La giornata mondiale per il Cuore e la Cardiochirurgia Robotica

La World Heart Federation (di cui SISMED è membro)

Il 29 settembre – una comunità di oltre 200 organizzazioni nazionali – organizza puntualmente e, da oltre vent’anni, una campagna di sensibilizzazione mondiale in ambito cardiologico nota anche come la Giornata Mondiale per il Cuore. Rallentare i decessi da malattie cardiovascolari, significa rendere piu consapevole l’opinione pubblica sull’importanza della prevenzione primaria: un corretto stile alimentare, una regolare attività fisica, interrompere definitivamente l’abitudine tabagica possono infatti ridurre il rischio di infarti e di ictus. Inoltre, se da un lato il fattore ambientale come l’inquinamento, di per sé responsabile del 25% di tutti i decessi da Malattie Cardiovascolari, dall’altro lato vi sono i principali fattori di rischio incidenti come ipertensione, diabete e obesità che possono già essere messi in evidenza da una prima visita cardiologica. 

“Battere le malattie cardiovascolari (CVD) è qualcosa che conta per ogni cuore che batte. Usare il cuore significa pensare in modo diverso. Il battito di un cuore è il primo ed ultimo segno di vita” (Fonte World Heart Federation)

La Cardiochirurgia e il Sistema Robotico Da Vinci

Nel 1941 lo scrittore Isaac Asimov usò per la prima volta il termine “robotica” e suppose l’avvento dei robot nella società. Nel 1945 si ritiene che il primo progetto di robot umanoide si debba a Leonardo da Vinci. Infatti, teoricamente si pensa che, se il cavaliere meccanico di Da Vinci era in grado di muoversi, oggi potremmo parallelamente affermare che, tale idea, abbia trovato una sua “effettiva ed alternativa” realizzazione in ambito chirurgico grazie alla tecnologia de il Sistema Robotico Da Vinci.

Figura 1. Le quattro generazioni del Sistema Robotico Da Vinci dal 1999 al 2014. Fonte: http://sistema-robotico-da-vinci/

L’impiego del robot da Vinci è stato coinvolto dapprima nel trattamento di patologie uro-oncologiche per poi estendersi con successo anche nella Chirurgia Generale, Ginecologica, Toracica e in quella Vascolare. Il concetto di mininvasività rappresenta questa nuova chirurgia di precisione superando l’approccio cardiochirurgico tradizionale dato dalla sternotomia. Nondimeno tra i vantaggi clinici emergono appunto: la radicalità oncologica, l’eliminazione del tremore fisiologico della mano del chirurgo, la riduzione dei tempi d’intervento, il minor dolore post-operatorio e la ripresa più rapida delle normali attività per il paziente.

Figura 2. Il Modello Robotico Da Vinci XI e la console operante del chirurgo. Fonte: https://www.insalutenews.it/in-salute/

Durante l’intervento, il chirurgo opera seduto comodamente ad una console e attraverso dei comandi manuali (joystick) le braccia robotizzate sono azionate durante la procedura interventistica. Contemporaneamente, il software trasforma il movimento delle mani del chirurgo in impulsi e successivamente trasmessi alle braccia robotiche. Il modello da Vinci Xi, rispetto alla precedente versione, è innovativo per il lavoro in parallelo dei bracci che permette agli strumenti di operare su siti anatomici diversi e anche opposti  con una netta riduzione dei tempi operatori. Inoltre, il nuovo sistema è dotato di vari optional, tra cui la visione in fluorescenza, le suturatrici robotiche e altri strumenti di emostasi

A questo punto, è possibile immaginare, nelle varie tipologie e/o procedure di intervento, di associare il Sistema robotico Da Vinci con un altro tipo di tecnologia in termini di Realtà Aumentata (AR) e Realtà Virtuale (VR) ?

Tecnologie associate: la Cardiochirurgia Robotica e la Realtà Aumentata (AR) e Realtà Virtuale (VR)

Nell’Ospedale Humanitas-Gavazzeni di Bergamo, Il Dottor Alfonso Agninocardiochirurgo responsabile della Cardiochirurgia Robotica, ha eseguito un’operazione di bypass coronarico a cuore battente in mini toracotomia, in collegamento attraverso piattaforma digitale con il Prof. Wouter Oosterlink seduto comodamente nel suo studio in Belgio. 

“Il Prof. Oosterlink è stato, infatti, ‘percepito’ anche come fisicamente presente in sala operatoria, materializzato appunto in un ologramma proiettato all’interno del visore. Davvero così. È stata un’operazione in un certo senso ‘storica’, che ha messo in comunicazione diretta professionisti della cardiochirurgia distanti migliaia di km, attraverso l’interazione dei più sofisticati sistemi tecnologici oggi a nostra disposizione: gli smartglasses e il robot” (Dr. Alfonso Agnino)

Per fare ciò, la realtà aumentata necessita, anzitutto, di dispositivi digitali quali, ad esempio, uno smartphone o un tablet che attraverso un’ app installata sul device mobile utilizza la propria fotocamera per modificare una visione del mondo reale aggiungendo altre informazioni, come testi o altre immagini. Dunque, la Realtà Aumentata (AR), dapprima consente di studiare il planning preoperatorio attraverso i normali esami diagnostici (Tac, risonanza magnetica o ecografia in 3D), precedentemente effettuati sul paziente per acquisirne i maggiori dettagli anatomici. Differentemente dalla realtà aumentata, per Realtà Virtuale (VR) si intende la creazione di uno spazio virtuale all’interno del quale il medico potrà allenarsi o curare un paziente. Infatti, le immagini virtuali,ottenute tramite gli esami strumentali precedenti, sono inizialmente processate tramite algoritmi informatici per poi essere proiettate sulle lenti di specifici dispositivi ottici, che saranno indossati dal chirurgo (ad es. gli smartglasses), ottenendo così una vera e propria tridimensionalità della zona su cui operare – gli ologrammi (la cosiddetta Realtà Mista (MR).

Figura 3 A-B. Ologramma di un cuore di un delicato intervento cardiochirurgico pediatrico. (A) Realtà Aumentata e (B) Realtà Virtuale. Fonte: https://www.grupposandonato.it/strutture/policlinico-san-donato

Infatti, la Realtà Virtuale consiste in una nuova situazione, simulata e completamente distaccata dalla realtà, che interagisce con essa tramite dispositivi oculari specifici per poi essere combinata con la chirurgia robotica nell’ esecuzione di un intervento, utilizzando appunto un braccio robotico controllato da un chirurgo umano. Per concludere, se da un lato figurano molteplici aspetti positivi come il training per la futura formazione medica, l’applicazione nel trattamento di percorsi riabilitativi del paziente da stress post traumatico, nonché la risoluzione di situazioni psicogene come ansia e fobia; dall’ altro lato tra le critiche mosse più di frequente riguardo l’uso della realtà virtuale, in ambito medico-sanitario figurano i costi, la nausea indotta dal prolungato uso di smartphone, tablet o visori VR (cybersickness) e, non per ultimo, la necessità di competenze tecniche specialistiche in continuo aggiornamento. 

“Un giorno le macchine riusciranno a risolvere tutti i problemi, ma mai nessuna di esse potrà porne uno” (Albert Einstein)

Noemi Maria Giorgiano

FONTI:

https://world-heart-federation.org/world-heart-day/about-whd/world-heart-day-2022/

https://www.cardiochirurgia.com/interventi-e-tecniche-del-cuore

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