Le novità portate in cardionefroprotezione da empagliflozin

Prof. Claudio Ferri – Università dell’Aquila – Dipartimento MeSVA – UOC di Medicina Interna e Nefrologia – Centro di eccellenza ESH per l’Ipertensione Arteriosa e la Prevenzione Cardiovascolare – Ospedale San Salvatore – L’Aquila, Italy

  Gli inibitori del sodium-glucose cotransporter-2 (SGLT2) sono una nuova classe di farmaci antiiperglicemici entrati nella farmacopea per la terapia del diabete mellito di tipo 2 (1,2,3). L’inibizione di SGLT2, un trasportatore di glucosio e sodio allocato a livello del tubulo prossimale, fa degli SGLT2 antagonisti una classe di farmaci utile sia in monoterapia che in combinazione con altri farmaci, indipendentemente dalla insulinizzazione o meno del paziente  (4). In ragione del meccanismo di azione, fin dai primi studi registrativi è apparso evidente il vantaggio derivante dagli SGLT2 inibitori non solo nei confronti dell’equilibrio glicemico, bensì anche della protezione cardiovascolare, particolarmente evidente nei confronti della prevenzione e cura dello scompenso cardiaco (5). Di consistente interesse clinico, questo vantaggio è apparso estendibile alla nefroprotezione (5) ed alla popolazione non diabetica (5).

Ciò tanto da far rapidamente entrare gli SGLT2 nel contesto della prima linea dei farmaci da usare per la terapia dello scompenso cardiaco secondo le più recenti Linee Guida Europee (6).

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