Medicina digitale, cos’è e come può aiutarci

La medicina digitale rappresenta un punto di riferimento per le moderne evoluzioni della cura per l’individuo. Qualche informazione in più?

Cos’è la medicina digitale e quali sono le sue implicazioni

Il concetto di medicina digitale – o digital health – prescinde dalla sempre fondamentale inclusione delle tecnologie nella cura del paziente e abbraccia un tema leggermente diverso ma sempre fondamentale: l’inclusione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nel percorso che consente ai pazienti di ritrovare la propria salute.

La commistione tra innovazione tecnologica e medicina è un piano già noto, e anche abbastanza ovvio: sappiamo che, per ovvi motivi, delle novità tecniche in campo scientifico o digitale possono portare benefici indescrivibili per rami diversi della cura umana.

Facciamo un esempio: l’uso dell’intelligenza artificiale nella medicina, uno scenario che pone ancora grandi dubbi etici e scientifici ma che potrebbe rivoluzionare il mondo della salute. Impossibile dimenticare anche Neuralink, il progetto di Elon Musk che consente di inserire un microchip nel cervello umano per connettere persone paralizzate con i dispositivi digitali.

A tutto questo si aggiunge la medicina digitale, un percorso che permette di sostenere al meglio la relazione tra paziente e sistema medico con una serie di innovazioni tecnologiche che rendono il percorso sempre più agevole. É adatto a chi ha bisogno di attenzioni.

Medicina digitale, una definizione

Come anticipato, possiamo spiegare il concetto di medicina digitale con l’introduzione dell’IT (information tecnlogy) nel processo che porta verso la cura del paziente. Come sottolinea anche il sito web della Food and Drugs Administration degli stati uniti d’America:

“The broad scope of digital health includes categories such as mobile health (mHealth), health information technology (IT), wearable devices, telehealth and telemedicine, and personalized medicine”.

Il settore della medicina digitale intesa come digital health comprende la sanità su dispositivi mobile (mHealth), la già citata tecnologia dell’informazione sanitaria (IT) e tutti gli strumenti indossabili per il monitoraggio dei parametri vitali e la telemedicina.

La genesi di questo tema risale agli anni 2000, quando con il termine medicina digitale si intendeva l’impegno a migliorare i contenuti medici disponibili su internet e il commercio elettronico. Poi, ricorda la ricerca pubblicata sul portale nature.com, lo spettro si è ampliato:

“The term digital health has expanded to encompass a much broader set of scientific concepts and technologies, including genomics, artificial intelligence, analytics, wearables, mobile applications, and telemedicine”.

Per fare chiarezza sulle infinite ramificazioni di questo settore, l’Organizzazione Mondiale per la Sanità ha pubblicato, nel 2018, un prospetto dettagliato che consente di definire come le tecnologie digitali e mobili vengono utilizzate per supportare il sistema sanitario.

Cosa include il concetto di digital health

Nella medicina digitale racchiudiamo ciò che permette di utilizzare l’IT a favore di una sanità migliore. Dal punto di vista teorico, però, questo passaggio può sembrare frettoloso.

Senza scendere in dettagli tecnici, possiamo confermare che stiamo parlando di intelligenza artificiale, machine learning ma soprattutto Software as a Medical Device (SaMD).

Vale a dire programmi che elaborano i dati per presentare indicazioni mediche evolute per diagnosi e terapia. Al software aggiungiamo l’hardware con l’introduzione di Wireless Medical Device e Mobile Medical Application che raccolgono i dati del paziente e permettono la trasmissione in modo efficace e sicuro. Inoltre:

“These same features also increase potential cybersecurity risks. Medical devices, like other computer systems, can be vulnerable to security breaches, potentially impacting the safety and effectiveness of the device”.

Stiamo parlando di cybersecurity, vale a dire tutto ciò che consente a un’infrastruttura di garantire la comunicazione sicura dei dati ed il relativo supporto per conservare il tutto nel miglior modo possibile, evitando così attacchi di hacker e ladri di informazioni. Questo perché come ricorda la FDA, i dispositivi medici e gli altri sistemi informatici possono essere attaccati e soggetti a violazioni della sicurezza, con un conseguente impatto sui dati personali.

Quali sono i benefici della medicina digitale?

Prendendo sempre spunto dal documento della Food and Drugs Administration, possiamo affermare con una buona dose di sicurezza che gli strumenti legati alla medicina digitale aiuti gli individui ad accedere alle principali cure e diagnosi abbattendo eventuali ostacoli. Inoltre è bene ricordare anche il notevole risparmio economico per le strutture e per il paziente.

Nello specifico, possiamo confermare che l’obiettivo finale è quello di facilitare la prevenzione, la diagnosi precoce di malattie pericolose e la gestione delle condizioni complesse anche in situazioni esterne alle strutture sanitarie come l’ospedale.

Nel lungo periodo, cosa si ottiene da questa metodologia?

  • Maggior efficienza nella cura.
  • Diagnosi più rapide e precise.
  • Riduzione dei costi per la sanità.
  • Qualità superiore per il paziente.
  • Personalizzazione massima delle terapie.

Il concetto di telemedicina era già avviato da tempo ma uno dei punti di forza che ha permesso alla digital health di svilupparsi con convinzione (anche in Italia) è stato un contesto di per sé drammatico: la pandemia legata al Covid19 iniziata nel 2020.

A causa dei vari lockdown è stato indispensabile avviare un processo di ammodernamento delle tecniche per seguire i pazienti anche a distanza. Come la videoconferenza diagnostica e la raccolta di dati biologici remoti da strumenti di auto misurazione tipo smartwatch.

Il consulto medico avviene tramite supporti audiovisivi e si avvale di dispositivi indossabili o utilizzabili dal paziente per raggiungere una diagnosi senza visitare di persona l’utente.

Diradando così la necessità di raggiungere personalmente il presidio medico. Questo è indispensabile per ridurre le pressioni sulle strutture sanitarie e facilitare chi vive in contesti disagiati, lontano dai grandi centri come avviene sulle isole o nelle località di montagna.