Cosa sono e come funzionano i pacemaker

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Cosa sono i pacemaker?

I pacemaker, chiamati anche dispositivi di stimolazione cardiaca, sono dei piccoli dispositivi impiantati nel petto per stimolare e regolare il battito cardiaco, grazie a impulsi elettrici per ripristinare un ritmo normale. Il peso varia da 20 a 50 g.

Oggi in tutto il mondo ci sono quasi 3 milioni di persone che vivono con un pacemaker e si calcola che ne vengano impiantati ogni anno circa 600.000.

I 3 tipi di pacemaker

In funzione delle condizioni del paziente può essere impiantato uno dei seguenti tipi di pacemaker:

  1. Pacemaker monocamerale: trasporta, tramite un elettrocatetere, impulsi elettrici al ventricolo destro del cuore (camera cardiaca inferiore). È usato dalla maggior parte dei pazienti.
  2. Pacemaker bicamerale: trasporta impulsi elettrici a entrambe sul lato destro del cuore (quindi al ventricolo destro e all’atrio destro) per regolare il ritmo delle contrazioni di entrambe le camere. Le contrazioni consentono al sangue di fluire correttamente dall’atrio destro nel ventricolo destro.
  3. Pacemaker biventricolare: ha 3 derivazioni collegate all’atrio destro e a entrambi i ventricoli. La stimolazione biventricolare, chiamata anche terapia di resincronizzazione cardiaca, è per chi soffre di insufficienza cardiaca e ha problemi di battito cardiaco. Questo tipo di pacemaker stimola entrambe le camere cardiache inferiori (i ventricoli destro e sinistro) per far battere il cuore in modo più efficiente.

Il ritmo cardiaco: ovvero come batte il cuore

Il cuore ha 4 camere, 2 a sinistra e 2 a destra. Le camere superiori (atri destro e sinistro) e le camere inferiori (ventricoli destro e sinistro) funzionano con il sistema elettrico del cuore per mantenere il battito cardiaco a una frequenza adeguata, compresa in genere da 60 a 100 battiti al minuto per gli adulti a riposo.

Atri e ventricoli lavorano insieme, contraendosi e rilassandosi alternativamente per pompare il sangue attraverso il cuore.

Il sistema elettrico del cuore controlla il ritmo cardiaco inviando un segnale elettrico attraverso le minuscole cellule del muscolo cardiaco. 2 tipi di queste cellule permettono al segnale elettrico di controllare il battito cardiaco:

  1. Le cellule conduttrici trasportano il segnale elettrico del cuore.
  2. Le cellule muscolari consentono alle camere del cuore di contrarsi, un’azione innescata dal segnale elettrico del tuo cuore.

Come sono fatti e come funzionano i pacemaker

La maggior parte dei pacemaker consiste di 2 parti:

  1. Un piccolo generatore di impulsi a batteria, impiantato nei tessuti molli sotto la pelle del torace: contiene il circuito elettrico che controlla la frequenza degli impulsi elettrici inviati al cuore.
  2. Cavi (elettrodi): da 1 a 3 fili isolati flessibili posizionati ciascuno in una o più camere del cuore. Forniscono gli impulsi elettrici per regolare la frequenza cardiaca. 

I pacemaker monitorano continuamente il ritmo cardiaco e fornisce energia elettrica per stimolare il cuore se il ritmo è troppo lento. Il pacemaker memorizza anche informazioni sul cuore e questo consente al medico di valutare meglio la terapia e regolare le impostazioni del pacemaker.

Alcuni pacemaker più avanzati hanno anche sensori che rilevano il movimento del corpo o la frequenza respiratoria e segnalano ai dispositivi di aumentare la frequenza cardiaca durante l’esercizio, se necessario.

Abbiamo parlato di una batteria e quindi è naturale chiedersi quanto duri la batteria e quando e come sostituirla.

La batteria del pacemaker ovviamente si esaurirà nel tempo, ma non è possibile sostituirla, poiché è sigillata all’interno del pacemaker. Quando la batteria sta per esaurirsi, bisogna impiantare un nuovo pacemaker.

La durata della batteria dipende dalla terapia e dalle impostazioni decise dal medico.

Pacemaker senza fili

I pacemaker senza fili (pacemaker wireless) sono dispositivi più piccoli dei tradizionali pacemaker. Il generatore di impulsi e gli elettrodi sono condensati in un unico dispositivo posizionato all’interno di una camera del cuore attraverso un tubicino inserito in una delle vene.

Non è necessario alcun intervento chirurgico. Una volta posizionato, il pacemaker invia impulsi al ventricolo destro.

Defibrillatori cardiovertitori impiantabili

Si tratta di dispositivi simili ai pacemaker. Un defibrillatore cardiovertitore impiantabile, se rileva un ritmo anomalo potenzialmente pericoloso, invia un impulso elettrico al cuore per farlo pompare di nuovo. Sono spesso usati come trattamento preventivo per le persone a rischio di arresto cardiaco.

Alcuni dispositivi contengono sia un pacemaker che un defibrillatore cardiovertitore impiantabile.

Esistono 2 due tipi di defibrillatori cardiovertitori impiantabili:

  • Tradizionale: impiantato nel torace con i cavi attaccatu al cuore. La procedura di impianto richiede un intervento chirurgico invasivo.
  • Sottocutaneo: impiantato sotto la pelle sul lato del torace sotto l’ascella. È collegato a un elettrodo che corre lungo lo sterno. È un dispositivo più grande di uno tradizionale, ma non si attacca al cuore.
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