Le giuste emozioni per l’invecchiamento attivo e salutare

Terzo articolo della rubrica che propone una serie di estratti dal libro “Senior – L’arte del saper invecchiare“, di Luciano Peirone ed Elena Gerardi. Qui è possibile leggere tutti gli estratti dal libro
Il libro è disponibile gratuitamente in versione PDF cliccando qui, mentre è possibile visitare il sito internet dedicato al libro a questo indirizzo:  https://www.senior-lartedelsaperinvecchiare.it

La speranza, la creatività e il coraggio: doti psicodinamiche per diventare Senior

copertina del libro Senior - L'arte di saper invecchiare
La copertina del libro

Un anziano/vecchio che aspira alla seniorship non può fare a meno della speranza e del coraggio. E lo deve fare in modo innovativo, quindi dotato di creatività. Il Senior è colui che risulta consapevole di sé e della propria condizione e che cerca di farla “rendere” al meglio. Ciò richiede auto-coscienza, auto-determinazione, creativa spinta interiore con positiva aspettativa verso traguardi futuri (cioè la speranza), come pure forza d’animo e attivo sapersi muovere nonostante le difficoltà (cioè il coraggio).

Cosè la speranza? Si tratta di una variegata “sensazione/azione” che, se ben fatta, mette in moto il pensiero, le emozioni, la vita affettiva, la vita di relazione. Ma il grande rischio connesso alla speranza è la tendenza a viverla in modo passivo e quindi sterile, sostanzialmente illusorio, modello “sogni senza sbocchi”. Invece, in linea con la sua radice sanscrita che vuol dire “tendere verso una meta”, la speranza (intesa razionalmente, attivamente e con realistico ottimismo) può e deve essere un trampolino di lancio verso il futuro e verso la capacità di progettare, verso la capacità di rendersi attivi protagonisti del proprio destino. Alla luce di ciò, nonostante la fragilità della sua concretizzazione, la speranza si può collegare con il “progetto Senior”.

L’atto del creare ha a che fare con il crescere e con l’innovare: quindi con l’inventare dal nulla. In ciò esiste sempre un cambiamento, comportante l’inserimento di qualcosa che prima non c’era. Ecco perché la creatività costituisce una importantissima qualità psichica. La creatività è un “fare” (non per nulla etimologicamente connessa al sanscrito “kar”). Questo “fare”, in relazione alla terza età, è “il nuovo che avanza”, un nuovo migliore: creare il Senior, inventare il Senior (dapprima con il pensiero e l’immaginazione, in seguito con la pianificazione e l’esecuzione). E ancora: con il desiderio e con la volontà. Ecco l’aspetto decisamente interiore e profondo dell’anziano/vecchio che “cambia pelle”.
A sua volta il coraggio, implicante grinta e simbolicamente correlato al concreto battito cardiaco e all’attività fisiologica che coinvolge l’intero corpo, si lega intimamente alla fiducia in se stessi e nelle proprie capacità, come pure alla corretta valutazione delle oggettive opportunità di successo. Queste sensazioni, le relative azioni e la forza di volontà non dovrebbero mancare nel bagaglio psicologico del coraggioso Senior…

Poiché la condizione di seniorship si intreccia e si embrica fittamente con l’AHA, inevitabile diventa l’assunzione di un approccio dinamico: nello specifico, “psico-dinamico”, proprio con rimando alla disciplina specifica e specialistica della psicologia.
Nella psicologia dinamica il “gioco” (e la parola non è casuale!) delle emozioni e delle relazioni acquista tutta la sua pregnanza nel ri-costruire la personalità durante quella fase della vita che – in fondo erroneamente – era sempre stata considerata perdente. Invece, per una vincente “seconda metà”, la vita ha bisogno di coltivare, anche nelle minime cose della quotidianità, quel sottile ma potente intreccio fra il “non disperare” e quel “cor” che fa da radice linguistica all’azione coraggiosa, a sua volta basata sulla dinamica “vis” creativa.
Il coraggio e la creatività a pieno titolo fanno parte dell’invecchiare in modo attivo e salutare: non è un caso che compaiano quali parole-chiave nel sottotitolo del libro Vivere e valorizzare il tempo1 . Ma, è opportuno domandarsi di quale tempo si stia parlando. Vivere quale tempo? Valorizzare quale tempo?
Esiste un tempo percepibile, computabile e organizzabile, sostanzialmente razionale e di tipo consapevole, al fine di invecchiare bene. Ma esiste anche un tempo differente e, forse, decisivo per l’AHA: un tempo quasi impercettibile, non calcolabile, non pianificabile, sostanzialmente irrazionale e di tipo marcatamente inconsapevole (ma ancora operativo!), e pur sempre finalizzato all’invecchiare bene. In questa sottile interazione fra i due tipi di tempo, in questa intelligente dialettica contemporaneamente logica e bi-logica (per usare la teorizzazione di Ignacio Matte Blanco2 ) si può situare la spinta ad uscire da statici e stantii modelli di invecchiare per accedere a dinamici e nuovi/nuovissimi modelli di ageing.

