Nei pazienti con malattie cardiovascolari, l’interruzione di basse dosi di aspirina dopo sanguinamento aumenta il rischio di morte e di eventi cardiovascolari acuti di quasi 7 volte

Queste sono le conclusioni a cui sono giunti i ricercatori coordinati da Derogar M del Karolinska Institutet di Stoccolma, considerando che poco si sa su come l’interruzione di basse dosi di terapia con aspirina dopo sanguinamento di un’ulcera peptica possa incidere sulla mortalità e sulla morbilità dei pazienti. Pertanto i ricercatori hanno voluto valutare l’incidenza di morte e nuovi eventi cardiovascolari in uno studio di coorte retrospettivo utilizzando i dati provenienti da pazienti che hanno ricevuto basse dosi di terapia con aspirina e sono stati trattati per emorragia di ulcera peptica tra il 2007 e il 2010 presso il Karolinska University Hospital di Stoccolma. Dei 118 pazienti che hanno ricevuto basse dosi di aspirina, la terapia è stata interrotta in 47 (40%) soggetti. Durante un follow-up di 2 anni dopo la dimissione dall’ospedale, 44 dei 118 pazienti (37%) sono morti o hanno avuto un evento cardiovascolare. Dopo aggiustamento per fattori confondenti, i pazienti con comorbidità cardiovascolari che hanno interrotto la terapia a basse dosi di aspirina hanno avuto un incremento di quasi 7 volte il rischio di morte o di eventi cardiovascolari acuti (HR, 6.9; IC 95%, 1,4-34,8) rispetto ai pazienti che hanno continuato questa terapia nei primi 6 mesi del follow-up.

Fonte: Cardiolink Scientific News

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