Il possibile impiego dei nutraceutici nel trattamento dell’ipercolesterolemia lieve

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Le linee guida sulle Dislipidemie rilasciate nel 2019 congiuntamente dalla Società Europea di Cardiologia (ESC) e dalla Società Europea di Aterosclerosi (EAS) indicano come primo passo fondamentale nell’approccio terapeutico al paziente con lieve dislipidemia quello del cambiamento dello stile di vita, che deve essere caratterizzato da un’alimentazione sana e da un regolare esercizio fisico.

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Accanto a questa irrinunciabile rivisitazione delle abitudini quotidiane, nel trattamento dell’ipercolesterolemia lieve in un paziente a basso rischio cardiovascolare, sono diversi i nutraceutici che hanno mostrato effetti nel contribuire alla riduzione della colesterolemia, in particolar modo del colesterolo LDL.

La monacolina K

Sebbene siano molti i nutraceutici proposti dal mercato, è bene sottolineare che non è sempre chiara e rigorosamente dimostrata l’efficacia di questi nutrienti. Tra quelli che hanno favorito una sensibile riduzione della colesterolemia LDL c’è certamente il riso rosso fermentato, il cui effetto è promosso dalla Monacolina K, che ha una struttura simile a quella di una vera e propria statina, la Lovastatina.

Il beneficio da parte della Monacolina K, per un dosaggio giornaliero di quest’ultima pari a 10 mg, si attesta, secondo studi randomizzati controllati, tra il 15 e il 20% in termini di riduzione della colesterolemia LDL con un contestuale lieve aumento dei livelli di colesterolo HDL.

La Berberina

Altro nutraceutico che si è dimostrato discretamente efficace nel contribuire alla riduzione della colesterolemia LDL è rappresentato dalla berberina. Il suo effetto sembra essere dovuto all’aumento dell’espressione dei recettori per le LDL presenti nel fegato, mediante un meccanismo che pare sia basato sull’antagonizzazione di PCSK9.

La valutazione dell’efficacia della berberina è stata testata anche in associazioni ad altri nutraceutici, come ad esempio il riso rosso fermentato, con un’evidenza di riduzione di circa il 20% della colesterolemia totale.

Omega-3 e gli altri nutrienti

Numerosi altri nutrienti si affiancano a riso rosso fermentato e Berberina nella lotta al colesterolo: dai fitosteroli alle fibre, dai policosanoli alla soia, tutti con effetti modesti in termini di riduzione dei valori di colesterolemia LDL o di aumento di colesterolemia HDL.

Agli omega-3, assunti nella quantità di 2-4 grammi al giorno, spetta invece un ruolo significativo nel contribuire al trattamento dell’ipertrigliceridemia, con una riduzione fino al 30% dei valori dei trigliceridi.

I rischi per la salute

Accanto agli effetti positivi di tali nutrienti è bene anche ricordare che tali prodotti, seppur spesso di origine naturale, non sono esenti da rischi per la salute, soprattutto se assunti a pieno dosaggio e senza il controllo medico.
Questa considerazione deve essere tenuta ben a mente dal paziente che sempre più si approccia all’acquisto di tali nutrienti spesso con il metodo “fai da te” e attraverso il ricorso a siti internet, senza aver acquisito un parere medico preventivo, che dovrebbe invece rappresentare in ogni caso il punto di partenza di ogni strategia terapeutica nell’ambito del trattamento della dislipidemia. 

È solo infatti da un’attenta concertazione tra medico e paziente sulla migliore e più adatta terapia da intraprendere che potranno arrivare buoni risultati in termini di successo terapeutico a medio-lungo termine.
Ciò permetterà una concreta e duratura riduzione del rischio cardiovascolare, cosa che va sempre tenuto in debita considerazione in tutti i pazienti che presentano un’alterazione, seppur lieve, dei valori di colesterolemia.

Francesco Cipollone
Ilaria Rossi
Damiano D’Ardes

BIBLIOGRAFIA
  1. Mach F, Baigent C, Catapano AL et al.; ESC Scientific Document Group. 2019 ESC/EAS Guidelines for the management of dyslipidaemias: lipid modification to reduce cardiovascular risk. Eur Heart J. 2020; 41(1):111-188. 
  2. Cicero AF, Derosa G, Parini A et al. Red yeast rice improves lipid pattern, high-sensitivity C-reactive protein, and vascular remodeling parameters in moderately hypercholesterolemic Italian subjects. Nutr Res. 2013.
  3. Pirillo A, Catapano AL. Berberine, a plant alkaloid with lipid-and glucose-lowering properties: From in vitro evidence to clinical studies. Atherosclerosis. 2015; 243: 449-61. 
  4. Mannarino MR, Ministrini S, Pirro M. Nutraceuticals for the treatment of hypercholesterolemia. Eur J Intern Med. 2014; 25:592-9. Harris WS. n-3 fatty acids and serum lipoproteins: human studies. Am J Clin Nutr. 1997. 
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