un uomo anziano ed un bambino passeggiano in un sentiero alberato

Promozione psicologica dell’Invecchiamento Attivo e Salutare

In conclusione, come sintetizzare quanto detto finora?
Pro-gettare, pro-porre, pro-gredire, pro-muovere: sempre in avanti!
Allo scopo di edificare un reale benessere “in vista di” e “nel corso di” ciò che viene complessivamente denominato “terza età”, il passaggio obbligato è quello di richiamarsi all’AHA e alla sua efficace promozione.
Quest’ultimo concetto è chiaro. Ancor prima di diventare operativo esso si spiega nel proprio etimo. “Pro-mozione”: movimento in avanti, e quindi spinta a pro-gredire, un aiutare qualcosa/qualcuno a migliorarsi. In ultima analisi, un moto psichico, di natura interiore, pur se socialmente sostenuto (da altri individui, dal gruppo, dalla comunità, dalla società, dalla cultura).
Ad esempio, dalla letteratura strettamente medica abbiamo l’invito ad “invecchiare senza invecchiare3” , una espressione linguisticamente paradossale ma proprio per questo efficace nel suo spronare a riflettere.
Ad esempio, nel campo psicologico (maggiormente pertinente e competente in termini di cultura, metodologia della comunicazione e intervento pratico) abbiamo il saper articolare la componente preventiva contro ciò che è negativo insieme con la componente promozionale a favore di ciò che è positivo4.
La psico-promozione – con il suo ampio bagaglio di metodi e tecniche – risulta pertanto il principale viāticum alla realizzazione del good ageing.
E allora, quale ponte con le epigrafi pubblicate nel 2012, ecco qui di seguito ulteriori nozioni di saggezza direttamente o indirettamente collegabili all’AHA.

Il dotto monito di Umberto Eco richiama quanto già detto a proposito della cultura e, in più, esalta implicitamente il comportamento “attivo” indispensabile per trovare e ritrovare le informazioni.

Essere colti non significa ricordare tutte le nozioni,
ma sapere dove andare a cercarle

Qui di seguito in George Bernard Shaw si evidenziano il benessere personale e la gioia di vivere, nonché l’ottimismo di fondo che caratterizza il buon invecchiamento.

Non si smette di ridere invecchiando,
si invecchia quando si smette di ridere

A sua volta Max Weber disvela come fare ricerca (ricerca esercitata a tutti i livelli: da quello iper-specialistico del grande scienziato a quello quotidiano di un individuo qualsiasi): il metodo consiste nella formazione necessaria per indagare e nella libertà di pensiero.

Non l’età conta, bensì lo sguardo addestrato
a scrutare senza pregiudizi nelle realtà della vita

E infine, in Gabriel García Márquez si evidenziano le emozioni più potenti e più intime.

Agli uomini dimostrerei quanto sbagliano
nel pensare che si smette di innamorarsi quando si invecchia,
senza sapere che si invecchia quando si smette di innamorarsi

Note

[1] Cesa-Bianchi, M., Cristini, C., Fulcheri, M., & Peirone, L. (Eds.) (2014). Vivere e valorizzare il tempo. Invecchiare con creatività e coraggio. Torino: Premedia Publishing.
[2] Matte Blanco, I. (1975). The unconscious as infinite sets. An essay in bi-logic. London: Gerald Duckworth & Company Ltd. (Trad. It. L’inconscio come insiemi infiniti. Saggio sulla bi-logica. Torino: Einaudi, 1981). Da questo fondamentale saggio psicoanalitico, incentrato sulle differenze fra livello conscio e livello inconscio della psiche, si possono derivare riflessioni e indicazioni sul funzionamento del tempo inteso nella sua accezione “relativa”, il che consente ancor più di comprendere il “non-tempo” nel quale muoversi per il conseguimento di una “successful seniorship”.
[3] Isaia, G. C. (2018). Invecchiare senza invecchiare. Pisa: Pacini Editore.
[4] Si vedano due importanti lavori fondativi per la psicologia della salute in Italia: Bertini, M. (Ed.) (1988). Psicologia e salute. Prevenzione della patologia e promozione della salute. Roma: La Nuova Italia Scientifica; nonché Bertini, M. (2012). Psicologia della salute. Milano: Raffaello Cortina Editore.

Bibliografia

De Beni, R., & Borella, E. (Eds.) (2015). Psicologia dell’invecchiamento e della longevità. Bologna: il Mulino.
Cipolli, C., & Cristini, C. (Eds.) (2012). La psicologia e la psicopatologia dell’invecchiamento e dell’età senile: un contributo alla ridefinizione dell’arco di vita. Numero monografico dedicato a Marcello Cesa-Bianchi. Ricerche di Psicologia, 35 (2-3).
Delle Fave, A. (Ed.) (2007). La condivisione del benessere. Il contributo della psicologia positiva. Milano: FrancoAngeli.
Peirone, L. (2015). Linee guida psicologiche per l’Invecchiamento Attivo e Salutare. In Accademia di Medicina di Torino & Fondazione Ferrero (Eds.), Invecchiamento di successo: nuovi orizzonti. Abstract Book / Successful ageing: new horizons. Abstract Book (pp. 36-38). Alba: Fondazione Ferrero. Pubblicato anche in Giornale della Accademia di Medicina di Torino, 178, 528-532, 2015.
Peirone, L., & Gerardi, E. (2012b). L’invecchiamento attivo e salutare. In C. Cipolli, & C. Cristini (Eds.), La psicologia e la psicopatologia dell’invecchiamento e dell’età senile: un contributo alla ridefinizione dell’arco di vita. Numero monografico dedicato a Marcello Cesa-Bianchi. Ricerche di Psicologia, 35 (2-3), 195-212.

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