Gotta e acido urico, quali rischi per il cuore?

image_pdfSalva in PDF

Spesso si ignora l’impatto che gotta e acido urico possono avere sulla salute del cuore.
In realtà si considera poco importante l’impatto che può avere tutto ciò sul muscolo cardiaco ma sappiamo, ormai da tempo, che non è così. L’acido urico è infatti un elemento da tenere in forte considerazione quando si parla di salute delle arterie, anche perché, come vedremo, l’iperuricemia è una condizione ampiamente trattabile.

Nella maggior parte dei casi la prevenzione cardiaca – soprattutto rispetto al rischio infarto e ictus – riguarda la pressione del cuore, il colesterolo e la glicemia. Ma uno screening accurato deve tener presente anche gotta e acido urico. Di cosa stiamo parlando?

Definizione di gotta e acido urico

L’acido urico è una sostanza chimica che viene creata nel corpo umano quando digerisce e scompone alcune sostanze presenti negli alimenti che portano il nome di purine. Esso è presente in alte quantità in pazienti affetti dalla gotta.

La gotta è un disordine del metabolismo dell’essere umano. I sintomi di questa condizione portano, principalmente, a un’artrite infiammatoria ed eccesso di acido urico nel sangue. 

La gotta è ereditaria e colpisce gli uomini più delle donne con un rapporto di circa 3 a 1 come suggerisce il sito www.hss.edu che ricorda anche un altro punto molto importante: si tratta di una patologia altamente trattabile, quindi abbiamo margini di miglioramento.

Quali sono le conseguenze della gotta?

Gli urati si depositano nelle cartilagini e nel sangue, si creano i famosi tofi all’alluce o alle caviglie, l’effetto fisicamente più evidente di questa condizione. I gonfiori legati a cristalli di urati che si accumulano nella pelle e nelle articolazioni sono un sintomo di precedenti ascessi gottosi. Ma tutto questo ha una correlazione ancora più importante: l’iperuricemia. 

“Hyperuricemia can lead to gout and nephrolithiasis. It has also been implicated as an indicator for diseases like metabolic syndrome, diabetes mellitus, cardiovascular disease, and chronic renal disease”.

Come si può evincere da questo testo di Pubmed, l’iperuricemia può portare a gotta e nefrolitiasi. È stata anche indicata la relazione con altre malattie come la sindrome metabolica, il diabete mellito, i disturbi renali cronici e quelli legati a cuore e arterie.

Secondo una ricerca del The Journal of American Heart Association, l’artrite infiammatoria nota come gotta può peggiorare gli esiti cardiaci di chi ha una malattia coronarica.

“A clinical history of gout is associated with worse outcomes in a contemporary population of patients with obstructive coronary artery disease. This increased risk exists despite high levels of optimal baseline cardiovascular disease medical therapy, suggesting that residual cardiovascular risk is not addressed by standard medical therapy”.

Lo studio ha cercato di chiarire le ricerche precedenti sul legame tra malattie cardiovascolari e gotta, che si verifica nelle persone con alti livelli di acido urico nel sangue umano. 

La sintesi della ricerca datata 2018 è fin troppo netta: una storia clinica che include la gotta è associata a esiti peggiori per i pazienti con malattia coronarica ostruttiva. Questo aumento del rischio persiste nonostante gli alti livelli di terapia medica per le malattie cardiovascolari.

Come si può contrastare l’iperuricemia?

In primo luogo bisogna affrontare come sempre un percorso di analisi specialistica. Solo il controllo e la diagnosi precoce ci può aiutare a combattere e sconfiggere la gotta e il relativo accumulo di urati nel sangue che possono portare anche a complicazioni cardiache. 

Quali sono i metodi d’indagine? In primo luogo il medico analizza analisi precedenti e storia clinica del paziente con un lavoro di anamnesi, inoltre procede con l’analisi di eventuali tofi presenti sulle articolazioni che sono indicatori rapidi della presenza di un eventuale problema con gotta e acido urico. Poi si può procedere con indagini più approfondite come uricemia e artrocentesi per avere dei riscontri specifici rispetto a questa patologia.

Una volta riscontrata la presenza di gotta e iperuricemia, il medico può procedere con cure specifiche che dipendono dallo stadio in cui si trova il paziente affetto da iperuricemia.

Per i casi più lievi, con una gotta leggera, si prevede la prescrizione di FANS per alleviare il dolore e il gonfiore. Quando invece le condizioni si aggravano è necessario abbassare il livello di acido urico. Sempre il sito www.hss.edu suggerisce una serie di soiluzioni utili:

  • Allopurinolo.
  • Colchicina.
  • Febuxostat.
  • Lesinurad.
  • Pegloticasi.

Zyloprim, Colcrys, Uloric e altri ancora: sono tutti farmaci che possono essere prescritti per aiutare il paziente ad abbassare il livello di acido che è causa della gotta e di altre malattie come quelle che interessano i reni e il cuore. Ma cosa può fare il singolo per prevenire tutto questo e indebolire la correlazione tra patologie cardiache, gotta e acido urico?

Le buone abitudini aiutano a combattere la gotta

Quali sono alcune delle condizioni che peggiorano l’evoluzione di questa malattia? Obesità, colesterolo alto, trigliceridi oltre la norma, diabete. A tutto questo si aggiunge un’indicazione di base: per ridurre il rischio di gotta, iperuricemia e complicanze cardiache bisogna seguire una dieta specifica per combattere l’accumulo di acido urico. Questa condizione include:

  • Aumento di idratazione mediante acqua.
  • Riduzione dell’obesità corporea.
  • Eliminare abuso di alcol e cibi grassi.
  • Aumentare i cibi a basso grado di purine.

Di conseguenza bisogna ridurre l’assunzione di alimenti che si caratterizzano per un alto quantitativo di purine, come ad esempio, alcuni tipi di pesce come le alici o la carne che rientra nella selvaggina. In realtà una dieta equilibrata deve essere concordata con il medico curante. Mai improvvisare una dieta, soprattutto se ha fini medici e curativi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: