Attualità dalle Linee Guida sull’uso di acido acetilsalicilico

In prevenzione cardiovascolare primaria e secondaria

Claudio Ferri e Rita del Pinto
Università dell'Aquila – Dipartimento MeSVA, UOC Medicina Interna e Nefrologia, Ospedale San Salvatore, L'Aquila

L’acido acetilsalicilico rappresenta un caposaldo nella prevenzione delle recidive degli eventi coronarici e cerebrovascolari, in prevenzione quindi secondaria, ma ha comunque un suo posto rilevante anche in prevenzione cardiovascolare primaria (1).

Esso può essere somministrato per via orale come tale, oppure immerso in matrici idonee a conferire gastro-resistenza e gastro-protezione alla compressa o, infine, come acetilsalicilato di D,L-lisina, che è convertito dopo l’assorbimento gastroenterico in acido acetilsalicilico (nota bene: 180 mg di acetilsalicilato di D,L-lisina corrispondono a 100 mg di acido acetilsalicilico). Pur iniziando l’effetto antiaggregante già per quantità intorno ai 30 mg, l’acido acetilsalicilico è comunemente considerato come “a dosaggio antiaggregante” per quantità oscillanti da 75 mg fino a 325 mg al giorno, in mono-somministrazione quotidiana. Usualmente, tali dosi vengono ritenute come  non dotate di effetto antiinfiammatorio e/o antipiretico, anche se effettivamente dosaggi non particolarmente elevati, ma comunque superiori ai 100 mg al giorno possono già iniziare ad esercitare - sia pur modestamente - entrambi gli effetti.

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