La terapia dell’angina stabile: in evoluzione

L’angina stabile si manifesta quando l’apporto di ossigeno al miocardio è inferiore alle richieste, provocando una ischemia e da qui i sintomi, dolore in primis.

Mentre i pazienti con una angina instabile richiedono un pronto intervento diagnostico e terapeutico, quelli con angina stabile sono meglio gestiti con un approccio clinico ragionato che ha come obbiettivo la riduzione del rischio di complicanze ischemiche ed il miglioramento dei sintomi. Il rischio medio annuale di morte o infarto miocardico in questi pazienti è infatti del 3-4%.

Occorre peraltro ricordare che gli studi anatomici suggeriscono che gran parte delle morti improvvise e delle sindromi acute sono provocate da stenosi coronariche moderate (<70% del lume vasale), che verosimilmente non sono responsabili di episodi ischemici cronici. Se la scelta del più appropriato approccio diagnostico resta generalmente affidata allo specialista, la gestione terapeutica ottimale nei pazienti con angina stabile ricade nella maggior parte dei casi sul medico di medicina generale, al quale viene demandato non solo il controllo della aderenza ma anche l’eventuale aggiornamento della terapia.

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