Mare, montagna o altro: cosa conviene per la salute del cuore?

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Il tuo cuore ha bisogno di una vacanza. In realtà non solo il muscolo cardiaco ma anche la mente deve staccare, gli occhi hanno bisogno di riposo e vogliono passare qualche giorno lontano da schermi di computer e tablet. I muscoli richiedono un po’ di relax, ogni cellula del tuo corpo esige un periodo di stop, una pausa per ricaricarsi. Sappiamo però che:

  • Prendersi un tempo di riposo aiuta ad aumentare la produttività.
  • Staccare dal lavoro riduce lo stress e le fonti di preoccupazione.
  • La depressione può essere tamponata grazie a una buona vacanza.

Queste informazioni arrivano dall’articolo di www.healthnet.com che sottolinea anche un punto decisivo per la nostra attenzione verso la salute cardiovascolare: i tempi di inattività, intesi come riposo e stop momentaneo dal lavoro, possono ridurre le malattie cardiache.

Chi va in vacanza rischia meno con il cuore

Proprio così, andare in vacanza vuol dire anche prendersi cura della salute cardiovascolare. Sempre l’articolo del portale healthnet.com cita una ricerca che indica un aspetto che vale la pena riprendere per intero. Perché esalta un punto essenziale della salute:

“The Multiple Risk Factor Intervention Trial for the Prevention of Coronary Heart Disease sponsored by the National Institutes of Health’s Heart Institute. The trial followed 12,000 men over a nine-year period that had a high risk for coronary heart disease. The study found that any such men who take frequent annual vacations were 21 percent less likely to die from any cause (…) The Framingham Heart Study revealed that men who didn’t take a vacation for several years were 30 percent more likely to have heart attacks compared to men who did not take time off”.

Lo studio pubblicato sul sito ncbi.nlm.nih.gov individua un aspetto sostanziale: rispetto al campione di oltre 12.000 uomini preso in esame, nell’arco di 9 anni, quelli che hanno effettuato una vacanza annuale hanno registrato una mortalità decisamente inferiore. 

Ancora, il Framingham Heart Study – il più grande studio sulle malattie cardiovascolari – ha rivelato che gli uomini che non andavano in ferie avevano il 30% in più di subire attacchi di cuore. Quindi, prenotare vacanze fa bene. Ma esiste un consiglio su dove andare?

Vacanze al mare o in montagna per il cuore?

Esiste una soluzione migliore o peggiore per chi vuole affrontare la vacanze con un occhio di riguardo alla salute cardiaca? In primo luogo dobbiamo valutare la condizione di partenza: se abbiamo già delle condizioni a rischio dobbiamo fare attenzione a una serie di parametri. 

“Healthy people tolerate these changes without missing a beat. People with damaged or weakened hearts, or older people whose bodies don’t respond as readily to stress as they once did, have a much harder time, and may succumb to heat stroke”.

Una vacanza al mare può essere una buona idea per riposare e trovare il giusto equilibrio personale, però non dobbiamo dimenticare che queste condizioni sono molto pericolose. 

Attenzione alle alte temperature e ai climi umidi

La maggior parte delle persone sane, ricorda il sito web health.harvard.edu tollera questi cambiamenti di temperatura. Le persone con il cuore danneggiato o indebolito, invece, non sempre riescono ad affrontare climi troppo caldi e cambi di temperatura verso valori estremi.

Ad esempio, un cuore danneggiato da un precedente evento può avere difficoltà a pompare sangue per contrastare il calore, mentre le arterie occluse dal colesterolo non facilitano questo compito. Il clima caldo e umido può essere particolarmente difficile da affrontare per le persone con insufficienza cardiaca, ma non significa per forza rinunciare al mare. 

L’altitudine può fare male al tuo cuore

Bisogna fare attenzione alle alte temperature, seguendo le indicazioni del medico curante. Una condizione che riguarda da vicino un’altra opzione: la vacanza in montagna. Posso fare una vacanza in alta quota dopo un evento cardiaco particolarmente importante?

“The major factor increasing cardiac stress is hypoxia. At rest and for a given external workload, myocardial oxygen demand is increased at altitude, particularly in nonacclimatized individuals, and there is some evidence that blood-flow reserve is reduced in atherosclerotic coronary arteries even in the absence of severe stenosis”.

Secondo le informazioni raccolte su Pubmed, il principale fattore che aumenta lo stress cardiaco durante una vacanza in alta quota è l’ipossia, carenza di ossigeno nell’organismo umano. La richiesta miocardica di ossigeno aumenta e la riserva di flusso sanguigno è ridotta nelle arterie coronarie aterosclerotiche. Questo anche in assenza di stenosi grave.

Tutto ciò senza dimenticare che la pressione in montagna può aumentare e diventare un problema per chi soffre di ipertensione e condivide la suddetta condizione con altri problemi cardiaci. Non bisogna ignorare questi dettagli quando si pianifica una vacanza.

Quali sono i consigli per prenotare in sicurezza?

In primo luogo bisogna valutare la propria condizione di partenza e iniziare da un punto chiaro: chi ha subito un evento cardiaco traumatico, o comunque si contraddistingue come un soggetto a rischio, deve chiedere consiglio al proprio medico curante. E seguire le indicazioni per tutelare la propria condizione di salute che merita un’attenzione in più.

Tutto questo presuppone la coscienza della propria condizione problematica: chi ha avuto già un evento cardiaco, come ad esempio un infarto, o conosce la propria condizione rispetto alla presenza di colesterolo cattivo nel sangue può prendere provvedimenti. 

Chi non conosce i propri problemi e ha anche un’età avanzata rischia di ritrovarsi in una condizione rischiosa Ecco perché è sempre importante la prevenzione, soprattutto quando si avanza con gli anni. Poi, una buona vacanza è sempre un toccasana contro lo stress.

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