, orientamento sessuale, disabilità, razza, etnia, lingua, stato di salute, posizione geografica, situazione economica o a causa di qualsiasi altro motivo.

Gli obiettivi di UNAIDS sono di arrivare a un mondo più equo e giusto, eliminando ogni forma di discriminazione, che ogni giorno colpisce in qualsiasi ambito.

Come raggiungere questi obiettivi?

Questa giornata, chiamata anche “Giornata Zero Discriminazione”, si propone di fare informazione ogni anno per promuovere un vero cambiamento nella mentalità di molti, anche perché spesso la discriminazione si basa sulla disinformazione.

Le parole di Michel Sidibé, direttore esecutivo di UNAIDS, sono fin troppo chiare al riguardo: “Non realizzeremo la nostra visione per la salute né realizzeremo nessuno degli obiettivi di sviluppo sostenibile se non affrontiamo la discriminazione”.

Giornata Mondiale contro la discriminazione: il tema del 2021

group of people using laptop computer
Photo by Christina Morillo on Pexels.com

Il tema di quest’anno della Giornata sulla lotta contro la discriminazione è dedicato a donne e ragazze: una giornata contro la discriminazione subita ogni giorno da donne e ragazze per promuoverne l’uguaglianza e l’emancipazione.

Nonostante vi siano paesi che hanno compiuto enormi passi avanti sulla lotta alla discriminazione contro le donne, raggiungendo grandi progressi verso l’uguaglianza e la parità di genere, la discriminazione contro le donne esiste ancora in parecchi altri stati del mondo.

Questo tipo di discriminazione – come anche ogni altra forma di discriminazione – influisce negativamente sulla vita, sulla salute, sul benessere, anche morale, delle donne, poiché è di fatto una violazione dei loro diritti. Leggi che discriminano donne e ragazze sono purtroppo ancora in vigore in molti stati.

UNAIDS ha evidenziato 7 aree in cui si verificano discriminazioni contro donne e ragazze e su cui pone l’attenzione per chiedere un cambiamento.

1) Parità di diritti

  • Le leggi discriminatorie colpiscono circa 2,5 miliardi di donne e ragazze in tutto il mondo.
  • Nella maggior parte dei paesi africani e in quasi metà dei paesi asiatici alle donne è limitato l’accesso alla terra e ad altri tipi di proprietà.
  • Oltre una donna su 5 in molti paesi è una sposa bambina, contraendo matrimonio prima dei 18 anni.

2) Equa partecipazione alla vita politica

A livello globale solo il 24,5% dei parlamentari è rappresentato da donne.

3) Parità di trattamento economico

  • 50 paesi non hanno leggi contro le molestie sessuali sul lavoro.
  • Le donne hanno meno probabilità di trovare lavoro rispetto agli uomini: per ogni 10 uomini occupati, ci sono solo 6 donne occupate.
  • Le donne guadagnano in media il 20% in meno degli uomini.
  • Le madri sole con bambini piccoli hanno più probabilità di vivere in povertà rispetto ai padri soli con bambini piccoli.
  • Solo 88 dei 190 paesi hanno leggi che impongono la parità di retribuzione per lavori di pari valore.
La situazione italiana

In merito a ciò, lo scorso Dicembre Vanity Fair ha evidenziato come l’Italia sia ancora l’ultimo paese in Europa per divario salariale tra uomini e donne. Mediamente, infatti, le donne guadagnano soltanto il 59,5% dello stipendio retribuito agli uomini, mentre il tasso di occupazione femminile è mediamente inferiore del 17,9% rispetto al tasso di occupazione maschile.

Tale divario resta ancora netto nella differenza di accesso ai ruoli di potere; sempre su Vanity Fair:

Il ruolo del potere, che misura il coinvolgimento di donne e uomini nel processo decisionale nei settori della politica, dell’economia, dei media, della ricerca e dello sport, rappresenta il 65% di tutti i progressi dell’indice dal 2010. Tuttavia, con un punteggio di 53,5 su di 100, rimane il dominio con il punteggio più basso.

fonte: vanity fair

4) Fine della violenza di genere

  • Almeno una donna e una ragazza su 3 ha subito violenza fisica e/o sessuale.
  • Più di 1 miliardo di donne non ha protezione legale contro la violenza domestica.

5) Assistenza sanitaria e contraccezione

  • Sono quasi 230 milioni le donne e le adolescenti che nei paesi a basso e medio reddito non accedono ai metodi moderni di contraccezione.
  • Almeno 200 milioni di ragazze e donne in 30 paesi sono state sottoposte a mutilazioni o escissioni genitali.

6) Parità di accesso all’istruzione

  • Un bambino cresciuto da una donna che sa leggere ha il 50% di probabilità in più di sopravvivere oltre i 5 anni.
  • È stato stimato che l’istruzione secondaria per le ragazze dell’Africa subsahariana potrebbe salvare fino a quasi 2 milioni di vite all’anno.
  • A livello globale 9 milioni di ragazze in età scolare non avranno mai l’opportunità di imparare a leggere e scrivere nella scuola primaria, rispetto a circa 3 milioni di ragazzi.
  • Quasi una ragazza adolescente su tre (fra i 10 e i 19 anni) proveniente dalle famiglie più povere del mondo non è mai stata a scuola.

7) Cambiamenti climatici

Il cambiamento climatico ha un impatto sproporzionato su donne e bambini, che hanno una probabilità fino a 14 volte superiore rispetto agli uomini di morire durante un disastro climatico.

8) La pandemia

Come in quasi tutti i settori, la pandemia da Covid-19 ha avuto un effetto maggiore sulle donne che sugli uomini.

La necessità di dover accudire i figli in un momento in cui i nonni sono stati confinati e molte scuole hanno attivato la didattica a distanza, ha allargato il divario (già presente) tra i livelli occupazionali degli uomini e quelli delle donne.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:

Questo sito utilizza cookies di profilazione. Continuando nella navigazione accetti l'utilizzo dei cookies esclusivamente per finalità statistiche. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi