Rischi e prevenzione dell’obesità infantile

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L’obesità infantile è uno dei problemi centrali per affrontare il tema della prevenzione attiva e della salute del cittadino. Questa condizione, infatti, è la base di partenza per lo sviluppo di condizioni patologiche che si ripercuotono sull’infanzia ma anche sull’età adulta. 

Anche se l’Italia può essere definita la patria della dieta Mediterranea, quindi di un’alimentazione virtuosa, non mancano i dati allarmanti che ci comunicano una costante disattenzione nei confronti dell’obesità infantile. Già nel 2019, infatti, i dati mostravano una tendenza importante verso l’obesità Infantile. Secondo il Ministero della Salute:

“L’Italia è tra i paesi europei con i valori più elevati di eccesso ponderale nella popolazione in età scolare con una percentuale di bambini in sovrappeso del 20,4% e di bambini obesi del 9,4%, compresi i gravemente obesi che rappresentano il 2,4%”.

I numeri sono arricchiti da una serie di argomentazioni chiare: quasi un bambino su due non fa una colazione adeguata al mattino, mentre uno su 4 beve quotidianamente bevande zuccherate e/o gassate. In casa, frutta e verdura si mangiano meno di una volta al giorno.

Il Covid-19, e la relativa emergenza legata al nuovo Coronavirus con annessi i vari lockdown, ha accentuato questo problema legato all’età infantile. L’obesità è un problema che riguarda l’essere umano anche nei primi anni di vita: ecco cosa sapere a riguardo.

Cos’è l’obesità infantile, definizione

Possiamo iniziare a sottolineare che l’obesità infantile è l’accumulo di grasso in forma eccessiva al punto da compromettere la salute dei soggetti in età pediatrica. 

Con questo termine, inoltre, si esclude quella che è la definizione di sovrappeso che indica una condizione meno grave ma comunque allarmante. In realtà questa distinzione viene fatta attraverso la valutazione dell’Indice di Massa Corporea (IMC), che calcola la percentuale di massa grassa del corpo in relazione all’altezza della persona osservata.

Un IMC compreso tra 25 e 29,99 fa rientrare il soggetto osservato nel sovrappeso. Oltre si va verso l’obesità, questo secondo la definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Ovviamente quando però si parla di obesità infantile si devono fare delle valutazioni differenti.

Come valutare l’obesità infantile

Chi pensa di poter risolvere questa etichetta come una semplice descrizione del peso si sbaglia. L’obesità infantile è una condizione difficile da definire rispetto a quanto avviene per un adulto dato che nel caso dei più piccoli il BMI (Body Mass Index o Indice di Massa Corporea) rischia di essere falsato dalla bassa statura del soggetto osservato.

L’indice di massa corporea (BMI) è un parametro che mette in relazione il peso di una persona in chilogrammi diviso per il quadrato della sua altezza in metri. Quando si affronta questo argomento nei bambini abbiamo una serie di tabelle molto precise da valutare. Anche se il calcolo di base può essere riassunto sempre con le parole dell’OMS:

“Overweight is weight-for-height greater than 2 standard deviations above WHO Child Growth Standards median; and obesity is weight-for-height greater than 3 standard deviations above the WHO Child Growth Standards median”.

Il bambino sovrappeso supera di due 2 deviazioni la mediana degli standard di crescita infantile. Si parla di obesità quando si va oltre il numero 3. Chiaramente queste valutazioni sono sempre da gestire insieme a un nutrizionista e un pediatra per valutare interventi.

Rischi dell’obesità infantile

Tanti sono i rischi legati all’obesità infantile e questi aspetti riguardano il sistema cardiovascolare e respiratorio, le articolazioni, le ossa, lo sviluppo e la sfera psicologica.

  • Glicemia alta nota come pre-diabete.
  • Trigliceridi e colesterolo elevati.
  • Grasso accumulato nel fegato.
  • Pressione del sangue alterata.

Quindi già in età precoce si può registrare un’alterazione del metabolismo del glucosio, dislipidemie importanti che possono portare a rischi di sindrome metabolica, danni epatici. In età infantile queste condizioni possono regredire o peggiorare. Senza dimenticare che:

“Overweight and obese children are likely to stay obese into adulthood and more likely to develop non-communicable diseases like diabetes and cardiovascular diseases at a younger age”.

Come sottolinea Pubmed, è probabile che i bambini in sovrappeso e obesi rimangano tali nell’età adulta e abbiano maggiori probabilità di sviluppare malattie non trasmissibili come il diabete e le malattie cardiovascolari in giovane età. Essere obesi da piccoli vuol dire avere buone possibilità di riportare la stessa condizione da adulti con relativo sviluppo di:

  • Ipertensione arteriosa.
  • Colesterolo alto.
  • Diabete di tipo 2.
  • Disturbi cardiovascolari.

Questo significa che le persone obese e con disturbi, in molti casi, sono stati bambini in sovrappeso o anche obesi. Quindi è una buona idea iniziare subito a prevenire aumenti di massa grassa dovuti a un surplus di calorie rispetto al consumo quotidiano.

Come prevenire questi problemi

Il primo luogo ricordiamo che qualsiasi decisione o possibile soluzione dei problemi di sovrappeso e obesità nei bambini deve essere concordato con pediatra e medico specialista. Questo punto è vero in ogni occasione, soprattutto in questo caso. Poi, bisogna valutare con attenzione le parole del Ministero della Salute rispetto a questo tema:

“Il sovrappeso e l’obesità sono (…) causati nella maggior parte dei casi da stili di vita scorretti: da una parte, un’alimentazione scorretta ipercalorica e dall’altra un ridotto dispendio energetico a causa di inattività fisica. L’obesità è quindi una condizione ampiamente prevenibile”.

In questo passaggio abbiamo la soluzione per capire come prevenire una buona parte dei casi di obesità infantile. A parte le circostanze in cui ci sono delle disfunzioni non dipese dalle scelte individuali, si dovrebbe affrontare anche i primi anni dell’infanzia e della crescita valorizzando alimentazione sana, cibi genuini e non confezionati, sport e vita all’aria aperta.

La sedentarietà non riguarda solo gli adulti ma anche i bambini. E le scelte alimentari devono essere ponderate fin dai primi anni di vita, se non già dai mesi in cui si passa dal latte materno alle pappe. Concordare con il pediatra una dieta equilibrata e, nei bambini più grandi, una prima attività fisica può essere un buon modo per prevenire l’obesità infantile.

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