Menopausa e malattie cardiovascolari, quale rapporto?

C’è una relazione tra menopausa e malattie cardiovascolari?

La menopausa è una fase naturale nella vita di una donna. Una serie di meccanismi fisiologici porta al termine del periodo fertile, in genere tra i 45 e i 55 anni, e tra questi la progressiva diminuzione degli estrogeni, un gruppo di ormoni sessuali secreti dalle ovaie, rivestono un ruolo fondamentale nell’insorgenza di patologie cardiovascolari.

Non è ancora del tutto chiaro come questi ormoni esercitino un’azione protettiva, ma è riconosciuto che, oltre ad avere un’azione protettiva a livello osseo, gli ormoni femminili proteggono anche dalle malattie cardiache.

“Le malattie cardiovascolari rappresentano ancora la principale causa di morte nel nostro Paese, essendo responsabili del 34,8% di tutti i decessi (31,7% nei maschi e 37,7% nelle femmine). (…) La cardiopatia ischemica è responsabile del 9,9% di tutte le morti (10,8% nei maschi e 9% nelle femmine), gli accidenti cerebrovascolari dell’8,8% (7,3% nei maschi e 10,1% nelle femmine)”.

Questi sono i dati Istat riportati dal Ministero della Salute. Possiamo notare che c’è un leggero dislivello proprio sul versante delle donne, soprattutto per quanto riguarda i problemi cerebrovascolari. Ma perché esiste questo dislivello? Qual è il motivo per cui le donne rischiano di più, rispetto ai temi cardiovascolari, nel momento in cui inizia la menopausa?

Il ruolo fondamentale degli estrogeni

A dare un contributo essenziale negli anni che precedono la menopausa – ovvero il momento in cui la donna termina la sua fertilità e vede l’interruzione del ciclo mestruale – è la produzione degli estrogeni. Vale a dire i principali ormoni sessuali femminili che nelle donne fertili raggiungono livelli elevati. E fungono da scudo contro una serie di problemi cardiaci.

“Once women reach the age of 50, about the age of natural menopause, their risk for heart disease increases dramatically. Young women who have undergone early or surgical menopause, who do not take estrogen, also have higher chances of having heart disease”.

La risorsa webmd.com/menopause/menopause-heart-disease ci ricorda che una volta raggiunta l’età della menopausa naturale, tra 45 e 50 anni – ma non sono escluse casistiche di menopause tardive o precoci – il rischio di malattie cardiache aumenta notevolmente. 

Questa condizione riguarda anche le donne più giovani che hanno subito una menopausa precoce o un’operazione chirurgica. Se non assumono estrogeni artificiali, esse hanno maggiori probabilità di affrontare malattie cardiache. Tutto questo senza considerare i possibili ulteriori fattori di rischio.

Cosa aumenta la probabilità di avere problemi cardiaci?

Non è un problema relativo solo agli estrogeni e alla fine del periodo di fertilità della donna. Ci sono altri fattori – sia fisici che legati agli stili di vita – che influenzano con una discreta importanza il rischio di problemi cardiovascolari nelle donne. Ad esempio? 

  • Peso corporeo elevato.
  • Fumo ed eccesso di alcol.
  • Basso colesterolo HDL (buono)
  • Alto colesterolo LDL (cattivo).
  • Presenza di diabete.
  • Predisposizione genetica.

Una persona che ha una storia familiare con propensione ai problemi cardiaci ha maggiore probabilità di incorrere in eventi nefasti per cuore e arterie dopo la menopausa, ma di sicuro dieta, attività fisica e stile di vita aumentano non poco il rischio di malattie cardiovascolari.

Menopausa, problemi cardiaci e il probabile ruolo dell’osteoporosi

Fino a qualche tempo fa la correlazione tra osteoporosi e malattie cardiovascolari veniva spiegata in base ai comuni fattori di rischio derivanti dall’età (come i cambiamenti corporei nella donna derivanti dalla menopausa) e dal perpetrare errate abitudini come il fumo, il consumo di alcol, la scarsa attività fisica.

Di recente, tuttavia, oltre alle cause sopra elencate, si è ipotizzato che l’infiammazione e lo stress ossidativo cumulativo possano giustificare il nesso tra aumento della fragilità ossea e problemi cardiovascolari.

Come ridurre il rischio di problemi post-menopausa?

In primo luogo c’è bisogno di un controllo preventivo serrato: mai aspettare che compaiano i primi segni di un futuro problema. Con l’avvicinarsi del periodo in cui si entra in menopausa c’è bisogno di indagini preventive per scovare eventuali propensioni alle criticità cardiache.

Anche perché, come suggerisce mayoclinic.org, alcuni sintomi nelle donne possono differire da quelli negli uomini. Un esempio concreto? Proprio quello classico, il dolore al petto.

“The most common heart attack symptom in women is the same as in men (…). But chest pain is not always severe or even the most noticeable symptom, particularly in women. Women often describe heart attack pain as pressure or tightness. And it’s possible to have a heart attack without chest pain”.

Il sintomo più comune di infarto è simile a quello degli uomini: un dolore toracico che dura più di pochi minuti. Ma nel genere femminile la sofferenza non è sempre così grave. 

Le donne spesso descrivono il dolore da attacco cardiaco come pressione o senso di oppressione. Ed è possibile avere un infarto senza dolore al petto. Per questo è importante procedere con le giuste analisi per scongiurare sul nascere eventuali problemi.

Prevenire gli eventi cardiovascolari in menopausa

Secondo Pubmed, ricerche osservazionali e studi clinici randomizzati suggeriscono che la terapia ormonale sostitutiva iniziata subito dopo la menopausa può conferire vantaggi cardiovascolari. Ma per avere dei benefici chiari in termini di riduzione del rischio durante e dopo la menopausa bisogna intervenire sullo stile di vita. 

Ciò significa tenere sotto controllo quella che viene definita sindrome metabolica. Ovvero un insieme di fattori che tendono a sviluppare nell’individuo patologie cerebrovascolari, diabete e diversi disagi cardiovascolari. In questo frangente ritroviamo alcuni fattori di rischio già noti come l’obesità, l’ipertensione, ipertrigliceridemia, iperuricemia e ipercolesterolemia.

Tutti gli accorgimenti necessari per far sì che si possa diminuire la probabilità di incorrere in problemi cardiovascolari dopo la gravidanza, in effetti, sono gli stessi in ogni periodo della vita.

Sappiamo già come aiutare il medico curante a limitare la probabilità di intercettare malattie cardiovascolari in menopausa: smettere di fumare, assumere un regime alimentare sano – pochi grassi, tanta verdura, carni bianche e pesce al posto di carne rossa, poche fritture e zuccheri – fare sport, poco alcol e tanto cammino.

È comunque importante monitorare la propria condizione di salute attraverso visite periodiche presso il proprio medico di famiglia. La menopausa, lo dicevamo all’inizio, è una fase naturale della vita di una donna, ma può portare con sé alcuni rischi potenziali.
È pertanto importante essere monitorati e chiedere consiglio al proprio medico qualora si dovessero notare dei cambiamenti peggiorativi nella propria vita quotidiana.