Insonnia: tanti disturbi anche per il cuore

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C’è una sottile relazione tra insonnia e problemi cardiaci importanti come l’infarto e l’ictus.
Si tende a pensare che dormire male sia un aspetto marginale per la salute generale della persona, quasi un dettaglio, mentre in realtà i disturbi del sonno, come l’insonnia, rappresentano un problema concreto. E non bisogna pensare che sia un aspetto poco diffuso nel mondo; negli Stati Uniti d’America, ad esempio, secondo i dati del sito web www.sleepassociation.org soffrono di disturbi del sonno circa 70 milioni di persone, colpendo un individuo su tre.

Il 37% dei giovani di età compresa tra 20 e 39 anni dorme troppo poco, e le statistiche per le persone più avanti con l’età non migliorano: il 40% del gruppo 40/59 anni registra una breve durata del sonno. Ma cosa significa tutto questo? E quali sono le ripercussioni sulla salute delle persone? Ci sono degli aspetti specifici per chi ha patologie cardiache? Ecco una serie di punti da approfondire.

Cosa sono i disturbi del sonno

Con questo termine intendiamo un insieme di problemi che tendono a minare il giusto riposo che le persone dovrebbero rispettare per consentire al corpo umano di rigenerarsi. E alla mente di assimilare le esperienze vissute durante le ore di attività. Per un completo recupero, una persona adulta dovrebbe riposare e dormire dalle 7 alle 9 ore seguendo un sonno senza interruzioni.

I disturbi del sonno tendono a minare questo percorso di recupero fisico e mentale, indispensabile per consentire al corpo e al cervello di affrontare un nuovo periodo di veglia al massimo delle potenzialità.

I principali disturbi del sonno

Spesso si tende a ricondurre il concetto di disturbo del sonno semplicemente al dormire poco. In realtà conosciamo diversi processi che possono minare la bontà del riposo. Ecco le patologie comuni:

  • Ipersonnia.
  • Insonnia.
  • Narcolessia.
  • Parasonnie.

Esistono situazioni in cui c’è bisogno di dormire un numero di ore eccessivo o magari di giorno. In alcuni casi le condizioni sono legate a ritmi di lavoro frenetici, sfibranti. Ma sicuramente il disturbo del sonno più comune e diffuso riguarda l’insonnia. Vale a dire l’incapacità di dormire il giusto per riposare. Con la conseguente catena di disfunzioni che possono includere anche problemi cardiaci.

Caratteristiche dell’insonnia

Spesso tutto si riduce a una semplice assenza di un sonno sereno e continuo. Se consideriamo che mediamente un individuo dovrebbe dormire 8 ore per avere corpo e mente riposati, l’insonnia è tutto ciò che mina il compimento di questa routine. In realtà possiamo parlare di diverse condizioni:

  • Difficoltà ad addormentarsi.
  • Difficoltà a rimanere addormentati.
  • Problemi con il riprendere sonno.


Come suggerisce www.ncbi.nlm.nih.gov, l’insonnia può essere associata all’iper-eccitazione durante l’intera giornata. Questo stato di attività e vigilanza esasperata durante il giorno può causare difficoltà a iniziare e mantenere il sonno durante la notte. Tutto ciò porta all’insonnia che è correlata a una serie di disturbi ampi, che riguardano l’efficienza fisica e mentale dell’individuo. Dalla stessa fonte:

“Insomnia impairs cognitive and physical functioning and is associated with a wide range of impaired daytime functions across a number of emotional, social, and physical domains. Compared with good sleepers, people with persistent sleep disturbances are more prone to accidents, have higher rates of work absenteeism, diminished job performance, decreased quality of life, and increased health care utilization”.

Questo disturbo sfibra il funzionamento cognitivo e fisico, alterando elementi dello spettro emotivo, sociale e fisico. Le persone che soffrono costantemente di insonnia – e che non mantengono un buon riposo notturno – sono soggetti a incidenti, assenteismo e prestazioni ridotte sul lavoro.

Inoltre, l’insonnia è associata a condizioni patologiche differenti. Una delle più comuni riguarda la sfera mentale: circa il 40% degli adulti che soffre di insonnia ha anche un disturbo psichiatrico diagnosticabile come la depressione o l’ansia. Che possono essere una conseguenza ma anche un fattore di rischio, del sonno di scarsa qualità. Tutto questo riguarda anche i disturbi del cuore.

Insonnia e problemi cardiaci

Questo è uno degli aspetti meno noti della problematica: un prolungato e morboso stato di insonnia può portare a problemi e scompensi cardiaci importanti come infarto e ictus. Tutto poi diventa più complesso e pericoloso se a questo equilibrio infausto si aggiungono i già citati stati di ansia e depressione, stati che sono ancora più pericolosi per il cuore e presenti nelle condizioni di insonnia.

Secondo la ricerca pubblicata sull’European Heart Journal, già c’erano associazioni significative tra difficoltà a iniziare il sonno, difficoltà a mantenerlo e il rischio di malattie cardiache, con un aumento dei rischi tra chi soffriva di insonnia rispetto alle persone che potevano contare su un buon sonno ristoratore. Le analisi hanno confermato: i sintomi dell’insonnia sono associati a un aumento del rischio di scompenso cardiaco. Una condizione appesantita anche da stati depressivi e ansiosi. 

C’è una forte relazione tra condizione mentale e problemi del cuore, e il dormire poco e/o male non avvantaggia questa condizione. Perché portano a un cambiamento continuo del ritmo cardiaco Soprattutto se all’insonnia si aggiungono condizioni come le apnee o le ipopnee che portano a una diminuzione o cessazione del flusso respiratorio per oltre 10 secondi.Come risolvere il problema?

C’è un punto da sottolineare: non esiste una risposta comune per tutti i casi di insonnia. Questa condizione è sicuramente riconoscibile – ci rendiamo conto se dormiamo male o poco – e deve essere affrontata insieme a un medico specializzato. Senza sottovalutare il problema ma accompagnando l’assunzione di eventuali integratori o medicinali con una serie di attività che sono sempre utili:

  • Eliminare alcolici e fumo.
  • Seguire una dieta equilibrata.
  • Fare attività fisica continuativa.
  • Diminuire il peso corporeo.

Una persona che ha già avuto problemi cardiaci o che magari è a rischio di infarto, deve avere particolare cura del proprio sonno. Ma questa è una condizione comune, tutti dovrebbero riposare bene. Quindi per un buon numero di ore e in modo continuativo, senza continui stati di dormiveglia.

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