Polifarmacia: che vuol dire?

Prof. Claudio Ferri – Università dell’Aquila – Dipartimento MeSVA – UOC di Medicina Interna e Nefrologia – Centro di eccellenza ESH per l’Ipertensione Arteriosa e la Prevenzione Cardiovascolare – Ospedale San Salvatore – L’Aquila, Italy

   La moderna medicina è radicalmente cambiata e sta ancora cambiando. Uno dei problemi più trascurati, in questo contesto, è quello correlato al numero impressionante di farmaci e procedure cui si deve sottoporre un paziente affetto da patologie croniche, anche al di fuori di eventuali periodi di ospedalizzazione (1). In un interessante studio tedesco denominato Local, collaborative, stepped and personalised care management for older people with Chronic diseases (LoChro) sono stati studiati pazienti di almeno 65 anni, tutti affetti da patologie croniche (2) (Figura).

schema di distribuzione dei pazienti  >65 aa. con patologie croniche
Analisi dei pazienti >65 aa. con patologie croniche

   Queste patologie erano – nella grandissima maggioranza dei casi – non certo rare: il 67% dei pazienti era iperteso, il 25% era affetto da cardiopatia ischemica, il 20% da iperuricemia.

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