Ecco perché mangiare pesce fa bene al cuore e alle arterie

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Questo è un punto di partenza importante per chi ha bisogno di indicazioni precise rispetto alla dieta da mantenere e seguire in caso di problemi cardiovascolari: mangiare pesce fa bene al cuore. 

Ed è una buona soluzione anche per prendersi cura delle arterie. Tanto che è possibile suggerire di mangiare almeno due volte a settimana questo alimento. Soprattutto se parliamo di pesce azzurro.

Quindi soprattutto di alici, sgombro, merluzzo e sarde: tutti pesci ricchi di Omega 3. Proprio come il pesce spada, il salmone, la ricciola. In questi pesci troviamo acidi grassi polinsaturi particolarmente utili al benessere cardiovascolare. Ma questo vale sempre? Quali sono le specie più utili per chi ha problemi di cuore e deve mantenere una buona dieta? E, soprattutto, sono veramente utili?

La relazione tra alimentazione e rischi cardiaci

Photo by Daniel Lee on Unsplash

Il primo punto da considerare quando si vuole approfondire la relazione tra dieta e consumo di pesce: il ruolo dell’alimentazione per chi ha problemi cardiaci. Uno dei dati ormai noti, anche grazie a diversi studi scientifici, riguarda l’incidenza delle diete ricchi di grassi in uno scenario di rischio costante di malattia coronarica. La dieta è un importante fattore di rischio secondo academic.oup.com:

“Most new cases of acute myocardial infarctions today can be predicted by the presence and level of 9 risk (or cardioprotective) factors that can easily be assessed and, most importantly, modified. (…) Eight of these 9 risk factors are influenced by diet and most act by promoting atherogenesis, which is the most important background condition for cardiovascular disease”.

La malattia cardiovascolare è probabilmente la più comune in tutto il mondo, è la più studiata. Ma è anche la principale causa di mortalità nei paesi industrializzati secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (who.int/cardiovascular_diseases). Questa dinamica si basa sostanzialmente sull’aterosclerosi o aterosi, un processo che porta alla perdita di elasticità delle pareti delle arterie.

Si formano delle placche aterosclerotiche, note come ateromi, inizialmente costituite da lipidi come il colesterolo. Ecco cosa sottolinea sempre l’Organizzazione Mondiale della sanità su questo tema:

“Cholesterol is transported around the body in two kinds of lipoproteins: low-density lipoprotein, or LDL, and highdensity lipoprotein, or HDL. A high level of LDL can lead to clogging of the arteries, increasing the risk of heart attack and ischaemic stroke, while HDL reduces the risk of coronary heart disease and stroke”.

Ora, è chiaro che l’alimentazione è uno dei fattori di rischio più importanti per chi soffre di malattie cardiovascolari. Sia perché è causa di obesità, altro campanello d’allarme, sia per l’eccesso di componenti che possono veicolare nel sangue determinati cibi come, ad esempio, tutti quelli che contengono grassi saturi e trans. Ed ecco che il pesce diventa una buona alternativa a tanti cibi.

Perché mangiare pesce fa bene al cuore?

Photo by Alexandra Tran on Unsplash

Perché l’assunzione di pesce rappresenta una buona alternativa in una dieta povera di grassi che fanno male al corpo. Partiamo da un punto chiaro: il nostro organismo ha bisogno dei lipidi ma è compito di chi vuole curare la propria dieta scegliere la soluzione migliore per il benessere delle arterie e del cuore. In particolar modo si può dire che scegliere i grassi insaturi può essere una scelta saggia perché qui possiamo parlare di diversi vantaggi rispetto a quelli saturi e trans:

Unsaturated fats, which are liquid at room temperature, are considered beneficial fats because they can improve blood cholesterol levels, ease inflammation, stabilize heart rhythms, and play a number of other beneficial roles.

Secondo hsph.harvard.edu i grassi insaturi sono considerati grassi benefici perché possono migliorare i livelli di colesterolo nel sangue, alleviare l’infiammazione, stabilizzare i ritmi cardiaci e svolgere altri ruoli benefici. Si dividono in grassi monoinsaturo e polinsaturi, in quest’ultima categoria si trova anche l’alimento ittico. Perché sono un ottimo veicolo per assumere grassi omega-3.

Il corpo non può produrre i grassi omega-3, quindi li devi assumere grazie al cibo. Tipo il pesce. Chiaro, anche altri alimenti possono essere una buona fonte di omega-3 (tipo semi di lino, noci) ma la carne ittica ha un alto valore biologico e nutritivo, è ricco di proteine e sali minerali. 

Il basso valore di lipidi permette di integrare la dieta con una gran quantità e varietà di pesce. Anche quelli con una percentuale di grassi elevata (come il salmone e le anguille, comunque intorno al 10%) hanno un alto valore nutritivo rispetto alla quantità di acidi grassi polinsaturi. 

Quindi basta mangiare tanto pesce?

Chiaramente no, non è questa la sintesi. Il pesce è un ottimo alimento per la dieta in generale, di tutti. In particolare per le persone che hanno disturbi cardiaci e devono mantenere un livello di grassi nel sangue molto basso. Però la dieta equilibrata è ricca di sfumature. Ad esempio bisogna favorire:

  • Frutta.
  • Verdura.
  • Legumi
  • Cereali integrali.
  • Carni magre.

Bisogna fare molta attenzione ai cibi confezionati, ai salumi, alla carne rossa e lavorata come hamburger e salsiccia. Sono da limitare torte confezionate, merendine, pizze surgelate, biscotti, creme da spalmare. Grande attenzione va fatta anche al consumo di burro, olio di cocco, panna, 

Nella lista rientrano anche diversi tipi di formaggi e strutto. Tutto questo, insieme a una buona attività fisica e all’abbandono di fumo e alcool, può portare a un giovamento per la salute del cuore.

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